Emissione Obbligazioni high yield Tesla: c’è da fidarsi? La parola agli esperti

Tesla è la famosa casa produttrice statunitense focalizzata nella produzione di auto elettriche ad alte prestazioni orientate verso il mass market, fondata da Elon Musk e JB Straubel insieme a Martin Eberhard e Marc Tarpenning.

Tesla dall’anno della sua fondazione nel 2003 ad oggi è cresciuta in termini di organico fino ad aggiudicarsi il titolo e l’encomio di azienda più innovativa al mondo, secondo la Rivista Forbes.

Per la prima volta dalla sua fondazione, Tesla ha emesso le obbligazioni high yield ma, a parere di David Ennett, responsabile del team di Kames Capital, società di risparmio gestito non ci sarebbe da farvi affidamento, nonostante il graditissimo apprezzamento da parte degli investitori di Wall Street. Vediamo le motivazioni e le spiegazioni di Ennett nel non fare affidamento sulle obbligazioni high yield di Tesla, quali sono i pericoli insiti in questa forma di investimento.

Sommario

Ennett e le obbligazioni di Tesla: conviene o no?

Secondo il capo del team della società di risparmio gestito Kames Capital, David Ennett fa notare che l’attuale rapporto tra il valore dell’impresa (EV), ovvero il valore complessivo del capitale proprio e di debito di Tesla, e il relativo EBITDA è pari a circa 96 volte.

L’EBITDA acronimo di Earnings Before Interests Taxes Depreciation and Amortization ovvero il margine operativo lordo, è un indicatore sintetico utilizzabile nell’ambito della valutazione d’azienda e dei titoli azionari per stimare il flusso di cassa, in quanto rappresenta i flussi monetari generati da un’impresa con i mezzi propri. Secondo l’esperto Ennett il livello dell’EBITDA pari a 96 volte è davvero troppo.

Si pensi che lo scorso anno Tesla ha prodotto poco più di 76.000 veicoli: il mercato ripone molte speranze nella capacità di espansione di Tesla, la cui strategia di crescita non può essere finanziata tramite mezzi propri.

La casa automobilistica americana ha puntato quindi sul mercato obbligazionario high yield per colmare il divario esistente tra capacità di investimento per far crescere la propria valutazione e quanto in grado realmente di saper generare.

Acquistando obbligazioni high yield Tesla, si investe in una forma di bonds altamente rischiosa, con un profilo di elevato rendimento. Questa tipologia di titoli obbligazionari sono forse meno soggette alla volatilità dei mercati azionari (e questo rappresenta un dato positivo) ma, presentano un livello di rischiosità addizionale derivante dal fallimento dell’emittente.

Il “fascino” dei bond high yield: le ragioni del “boom” e come ridurre i rischi insiti

I bond high yield, secondo gli analisti finanziari, rientrano nella fascia e nelle alternative di investimento “meno sicura”, ma più redditizia del comparto obbligazionario.

Si tratta di titoli di debito che in genere sono classificati dalle Agenzie di Rating internazionali con giudizi di “BB” o inferiori: dinanzi al maggiore rischio di default del soggetto emittente, più elevato è il rendimento offerto.

È evidente, però, che per investire con successo in bond high yield, come quelli emessi da Tesla, bisogna seguire alcuni principi e strategie di buon senso. Il primo fra tutti, come si è spesso sottolineato in altri articoli , consiste nel diversificare il più possibile il portafoglio rischio/rendimento.

Per fare un esempio pratico basato sulle stime degli analisti, su un investimento da 100.000 euro suddiviso in 100 di bond high yield, il rendimento atteso sarebbe di 7.000 euro, mentre le perdite prospettiche in caso di fallimento del 5% delle aziende ammontano a 5.000 euro.

Il risultato è conseguire un guadagno positivo, ma occorre procedere con una diversificazione del portafoglio. Inoltre, per minimizzare le perdite derivanti dal rischio di deafult di una società emittente, l’ottimo sarebbe quelo di selezionare i singoli bond high yield andando ad analizzare il profilo società e l’analisi economico-finanziaria delle società emittenti, così da poter individuare quelle a minor rischio di insolvenza.

Si suggerisce sempre di rivolgersi alle società di gestione di fondi specializzati che “dovrebbero” (non vi è certezza matematica!) analizzare e selezionare i titoli obbligazioni proprio per ottenere risultati migliori rispetto alla media dei mercati.

I bond high yield emessi dalle società, anche se sono considerati asset ad alto profilo di rischiosità, secondo molte analisi di esperti finaziari hanno parecchio valore e potenziale da esprimere su un lasso temporale di 3-5 anni.

Di solito è possibile ridurre il rischio derivante dai bond high yield, acquistando fondi specializzati che hanno il vantaggio di essere diversificati. Comunque, tra le obbligazioni ad alto rischio più interessanti in questo momento storico ed economico sono consigliabili quelle delle società statunitensi.

Tesla: è tutto oro quel che luccica?

Nel caso specifico oggetto di analisi, occorre prestare la dovuta attenzione e, dovendo valutare la convenienza nell’acquistare e nell’investire in bond high yield emessi da Tesla, si deve notare che a nostro avviso è condivisibile l’opinione di Ennet, rafforzata dall’analisi di bilancio della società americana.

Nel pieno del lancio della Tesla Model 3, pre-ordinata da 500 mila clienti, la casa automobilistica americana deve fare i conti con i risultati del secondo trimestre del 2017: il bilancio parla di un fatturato doppio rispetto allo scorso anno (2,8 miliardi di dollari) e di perdite nette per 336 milioni di dollari (2,04 dollari per share), collegate al nuovo modello.

Il “rosso” in bilancio è “giustificato” dalle ingenti spese per l’organizzazione della produzione della nuova berlina e per lo sviluppo della Gigafactory.

Tuttavia, la lettera rivolta agli azionisti è ottimista: la Model 3 inizierà a generare mark up positivi molto presto, già nel quarto trimestre: le prenotazioni sono promettenti e la casa automobilistica ha confermato i piani di produzione: sarà effettivamente fattibile questa strategia espansiva ed ambiziosa? A nostro avviso ci sono dubbi rilevanti ma staremo a vedere!

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