Economia: il piano segreto di Beppe Grillo

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Il Movimento 5 Stelle ha conquistato i suoi 8 milioni e passa di voti sull’onda dell’antipolitica e della protesta. Nondimeno, una quota importante di cittadini ha consegnato il suo voto alla premiata ditta Grillo & Casaleggio perché si ritrova nel programma. Già, il programma. Su questo i media e partiti possono stare tranquilli (proprio su questo tema il M5S viene attaccato). E’ innegabile, però, che tale programma, pur completissimo sotto l’aspetto della legalità e dell’etica pubblica, soffra di qualche lacuna sul fronte economico.

Qual è il programma economico di Grillo?

E’ riassumibile in poche parole: sovranità monetaria, reddito di cittadinanza, decrescita. La domanda da porre è però una sola: come? Come il Movimento 5 Stelle intende restituire la sovranità monetaria all’Italia? Dove intende recuperare i soldi per il reddito di cittadinanza? Servirebbero almeno 5 miliardi di euro all’anno. Come intende attuare la decrescita e… soprattutto, visto che non c’è un’opinione condivisa in merito, cosa intende per decrescita? Tutte domande che non trovano risposta nel programma ma che la trovano, forse, nelle tante interviste che Grillo ha rilasciato alle televisioni straniere. Certo non in maniera esplicita, sicuramente tra le righe. Se si ricompongono i tasselli del puzzle, e con un po’ di immaginazione, è possibile ricostruire il disegno del comico genovese.

Grillo promette un’Italia più povera ma contenta. Sembra un ossimoro, ma è semplicemente un’affermazione pienamente in linea con il concetto “classico” di decrescita felice, quello descritto da Serge Latouche per intenderci. Tutto normale, sembrerebbe, se non fosse per i concetti che in genere il comico lega a quello della decrescita. Il legame non è causale, ma semplicemente temporale: quando parla di decrescita, il comico parla sempre di altri tre argomenti: referendum sull’euro , sovranità monetaria, congelamento del debito. Riguardo al referendum, il leader pentastellato asserisce che va fatto non perché sia contro la moneta unica ma perché i cittadini hanno il diritto di decidere, ben sapendo che – attualmente – gli italiani, che non hanno potuto godere di un’informazione completa sulla questione, opterebbero per il ritorno alla lira. Riguardo alla sovranità monetaria, Grillo asserisce invece che va recuperata in modo da ritornare finalmente padroni del nostro destino. Poter stampare moneta vuol dire possibilità di finanziarsi e irrorare l’economia reale, cosa che non si può fare se la tua moneta è stampata da altri (in questo caso dalla Bce). Riguardo al congelamento del debito, altro non sarebbe che un default mascherato, asserisce che è necessario per liberarci dal cappio che ci impedisce di utilizzare il danaro per l’economia.

Ebbene, se si combinano questi concetti in un certo modo, le domande sul programma poste all’inizio dell’articolo trovano risposta. Il referendum serve per realizzare l’uscita dall’euro, che serve per riconquistare la sovranità monetaria, che serve per sostenere un default del debito. Se infatti un paese dichiara la bancarotta, nessuno – almeno per un decennio – presterà a lui alcunché, dunque la possibilità di stampare moneta appare come l’unica soluzione per non ritrovarsi con delle casse perennemente vuote. E la decrescita felice? Beh, la decrescita altro non sarebbe che una giustificazione. Si fa passare un male necessario per un bene auspicabile. La decrescita altro non è che la conseguenza più naturale del default, come dimostrano i quattro-cinque anni che l’Argentina ha impiegato per recuperare il Pil andato perso con la bancarotta parziale del suo debito. Da questo punto di vista, le parole di Grillo sono profetiche: “Prometto all’Italia quattro, cinque anni in cui saremo tutti più poveri, ma felici… Poi cresceremo e allora avremo risolto tutti i nostri problemi”.

Ricapitolando, ecco il piano del Movimento 5 Stelle: provocare la bancarotta dell’Italia.

Foto originale by Giovanni Favia