Draghi conferma: dati peggiori del previsto ma non perdere la speranza

Special Address: Mario Draghi

I dati parlano chiaro e parlano peggio del previsto. L’economia è ancora in crisi e lo conferma anche Mario Draghi, governatore della Bce, che commenta la notizia del sesto trimestre consecutivo in rosso: una cosa del genere non accadeva da ben venti anni.

Le dichiarazioni arrivano direttamente da Mosca, dove si tiene il G20: qui Draghi ha analizzato la situazione europea per quel che concerne la crescita e ha sostenuto che “I dati erano più negativi di quelli che ci aspettavamo ma c’è una situazione di crescente stabilizzazione dell’attività economica e segnali di fiducia, anche se a basso a livello, come ad esempio la discesa degli spread e della volatilità“.

Per quanto riguarda la situazione del nostro Paese, l’Istat sottolinea che il Prodotto Interno Lordo (PIL) nel 2012 è calato del 2,2% rispetto al 2011. Suddetto dato è stato corretto per gli effetti del calendario. Analizzando, poi, i dati del quarto e ultimo trimestre dell’anno appena conclusosi, si nota che il calo del PIL è stato pari allo 0,9% (-2,7% su base annua). Il dato, anche in questo caso destagionalizzato e corretto, è davvero allarmante, dato che si tratta del sesto trimestre consecutivo in rosso. In merito, Draghi ha sottolineato che suddetto calo congiunturale “è la sintesi di diminuzioni del valore aggiunto in tutti i comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi“.

La situazione non sembra migliorare ma, tuttavia, non si deve perdere la fiducia: questo è il monito di Draghi che, tra l’altro, non si è limitato a parlare solo della condizione della nostra economia, ma ha analizzato anche quella dell’Eurozona. Qui il PIL è in calo dello 0,6% nel quarto trimestre del 2012: i dati sono forniti da Eurostat, ossia il corrispettivo europeo di Istat. Si noti che questo trimestre preso in considerazione nell’analisi è stato il peggiore dopo il primo trimestre del 2009 che, invece, fece segnar un -2,8%. Per intenderci, quel trimestre sentì molto gli effetti del fallimento di Lehman Brothers. Come detto, nessun segno tangibile di ripresa, ma la Banca Centrale Europea invita a non disperare, dato che la ripresa è attesa e Bce di questo mese fa presente che la crescita economica sarà ancora “debole nella prima parte del 2013” per poi “recuperare gradualmente, sostenuta da una politica monetaria accomodante (della Banca Centrale Europea), dal miglioramento del clima di fiducia nei mercati e dalla loro minore frammentazione“. Insomma, non dovrebbe tardare ad arrivare.

Entrando nello specifico, il bollettino dellasi preannunciano delle prospettive leggermente più rosee rispetto al periodo nero, anzi in rosso, che ci ha accompagnato sino ad ora. Ma chi ha risentito di più della crisi? Sempre nel sopraccitato bollettino di febbraio, la Bce sottolinea che i soggetti colpiti maggiormente dalla crisi sono stati soprattutto “i lavoratori giovani scarsamente qualificati”: per questo motivo servono nuove riforme a sostegno delle categorie in questione, onde evitare che i giovani siano più esposti ai licenziamenti. I

n altre parole, si chiedono a gran voce riforme strutturali, soprattutto del mercato del lavoro, al fine di tutelare le categorie svantaggiate e si chiede anche fiducia in un futuro che, probabilmente, sarà migliore del presente. I dati al momento non sono incoraggianti, ma presto dovrebbe cambiare la situazione. In fondo una crisi così pesante non può durare ancora per molto, perché i danni sarebbero troppi.

Foto originale by World Economic Forum