Gli effetti negativi del superbollo sulle auto di lusso sul mercato delle auto e Fisco dal 2011

Per superbollo si intende il bollo auto dovuto allo Stato dai possessori di auto da 185 kW (251,53 cavalli) di potenza in su. Le cosiddette “auto di lusso”. Fu istituito dal Governo Berlusconi e inasprito dal successivo Governo tecnico guidato da Mario Monti, nella disperata ricerca di nuove entrate fiscali. Gli effetti però sono stati doppiamente negativi. Sia perché non ha generato lo sperato aumento di gettito appannaggio delle perennemente sofferenti casse dello Stato, sia perché ha portato ad una contrazione del mercato automobilistico di lusso. Ecco i dati.

Superbollo, il flop

Infatti, anziché generare un maggiore gettito fiscale, quantificato dall’allora esecutivo in carica in circa 168 milioni l’anno, per un parco veicoli stimato in circa 212.000 unità, ha finito per deprimere un mercato redditizio non solo per le Case costruttrici, ma anche per lo stesso Erario. Infatti, il calo è stato di 120 milioni ogni anno, considerando il recupero dell’Iva sulle nuove immatricolazioni, tassa di circolazione, ecc. A diramarci i dati sono stati in questi giorni Romano Valente, direttore generale di Unrae (Unione della Case estere), Angelo Sticchi Damiani (Aci) e Andrea Levy (Parco Valentino di Torino). Ecco gli effetti del superbollo sulle auto di lusso.

Superbollo sulle auto di lusso: Monti rincarò la dose di Berlusconi

Non tutte le colpe vanno però ascritte al Governo Monti. Tale decisione seguiva la scia di un primo provvedimento preso pochi mesi prima dal precedente governo Berlusconi. Quelli, tanto per rinfrescarci la memoria, dello Spread alle stelle. Sebbene riguardasse le auto con potenza superiore a 225 kW (ossia 305,915 cavalli), che si traduceva in un aumento per i proprietari di 10 euro per ogni kW oltre il tetto previsto. Tuttavia, le responsabilità del Governo Monti vanno però ricercate nel fatto che abbia voluto abbassare la soglia a 185 kW e raddoppiare al contempo l’esborso a 20 euro.

Superbollo auto di lusso: i dati dell’impatto negativo

In questi sei anni dall’entrata in vigore del superbollo sulle auto di lusso, si sono verificati: meno fatturato per le case automobilistiche, una riduzione del gettito fiscale, ripercussioni su un’area di eccellenza motoristica tipicamente italiana (le vendite nel Paese di Ferrari, Maserati, Lamborghini), ripercussioni anche per l’intera filiera (trasporto auto, concessionari, saloni, ecc.). Questi i numeri diramati da Romano Valente: tra il dicembre 2011 e il dicembre 2014, le auto in circolazione finite nel mirino sono scese del 16%, vale a dire da 217.000 a 183.000 unità. Ciò si è tradotto altresì nell’esportazione di questi modelli: +115% nel 2012 e quindi grossi affari per i commercianti esteri a discapito del comparto automobilistico italiano.

Occorre comunque dire che il fenomeno, dopo il picco del 2012-2013, è via via diminuito negli anni (+57% nel 2013 e +14% nel 2014) . Ma solo per l’esaurimento del parco da destinare agli altri mercati. Se ci si sofferma sempre sul primo biennio di ingresso del superbollo, 2011-2012, le immatricolazioni di veicoli considerati di lusso sono scese da 18.467 a 12.005 (-35%) per risalire un po’ nel 2014 (12.359, cioè giusto due punti percentuali in meno rispetto al 2011). Allo stesso tempo, crollava anche il mercato nel suo complesso: da 1.749.092 vetture del 2011 a 1.360.453 del 2014 (cioè un crollo di oltre un quinto).

Uscita dalla crisi del mercato automobilistico frenato dal superbollo

Ma c’è un altro dato nel dato. Il mercato automobilistico è uscito dalla crisi già dal 2015, eppure il superbollo auto ha inciso negativamente anche in questo. Spiega Valente che il recupero delle auto interessate al superbollo è di solo il 3,8% nel 2016 rispetto ai volumi del 2011. Una percentuale molto bassa. Pertanto, il governo in carica ha l’onere di alleviarlo per consentire a un comparto molto importante di tornare a correre. Non si tratta solo di una tassa sui ricchi che qualcuno potrebbe valutare giusta ed equa. Ma anche di colpire un settore che genera altre entrate fiscali e migliaia di occupati. Tra impiegati, operai, autotrasportatori, concessionari. Nel DEF presentato in questi giorni di ciò non vi è traccia e nemmeno nel dibattito politico per le prospettive future.

Come funziona il superbollo sulle auto di lusso

Detto dei suoi effetti negativi, vediamo come funziona il superbollo sulle auto di lusso. Definito versamento dell’addizionale erariale sulla tassa automobilistica deve essere effettuato utilizzando il modello “F24 elementi identificativi”. I codici da escludere, per effetto della risoluzione n. 101 del 20/10/2011, sono:

  • 3364 Addizionale erariale alla tassa automobilistica
  • 3365 Addizionale erariale alla tassa automobilistica – Sanzione
  • 3366 Addizionale erariale alla tassa automobilistica – Interessi.

Di seguito, invece, i codici da utilizzare per versare tributo sanzioni e interessi, a seguito di atto di accertamento (risoluzione n. 26 del 12/03/2014):

  • A500 Addizionale erariale alla tassa automobilistica
  • A501 Addizionale erariale alla tassa automobilistica – Sanzione
  • A502 Addizionale erariale alla tassa automobilistica – Interessi.

Per il “superbollo” 2012, e successivi anni, il pagamento va effettuato entro gli stessi termini previsti per il pagamento della tassa automobilistica (bollo). L’importo da versare è, come abbiamo già detto, pari a 20 euro per ogni Kw di potenza che eccede i 185 Kw. Per effetto dell’inasprimento al Superbollo già istituito dal precedente Governo Berlusconi.

Va anche detto che il “superbollo” è ridotto gradualmente dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione del veicolo (che salvo prova contraria coincide con la data di immatricolazione), rispettivamente al 60%, al 30% e al 15%. Non è più dovuto dopo 20 anni dalla data di costruzione. I predetti periodi decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione.

Il “superbollo” può essere calcolato utilizzato l’apposita applicazione fornita dal sito dell’Agenzia delle entrate, dove è anche possibile stampare il modello F24 già compilato con i dati inseriti dall’utente.

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