Economia digitale in Europa: è l’Estonia il Paese più innovativo

L’economia digitale è ormai un must per ogni Paese del mondo, ma in Europa la situazione economica relativa alle nuove tecnologie, vive un momento altalenante, mentre i Paesi in via di sviluppo se per ora rappresentano ancora una realtà molto difficile, come annunciano alcuni esperti del settore, per il futuro, molto probabilmente si realizzeranno dei miglioramenti.

L’impiego delle tecnologie digitali nelle attività economiche svolte in Europa, vede il tasso più alto di digitalizzazione in Estonia.

Economia digitale: l’Estonia si attesta come il Paese UE più digitalizzato

L’economia digitale sembra fiorire soprattutto in Estonia, che stando a dei recenti studi di settore, è il Paese dell’Unione Europea, che più fa utilizzo delle tecnologie digitali nel mondo del lavoro. Ad affermalo è Anne Glémarc, che si è dedicata a questo studio, in seguito ad una visita presso l’Università della tecnologia di Tallin, dove ha potuto incontrare Mikk Vinik, esperto in sviluppo tecnologico del Ministero dell’economia estone.

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L’incontro, mirato allo studio dell’effettivo impatto delle tecnologie digitali sull’economia estone, ha fornito risultati molto interessanti: solo il 2% delle compagnie europee si impegnano a sfruttare gli sviluppi della tecnologia digitale, ciò significa che molte compagnie d’Europa non sono competenti nell’intraprendere tali iniziative. L’Europa, dunque, stando a tale resoconto, starebbe molto indietro rispetto alle opportunità che la Rete offre, opportunità che invece gli Stati Uniti hanno saputo cogliere in modo repentino, nel migliore dei modi.

Economia digitale: ecco perchè l’Estonia è il primo Paese

Un esempio di eccellente economia digitale, come riporta Business Planet, è Fortumo, un’impresa nata nel 2007, creata da un gruppo di studenti e che è cresciuta in poco tempo, diventando talmente utile e famosa, da essere celebrata in una serie di francobolli venduti in occasione del centenario dell’Estonia.

I fondatori di Fortumo, per poter avviare una vera e propria impresa, si sono rivolti alla Enterprise Europe Network. L’impresa ha potuto riscontrare un clamoroso successo, sfruttando un sistema di pagamenti via smartphone, che consente ai clienti di fatturare gli acquisti sulla bolletta del cellulare, senza per forza dover passare la carta di credito.

La soluzione tecnologica si è rivelata di grande utilità e innovazione, soprattutto per quei Paesi con una limitata rete bancaria come ad esempio quelli emergenti.

L’amministratore delegato di Fortumo, Martin Koppel, ha dichiarato che dal 2012 l’impresa estone si è espansa in 35 nuovi mercati, e che i suoi servizi risultano molto efficienti per 3,2 miliardi di persone in ben 95 paesi, e vengono utilizzati da importanti piattaforme on line di vendita.

Estonia ed economia digitale: sono i produttori di videogiochi ad incrementare il mercato

Il rapporto tra l’Estonia e l’economia digitale è sempre più forte poichè tra i primi ad adottare le soluzioni di pagamento offerte da Fortumo, vi sono i produttori di videogiochi, mentre di seguito, a farne uso sono anche note aziende come Google, Microsoft, Sony.

L’amministratore delegato dell’impresa, Martin Koppel ha affermato che il fatturato di Fortumo sta crescendo del 50% ogni anno, questo significa che l’azienda è pronta ad assumere nuovo personale, con una frequenza tre volte maggiore rispetto al 2012, e inoltre sono state aperte altre filiali in Cina, India, Singapore e Vietnam.

I dipendenti di Fortumo, azienda estone che segna la vittoria dell’Estonia tra i Paesi europei più digitalizzati, sono attualmente 70 in totale, ma l’obiettivo dell’azienda è quello di raddoppiare l’organico entro l’anno 2020. Tale obiettivo si inserisce nel business plan previsto dall’azienda, mirato a quintuplicare il volume d’affari nei prossimi tre anni.

Le soluzioni tecnologiche proposte da Fortumo, sono inoltre rivolte anche ad aziende non necessariamente appartenenti al settore digitale, ma si prefiggono l’obiettivo di aitare anche quelle aziende più tradizionali, ottimizzandone le loro procedure, riducendone i costi e prestando attenzione a tanti altri servizi.

L’economia digitale in Estonia è studiata da Mikk Vainik, esperto a cui si fa riferimento per ogni iniziativa importante del settore, da intraprendere nel Paese.

Mikk Vainik, esperto di sviluppo tecnologico del governo estone, crede che se tutti i paesi europei si comportassero come gli Stati Uniti nei confronti della tecnologia, si formerebbero molto probabilmente oltre un milione di posti di lavoro in più. Il consiglio di Vainik è quello di far accostare le aziende tradizionali alle nuove start up che offrono soluzioni digitali molto interessanti.

In sede di tali discorsi, Vinik ha ricordato l’importanza di Witify, una piattaforma creata dalla Commissione Europea che raccoglie testimonianze e consigli per chi volesse creare una start-up.

Europa ed economia digitale: ecco le statistiche sulla situazione

Le statistiche relative all’Economia digitale in Europa, affermano che:

  • L’economia digitale genera circa l’8% del Pil dei Paesi del G20, facendo aumentare la crescita e nuovi posti di lavoro.
  • L’Europa è ancora molto indietro rispetto agli Stati Uniti, sull’utilizzo delle potenzialità delle tecnologie digitali: il 41% delle aziende europee non sono digitalizzate, mentre il 2% sfrutta efficacemente le opportunità offerte dalla rete.
  • Sulla base dei dati disponibili riguardo all’economia digitale in Europa, se tutti i Paesi UE raggiungessero il livello di digitalizzazione degli USA, o dei Paesi europei più abituati a tali soluzioni innovative, i posti di lavoro aumenterebbero di un valore compreso tra i 400.000 e il milione e mezzo.

Econoia digitale e Europa: Oettinger fa luce sui reali problemi

I pareri sull’economia digitale in Europa, sono in realtà contrastanti, dal momento che non molto tempo fa, Günther H. Oettinger, il Commissario per la Digital Economy e Society, si è espresso in modo molto positivo riguardo all’argomento. Oettinger infatti crede che l’Europa non abbia niente da invidiare alla Silicon Valley o alle imprese digitali asiatiche, affermando che il problema dei rapporto tra l’Europa e l’economia digitale, consiste nella presenza di troppe leggi sulla privacy.

Oettinger, facendo un confronto con il mercato digitale americano, ha affermato che se negli Stati Uniti per lanciare una start si deve rispettare una sola legge per un mercato così vasto, in Europa invece una start up può aver bisogno anche di 28 avvocati per dedicarsi a ben 28 legislazioni diverse sulla privacy. Questa situazione molto complicata, come pensa Oettinger, porta molti imprenditori a voler investire negli USA piuttosto che in Europa.

Una buona mossa che l’Europa ha intrapreso, secondo Oettinger, è l’aver creato una legislazione unificata sulla protezione dei dati, ma su cui bisogna ancora lavorare per arrivare ad attirare la fiducia degli investitori ed agevolare il mercato nel migliore dei modi possibili.