Doppia imposizione: approvata la Direttiva per la risoluzione controversie

Pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 14 ottobre 2017 la Direttiva (UE) 2017/1852 del Consiglio, del 10 ottobre 2017, sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale tra gli Stati membri, in particolare sulle doppie imposizioni.

Obiettivi della Direttiva (UE) 2017/1852

Ecofin ha approvato definitivamente la Direttiva che sancisce le regole utili per risolvere le controversie tributarie che sorgono tra Stati membri dell’UE alla luce dell’interpretazione ed applicazione di accordi e convenzioni che prevedono l’eliminazione della doppia imposizione del reddito o del capitale percepito nell’esercizio fiscale iniziato in data primo gennaio 2018 o in data successiva.

La Direttiva deve essere applicata a qualsiasi reclamo presentato a decorrere dal primo luglio 2019 e le autorità competenti degli Stati membri interessati possono comunque convenire di applicare la direttiva in relazione a un reclamo presentato prima della data succitata.

L’Ecofin ha approvato la Direttiva del 10 ottobre 2017 n. 1852 che si pone l’obiettivo di introdurre un meccanismo utile per la risoluzione delle controversie in materia fiscale che emergono tra gli Stati membri derivanti dall’interpretazione e dall’applicazione di accordi e convenzioni che prevedono l’eliminazione della doppia imposizione del reddito e del capitale.

Infatti, fino a questo momento le controversie emerse dall’interpretazione e dall’applicazione di Convenzioni fiscali bilaterali e dalla Convenzione sull’arbitrato dell’Unione sono state affrontate con strumenti inefficaci e poco tempestivi.

Ciò ha determinato come mera conseguenza un impatto piuttosto negativo sugli investimenti e un “appesantimento” degli oneri fiscali per le unità di business e per il tessuto imprenditoriale che svolgono la propria attività a livello transfrontaliero.

Lo scopo della direttiva approvata dall’Ecofin è quello di assicurare al mondo corporate (PMI e Large Corporation) di operare in un ambiente maggiormente stabile, di favorire l’internazionalizzazione e la competitività delle imprese, nonchè di favorire la crescita economica.

Edward Scicluna, Ministro delle Finanze di Malta ha commentato, a tale proposito, come “la presente direttiva sia importante per rafforzare la certezza del diritto in materia di fiscalità internazionale e per migliorare il contesto imprenditoriale in Europa“.

Gli Stati membri hanno tempo fino al 30 giugno 2019 per conformarsi alla direttiva che si applicherà a qualsiasi reclamo presentato a partire dal primo luglio 2019 sulle controversie riguardanti il reddito o il capitale percepito dal primo gennaio 2018 o in data successiva.

Direttiva Doppia imposizione: ambito oggettivo

L’art. 1 della Direttiva (UE) 2017/1852 prevede che la stessa abbia ad oggetto la risoluzione delle controversie che sorgono tra Stati membri dell’UE che emergono dalla interpretazione e applicazione di accordi e Convenzioni relativi all’eliminazione della doppia imposizione del reddito o del capitale, quando lo stesso concorra a tassazione in più di uno stato membro.

Dal tenore normativo si prevede che il meccanismo di risoluzione delle controversie debba basarsi sui sistemi di Convenzione esistenti nell’UE, anche se in effetti l’ambito di applicazione dovrebbe essere più “ampio” e non limitarsi solo alle controversie relative all’ attribuzione degli utili alle stabili organizzazioni ed in materia di prezzi di trasferimento,

Direttiva Doppia imposizione: soggetti interessati

I destinatari a cui tale Direttiva è indirizzata è tutta la platea di contribuenti sui quali gravano le imposte sul reddito e sul capitale previsti dagli accordi e dalle convenzioni fiscali bilaterali o dalla convenzione sull’arbitrato dell’Unione.

Lo stesso articolo 2 della Direttiva (UE) 2017/1852 specifica infatti che «soggetto interessato» è “qualsiasi persona, incluso un privato, residente in uno Stato membro a fini fiscali e la cui imposizione è direttamente interessata in una questione controversa”.

Reclamo e Risoluzione controversia

Tutti i soggetti interessati a risolvere una controversia fiscale hanno diritto di presentare un Reclamo alle Authority competenti degli Stati membri dell’UE interessati.

Infatti, dal tenore letterario della Direttiva si consente ad ogni contribuente di avviare una “procedura amichevole“, in base alla quale gli Stati membri devono raggiungere un accordo entro 24 mesi.

Il Reclamo deve essere presentato entro 36 mesi dal ricevimento della prima notifica dell’azione che ha comportato o comporterà la questione controversa.

