Il Dpr 633 del 1972 e il regime iva

Il decreto del Presidente della Repubblica  Dpr 633 del 1972 ha introdotto la nuova disciplina Iva, disciplina che ha sostituito la vecchia normativa in materia di imposta generale sulle entrate. Quando è entrato in vigore il decreto n. 633 l’aliquota ordinaria che normalmente veniva applicata era pari al 12 %.

DPR 633/72 e iva
Il regime iva

Il Dpr 633 del 1972 e il testo aggiornato

Negli anni l’aliquota ha subito degli incrementi che hanno portato attualmente ad avere una aliquota ordinaria sui beni di consumo pari al 22 % (la legge di stabilità 2013 ha infatti previsto tale tipo di aliquota per i beni scambiati più di frequente, mentre per alcuni tipi di prodotti, come edilizia e prodotti turistici, l’aliquota è ridotta al 10 % mentre per gli alimentari l’aliquota è pari al 4 %).

Il DPR 633 del 1972 stabilisce una imposta sui consumi, che cresce all’aumentare dell’incremento di valore di un bene o di un servizio, incremento che si realizza ad ogni passaggio economico (in sostanza il valore tende ad aumentare dalla fase della produzione alla fase del consumo prima dal grossista, al dettagliante sino all’utente finale).

DPR 633 del 1972 e Iva

Il Dpr inoltre stabilisce regole di detrazione e di rivalsa iva che permettono che il soggetto inciso dall’imposta (ossia il soggetto passivo di imposta) sia alla fine sempre il consumatore finale o il fruitore finale dei servizi (pertanto i passaggi intermedi attraverso il pagamento prima e la detrazioni poi restano neutrali all’imposta). L’imposta sul valore aggiunto viene pertanto a gravare solo sul consumatore finale che non ha la possibilità di detrarre o di rivalersi.

Presupposti per l’applicazione dell’Iva

I presupposti per l’applicazione sull’imposta sul valore aggiunto sono:

  • Oggettivo: pertanto dovrà trattarsi di una cessione di bene o di una prestazione di servizi;
  • Soggettivo: La prestazione del servizio o la cessione deve essere fatta nell’esercizio di imprese, arti o professioni. Non sono pertanto assoggettate ad Iva le operazioni che sono effettuate dai privati;
  • Territoriale: L’operazione imponibile ai fini Iva dovrà essere effettuata all’interno del territorio italiano.

Inoltre il DPR 633 del 1972 fissa anche i momenti in cui sorge l’imponibilità ai fini Iva. In generale avremo che per i servizi il momento impositivo (ossia quando sorge il diritto al pagamento dell’iva) è quando si effettua il pagamento, mentre per le cessioni di immobili momento impositivo è quando viene stipulato l’atto o il trasferimento della proprietà o del diritto reale.

Come regola generale inoltre si considera come effettuata l’operazione in cui viene emessa fattura mentre per il pagamento anticipato viene stabilito che l’operazione si considera effettuata per la percentuale che è stata già pagata (acconto del 20 % sul prezzo, iva da pagare pari al 20 % di quanto pagato).

Tenuto conto di queste regole generali vi sono anche delle regole particolari che riguardano alcuni tipi di operazioni. Ad esempio norme speciali sono stabilite per le amministrazioni pubbliche, per chi opera nel campo dell’edilizia, per operazioni fatte da imprese o professionisti che hanno un volume d’affari che non supera i 2 milioni di euro.

In base al dettato del DPR 633 del 1972 distinguiamo operazioni:

  • Operazioni fuori campo: Per queste operazioni non vi è presupposto territoriale in Italia e pertanto qualora il presupposto sia presente in un altro Stato dell’Unione Europea l’imposizione ai fini Iva rileverà nell’altro paese. Inoltre per questo tipo di operazioni non sarà necessario effettuare gli adempimenti di fatturazione, registrazione, liquidazione e dichiarazione annuale;
  • Operazioni non imponibili: Sono le vendite di beni o le prestazioni di servizi effettuate tra Stati che non appartengono alla Comunità Europea. Sono operazioni non imponibili ad esempio le cessioni all’esportazione. Non sono comunque soggette ad imposta ma occorrerà rispettare le regole formali in tema di registrazione e fatturazione;
  • Operazioni Esenti: Riguarda operazioni che soddisfano i tre presupposti ma che la legge espressamente esclude dall’assoggettamento ad Iva: il DPR 633 del 1972 stabilisce infatti che non sono assoggettati ad iva i valori bollati ed i valori postali, gli oneri finanziari. Prestazioni e vendite assoggettate ad imposta di registro (in base al principio alternatività Iva/registro).
  • Operazioni Imponibili: Sono le operazioni che soddisfano i requisiti di cui sopra.

Regime Iva per importazioni ed esportazioni

Per quanto riguarda le importazioni, si intendono tali gli acquisti di beni mobili che provengono dai Stati che non appartengono all’UE e che pertanto dovranno essere assoggettati ad imposta sul valore aggiunto all’atto dell’ingresso all’interno dell’Unione Europea. Saranno le autorità doganali a preoccuparsi di emettere una bolla doganale (nota sulla quale sono indicati i dati che permetteranno di pagare l’imposta) all’importatore, ossia colui che costituisce il soggetto passivo d’imposta. Il bene importato sarà fatto uscire dal deposito doganale (deposito che accoglie un bene “congelandolo” ossia non facendolo transitare nello stato di destinazione) e successivamente messo nella disponibilità dell’importatore.

Le esportazioni riguardano invece dei beni che il cedente esporta presso Stati fuori della Comunità Europea. In questo caso i beni non richiedono pagamento di imposta ma occorre ni ogni caso emettere fattura ed il cedente avrà il compito di conservare e registrare fatture oltre che del documento giustificativo della fuoriuscita del bene (visto doganale o ddt).

Per operazioni intracomunitarie intendiamo un acquisto o una vendita effettuata da altro soggetto appartenente ad altro Stato dell’UE. In questo caso l’acquirente sarà tenuto ad integrare la fattura ricevuta inserendo l’Iva (meccanismo dell’inversione contabile) e versando la relativa imposta effettuando una registrazione sul registro delle vendite. Ogni operazione intracomunitaria dovrà comunque avvenire attraverso modello Intrastat (tale tipo di documentazione è da presentare all’Ufficio delle Dogane).