Effetto – Ucraina: quali saranno le conseguenze per la settimana Forex?

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Con l’aggravarsi della crisi in Ucraina, gli effetti negativi sulle principali Borse internazionali e sui mercati valutari globali iniziano a far sentire la propria gravità. A conferma di ciò, val la pena ricordare in che modo hanno chiuso le principali piazze finanziarie la scorsa settimana, con un venerdì nero che ha coinvolto (anche) la Borsa di Milano, che chiude la sessione ordinaria con una flessione dell’1,73%, dopo essere arrivata a perdere oltre 2 punti percentuali.

A pesare sull’andamento delle negoziazioni sui mercati secondari di Piazza Affari è naturalmente la crisi russa, con Kiev che è arrivata ad accusare (probabilmente, esagerando), che “Mosca vuole la terza guerra mondiale“. Al di là degli annunci apocalittici, quel che preoccupa i mercati finanziari è che l’occidente stia minacciando sempre più concretamente nuove sanzioni nei confronti della Russia e che, di contro, Putin non voglia accettare alcune intromissione esterna, anticipando che invierà i propri peace-keeper in Ucraina.

Gli effetti negativi potrebbero perdurare pertanto anche nel corso della settimana, con dei pesi che potrebbero altresì essere molto più gravi rispetto a quelli che erano stati stimati poche settimane fa. In merito, basti pensare che le criticità tra Kiev e Mosca sono servite ad annullare il positivo contributo determinato dalla notizia, in apertura di mattinata, secondo cui Fitch aveva deciso di portare l’outlook dell’Italia da negativo a stabile, confermando il rating a Bbb +. Secondo l’agenzia di rating, infatti, la recessione nel Paese si sarebbe sostanzialmente conclusa e le condizioni di finanziamento del debito pubblico sarebbero migliorate (come d’altronde dimostra il mantenimento dello spread sotto soglia di 160 punti).

Considerato che la scorsa settimana le buone notizie sul fronte macro non sono riuscite a sostenere le quotazioni dei listini di Piazza Affari, il timore è che lo stesso possa accadere anche nella settimana entrante, che non dovrebbe rappresentare una svolta positiva nella crisi Ucraina.

Ulteriore elemento di attenzione sarà rappresentato da eventuali “spiragli” e indiscrezioni rilasciati dall’Eurotower, con il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, che aveva sostanzialmente ribadito la presenza di un importante programma di alleggerimento quantitativo e di tassi sui depositi negativi, nel novero delle iniziative che l’istituto banchiere con sede a Francoforte potrebbe adottare se l’inflazione non dovesse arrestare la sua frana. Il pericolo della deflazione è sempre più vicino, e le condizioni globali non sembrano favorire le giuste condizioni fertili per iniziative serene in merito…