Elezioni presidenziali USA e il destino della Federal Reserve

Ormai l’8 novembre, data ufficiale delle elezioni presidenziali USA è sempre più vicino. Mancano solo tre giorni e i mercati sono pronti a scoprire cosa deciderà il popolo americano. In tutto questo lungo periodo di campagna elettorale ci sono stati centinaia di sondaggi e altrettanti scandali riguardanti entrambi i candidati. Colpi di scena e continui sorpassi, insieme all’incertezza e al rigetto del popolo americano, su una scelta così ristretta tra due personalità non tanto gradite, hanno caratterizzato quest’ultimo periodo.elezioni presidenziali

Elezioni presidenziali USA e futuro della Federal Reserve

Le elezioni presidenziali USA andranno veramente ad influire moltissimo sull’economia globale. Quella che è stata e sembra essere la decisione della Yellen ad esempio, la presidente della Federal Reserve, banca centrale USA, ossia, di aumentare i tassi, risulta essere una decisione pericolosa qualora dovesse salire a capo del popolo americano il leader sbagliato.

Quali sono le politiche dei due candidati verso la Federal Reserve?

Entrambi i candidati hanno posizioni, anche in questo caso, completamente opposte. Mentre Trump, accusa la Fed di aver accumulato troppo potere negli ultimi anni, di essere troppo politicizzata e di voler decentralizzare la sua potenza, la Clinton ha una politica più conservatrice e di salvaguardia verso la banca centrale statunitense. Lei stessa infatti asserisce di non voler mettere le mani su ciò che già funziona e di lasciarla operare come ha sempre fatto anche in passato.

Altro punto veramente a cuore del popolo americano è il crollo del numero dei posti di lavoro che è iniziato a partire dal 1979. La causa, almeno da quanto viene comunicato dai candidati, risiederebbe nella delocalizzazione delle imprese. In questo caso, sia Trump, che Hillary, sembrano voler adottare provvedimenti simili per aiutare gli americani.

A livello finanziario, com’era già intuibile dalle posizioni nei confronti della Federal Reserve, Trump si mette contro le banche mentre Hillary le sostiene. A dimostrazione di ciò, il fatto che Hedge Fund ed istituti bancari stessi hanno finanziato per oltre 56 milioni di dollari la campagna della candidata donna, mentre Trump, ha avuto solo 243 mila dollari di investimenti. Tuttavia, il paradosso della Clinton risiede in una tassa che ha poi citato, ossia quella sulle transazioni finanziarie.

Resteremo in attesa del verdetto delle elezioni presidenziali del popolo statunitense e di tutte le nuove politiche che verranno adottate e che sicuramente avranno un chiaro riflesso non solo sull’economia USA, ma su quella globale.