Sei un’azienda e fai e-commerce? Ecco il segreto per aumentare le vendite

L’E-Commerce, questo è risaputo, rappresenta uno dei trend più importanti degli ultimi anni. Un toccasana soprattutto per l’export, un’ancora di salvezza per quelle imprese che non riescono a generare fatturato con la sola domanda italiana.

Essere in rete, però, non basta. Serve qualcosa in più. Che cosa? A rispondere sono stati gli esperti intervenuti al convegno “Dall’e-commerce all’e-business” svoltosi a Milano il 16 dicembre.

Il segreto per essere veramente competitivi su internet è approcciarsi al mobile. Su 100 acquisti online, 66 avvengono in mobilità – quindi da smartphone e mobile – mentre solo 34 da pc. E’ il trend del mobile, che sta rivoluzionando il modo di vedere il digitale e, ovviamente, di farci gli affari. D’altronde, il 40% degli accessi in rete avviene dal cellulare. Non deve stupire, quindi, il fatto che il fenomeno si sia allargato anche all’e-commerce.

L’ascesa del mobile rappresenta un’opportunità imprescindibile per le imprese impegnate nell’e-commerce. Il motivo di ciò è semplice: la possibilità di navigare dallo smartphone ha esteso la frequentazione della rete a momenti della giornata in cui prima, semplicemente, non ci si poteva connettere. Sicché il relax fuori casa, ma anche i tragitti in metropolitana e suoi mezzi, offrono l’occasione per navigare in internet e – potenzialmente – fare compere.

Un dato, in particolare, fa riflettere: il picco degli acquisti online avviene in estate, che è anche il periodo in cui le persone passano il maggior tempo fuori di casa.

Comprendere l’importanza del mobile è importante, ma saperla sfruttare lo è ancora di più. Il modo più efficace per farlo è utilizzare le opportunità tecnologiche della rete per rispondere alle esigenze del consumatore. Una di queste esigenza è il miglioramento della customer experience, ossia della relazione – più soggettiva e intima possibile – tra cliente e prodotto durante il percorso di acquisto.

Secondo Federica Marani, strategy & innovation directore in Dhl, “fare siti in lingua oggi non basta più, è la customer experience che i clienti vogliono. Oppure la Cina, centrale per quanto ci riguarda perché l’e-commerce arriverà prima di tutti gli operatori e i marchi”.

Questi fenomeno portano lavoro e aumentano la domanda, anche presso i fornitori. Protagonisti, come facilmente intuibile, i produttori di app. Andrea Casadei, strategy&specialist in H-Farm, a proposito ha dichiarato: “Riceviamo ogni anno mille proposte che riguardano nuove soluzioni a servizio dell’e-commerce o del retail fisico”. Casadei ha anche aperto uno spiraglio per un utilizzo di queste app a vantaggio di “mondi diversi”: “Ci sono diversi modi per traslare le applicazioni a settori lontani fra di loro”. Il riferimento è al re-targeting, pratica tipica dell’e-commerce ma che può tornare utile anche per l’advertising politico.

Si ravvisano, però, alcuni ostacoli. In certi casi, l’e-commerce è in secondo piano rispetto alla vendita fisica. Come nel caso degli accessori e della cura del corpo. Elisabetta Marangoni, media&digital director di Henkel (ha affermato: “Il consumatore italiano ga ancora piacere di andare nei punti vendita fisici e toccare i prodotti, ma in alcuni casi l’e-commerce è importantissimo e va fatto”.