Lo stesso Reclamo per essere accettato dalle Autorità competenti deve presentare determinate caratteristiche e contenere precise informazioni che sono chiaramente previste dalla Direttiva (cfr. articolo 3):

  1. a) il (i) nome(i), l'(gli) indirizzo(i), il (i) numero(i) di identificazione fiscale e altre informazioni necessarie all’identificazione dei soggetti interessati che presentano il reclamo;
  2. b) i periodi d’imposta interessati;
  3. c) le informazioni per illustrare i fatti e le circostanze del caso e la natura e la data delle azioni che hanno dato luogo alla questione, compresi i relativi importi nelle valute degli Stati membri interessati, con una copia di eventuali documenti giustificativi;
  4. d) il riferimento alle normative nazionali applicabili e all’accordo o convenzione la cui interpretazione o applicazione ha fatto insorgere la controversia;
  5. e) ulteriori seguenti informazioni: una spiegazione delle ragioni per le quali i soggetti interessati ritengano che vi sia una questione controversa; l’impegno da parte dei soggetti interessati a rispondere nel modo più completo e rapido possibile a tutte le richieste avanzate dall’autorità competente; una copia della decisione finale dell’amministrazione tributaria nella forma di avviso di accertamento, verbale di constatazione fiscale o di altro documento equivalente; informazioni relative a eventuali reclami presentate dai soggetti interessati nell’ambito di un’altra procedura amichevole o di un’altra procedura di risoluzione delle controversie di cui all’articolo 16, paragrafo 5, etc.
  6. f) eventuali informazioni supplementari specifiche richieste dalle Autorità.

Ciascuna autorità tributaria che riceva il Reclamo deve confermare l’avvenuta ricezione entro 60 giorni dalla presentazione e deve comunicare il ricevimento anche alle altre autorità fiscali competenti degli altri Stati membri interessati.

Entro sei mesi dal ricevimento, le Authorities debbono decide se:

  1. accettare il Reclamo,
  2. rigettare il Reclamo.
  3. Reclamo accettato e “Procedura amichevole”

Ai sensi dell’articolo 4 della Direttiva, nel caso in cui il reclamo venga accettato, le autorità competenti si adoperano per risolvere la controversia mediante “procedura amichevole”, giungendo ad un accordo tra le varie parti interessate entro 24 mesi dall’ultima notifica di una delle comunicazioni di accettazione.

Il termine può essere prorogato fino ad un massimo di dodici mesi su apposita richiesta giustificata di una delle Authority degli Stati membri interessati.

Nel caso in cui le autorità competenti non riescano a raggiungere un accordo su come risolvere la controversia, il soggetto interessato deve essere comunque informato con apposita comunicazione motivata.

Nel caso in cui l’accordo venga raggiunto, ogni autorità è tenuta a notificare lo stesso al soggetto reclamante e la decisione è vincolante per le autorità competenti.

Esso è applicabile dal soggetto interessato, a condizione che accetti la risoluzione e rinunci di avvalersi di altri mezzi di impugnazione applicabili.

  1. Reclamo rigettato

Oltre il caso dell’accettazione del Reclamo, è possibile che lo stesso venga rigettato per uno dei motivi contenuti e riportati all’articolo 5 della Direttiva (ad esempio, il reclamo non è stato presentato entro il termine di 36 mesi) e l’Authority competente deve darne comunicazione entro sei mesi fornendone i motivi generali.

È data la possibilità di presentare il ricorso avverso la decisione delle autorità competenti degli Stati membri in conformità alle norme nazionali.

Nel caso in cui dovesse verificarsi il caso in cui l’autorità di uno Stato membro non adotti alcuna decisione in merito al rigetto o all’accoglimento del Reclamo nell’arco temporale di sei mesi, lo stesso reclamo si considera comunque accolto.

Commissione consultiva: Risoluzione della controversia

Qualora vi sia stato il mancato raggiungimento dell’accordo da parte delle autorità, il soggetto interessato può presentare istanza alle autorità competenti di ciascun Stato membro interessato di istituire una Commissione consultiva entro il lasso temporale di 120 giorni.

La Commissione consultiva si compone di 3/5 arbitri indipendenti e di un massimo di due rappresentanti di ciascuno Stato membro.

Essa espleta la funzione di esprimere il proprio parere alle autorità competenti entro il lasso di 6 mesi dalla data della sua istituzione, prorogabile eventualmente di altri sei mesi.

Una volta comunicato il parere da parte della Commissione consultiva alle autorità degli Stati membri interessati, viene realizzato l’accordo su come risolvere la controversia.

Tuttavia, è possibile che si discostino dal parere formulato dalla Commissione ed optino per una risoluzione alternativa. La decisione finale è attuata a condizione che i soggetti interessati la accettino.

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