eDreams arriva in Borsa: luci e ombre sulla società

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eDreams si prepara sbarcare in Borsa e a farlo con una buona base di partenza, e con qualche luce offuscata sul prossimo futuro. Se infatti la società – in procinto di dire la sua alla Borsa di Madrid – può vantare una buona redditività, è altrettanto vero che i piani futuri dell’azienda non sembrano essere così privi di crepe, considerando che le commissioni sulle quali si basa il fatturato della compagine potrebbero essere scalfite da un cambiamento di atteggiamento da parte dei consumatori.

I numeri parlano d’altronde piuttosto chiaro: a fronte di un fatturato 2013 pari a 450 milioni di euro, gli incassi effettivi (cioè la differenza con quanto pagato ai fornitori) scendono a 373 milioni di euro e, in buona parte, sono riconducibili alle commissioni che vengono pagate dai viaggiatori. Per ogni biglietto aereo acquistato – riportava La Repubblica – eDreams riesce a incassare 23 euro, saliti poi a 25 euro nel corso dei primi nove mesi dell’ultimo esercizio. Tra gli altri ricavi, i 100 milioni di euro che nel corso del 2013 (bilancio al 31 marzo) sono stati versati dai partner commerciali.

Ebbene, il dilemma sul futuro a breve e medio termine è proprio questo: considerato che l’economicità di eDreams si basa proprio sul sistema commissionale, quante probabilità ci sono che nel corso del prossimo futuro i margini del gruppo possano reggersi ancora su un simile approccio? Dal prospetto depositato alla Borsa di Madrid – osserva compiutamente il quotidiano – si legge infatti che nel corso dei prossimi anni i diritti che eDreams incassa periodicamente potrebbero calare. Da un lato i margini potrebbero quindi essere erosi indirettamente a causa della maggiore competizione nel settore, dall’altro perché le normative nazionali sono diventate più rigide e i consumatori hanno cessato di avere pazienza rispetto alla sopportazione di alcuni oneri.

Non è un caso che solo l’anno scorso, e sul mercato italiano, la società fu multata per decine di migliaia di euro dall’Antitrust per una presunta mancanza di trasparenza, e che a gennaio eDreams abbia deciso di chiudere il contenzioso accettando l’impegno di adottare forme di trasparenza più avanzata. Per quanto attiene invece le relazioni con i partner commerciali, gli accordi prevedono che la società debba garantire un tetto minimo di prenotazioni: obiettivi che la concorrenza agguerrita dei comparatori rischia di pregiudicare.

Ad ogni modo, con la prima quotazione sui listini dei mercati regolamentati di Madrid, la società punta a reperire 376 milioni di euro, che potrebbero divenire oltre 430 milioni considerando l’opzione dei collocatori di piazzare un ulteriore pacchetto. Con un prezzo per azione di 10,25 euro, la società verrebbe quindi valutata intorno a 1,1 miliardi di euro.