Effetto Jobs Act, boom dei licenziamenti

Secondo i dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps, gli effetti tanto attesi del Jobs Act hanno iniziato a farsi sentire, sfortunatamente dando esito opposto alle aspettative del Premier Renzi ma soprattutto dei lavoratori. Esauriti gli incentivi per la creazione di nuovi posti di lavoro, da gennaio ad agosto 2016 le assunzioni sono colate a picco, i dati Inps riportano -32,9% per le assunzioni a tempo indeterminato, -8,5% di assunzioni e + 31% di licenziamenti rispetto allo stesso periodo del 2015.

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Jobs Act e licenziamenti

A quasi due anni dall’entrata in vigore del Jobs Act i licenziamenti disciplinari sono aumentati del 31%, si ha raggiunto quindi la quota di 46 mila lavoratori licenziati, con l’11,4% fisso di disoccupazione. Nel frattempo il Governo sta cercando di tamponare gli effetti del Jobs Act, introducendo nuove norme nella legge di Bilancio, il Ministro Poletti ha anticipato che gli sgravi fiscali saranno limitati ai giovani assunti a seguito di uno stage.

La reazione di Susanna Camusso non si è fatta attendere, sottolineando che il calo delle assunzioni fosse prevedibile dopo il taglio degli incentivi per decontribuzione.

A rendere il mercato lavorativo ulteriormente difficoltoso, è stato l’utilizzo (o forse abuso) dei Voucher senza instituire nessun tipo di controllo da parte del Governo. Il tasso di crescita dei ticket lavoro è aumentato del 66% tra il 2014 ed il 2015, al quale va aggiunto +40% relativo ai primi sei mesi del 2015 e del 2016.

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