Economia europea: pochi ricchi e troppi poveri frenano il Pil

Come frenare l'accentramento della ricchezza nei Paesi Occidentali: l'Ocse contro gli economisti tedeschi.

economia europea
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La crisi in cui versa l’economia europea, specie nei Paesi Occidentali, ha fatto crescere il divario fra ricchi e poveri, questo quanto emerso da uno studio dell’Organizzazione Parigina (Ocse), secondo cui esso frena la crescita del Prodotto Interno Lordo.

In Germania, i più autorevoli economisti sono sul piede di guerra per la riemersione di un tema molto scottante: la profonda differenza presente tra le poche famiglie (sempre più ricche) e quelle in crescendo ed ormai i limiti della sopravvivenza.

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Economia europea: perchè il Pil non cresce

L’Ocse asserisce che la sempre maggiore diseguaglianza fra ricchi e poveri diminuisce la possibilità di crescita del Pil di un Paese, anche se in economia avanzata.

Riferendosi in particolare al territorio tedesco, essa sostiene che nel decennio compreso tra il 1990 ed il 2010 il Pil tedesco sarebbe potuto crescere almeno del 6% in più rispetto agli effettivi risultati raggiunti, ma ciò non è stato possibile proprio a causa dell’enorme divario venutosi a creare per effetto di politiche sbagliate.

Una tesi, questa, fortemente sostenuta ed alimentata dal noto economista Fratscher, il quale punta il dito contro una Germania che, a suo parere, non investe come dovrebbe, bloccando evidentemente la crescita della propria economia.

Economia europea: l’attacco all’Ocse ed a Fratscher

Il mondo accademico tedesco non ha tardato a far sentire la sua voce, scagliandosi contro Fratscher ed accusandolo di aver valutato in modo superficiale i dati emersi dallo studio dell’Ocse.

In particolare, il direttore dell’Istituto di ricerca di Colonia IW, sostenuto da altri autorevoli economisti e dagli stessi consulenti economici di Angela Merkel, ritiene che tale diseguaglianza abbia, invece, contribuito alla crescita dell’economia tedesca.

Soltanto nei Paesi in cui il reddito medio non supera i 9 mila dollari annui, secondo lui, il divario tra ricchi e poveri genera effetti negativi; inoltre, dove è già presente una forte differenza all’interno delle popolazioni, l’economica viene inevitabilmente danneggiata, ma non è questo certo il caso della Germania.

La diseguaglianza nella distribuzione del reddito, spiega l’illustre direttore, che viene misurata attraverso l’indice GINI (che va da 0 a 1), può dirsi negativa se supera lo 0,35, mentre il limite del suo Paese resta al di sotto.

Economia europea: le conseguenze per i Paesi Occidentali

Da quanto finora visto, emerge una considerazione scontata: per tali economisti, in un Paese conta solo e soltanto il Pil, ragion per cui, farlo crescere giustifica ogni tipo di politica, cosa assurda e sicuramente inaccettabile.

Le austere e rigorose politiche adottate e l’avvento dell’euro, come abbiamo visto negli anni passati, non ha fatto altro che fomentare la disoccupazione e portare ad un crollo ingente dei redditi, accrescendo enormemente le differenze sociali in Europa, portando ad un accentramento delle ricchezze.

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