Domanda di disoccupazione 2018: requisiti, importo, durata NASPI

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Come funziona domanda di disoccupazione 2018? quali sono i requisiti disoccupazione? Qual è importo disoccupazione? Qual è la durata assegno di disoccupazione? Come funziona NASPI? La disoccupazione, si sa, è un problema atavico che dagli anni ‘70, in modo sempre più grave, ha colpito i giovani del nostro Paese. I governi che si sono alternati in questi anni, hanno messo in atto una serie di misure per mitigare questa piaga sociale.

Mentre è in corso il dibattito sul cosiddetto Reddito di cittadinanza, un reddito dato a chi ha determinati requisiti. Sebbene la diatriba politica si consumi sul fatto che essa sia una misura che crei assistenzialismo o meno. Preferendo creare lavoro vero anziché investire soldi in questo modo. Anche se i sostenitori di questa misura ritengono che preveda anche proposte di lavoro, le quali, una volta rifiutate dopo un tot di volte, facciano perdere questo diritto. O durino solo un determinato lasso di tempo.

Ma reddito di cittadinanza a parte, oggi in Italia come misura contro la disoccupazione c’è la NASPI. Acronimo di Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego, entrata in vigore tramite il Jobs Act che ha impostato un riordino degli ammortizzatori sociali. Vediamo di seguito come funziona la NASPI, chi ne ha diritto, quanto dura, ecc.

Sommario

Domanda di disoccupazione 2018: a chi spetta

A chi spetta la domanda di disoccupazione 2018? La NASPI spetta alle seguenti categorie di persone:

  • Lavoratori dipendenti
  • Apprendisti
  • Soci di cooperativa purché abbiano instaurato un rapporto subordinato
  • Personale artistico sempre se a contratto subordinato
  • Dipendenti a tempo determinato della Pubblica Amministrazione
  • i precari docenti e supplenti Scuola

Domanda di disoccupazione 2018 chi è escluso

Chi è escluso dalla domanda di disoccupazione 2018? I dipendenti PA a tempo indeterminato e gli operai agricoli.

Domanda di disoccupazione 2018 cos’è

Cos’è la domanda di disoccupazione 2018? detto che il suo nome ufficiale è Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego, acronimo di NASPI, serve per accompagnare economicamente colui che ha perso il lavoro e ha i requisiti, per un certo lasso di tempo. Confidando nel fatto che nel frattempo abbia trovato un nuovo lavoro. Ovviamente deve avere determinati requisiti.

NASPI 2018 come funziona

Come funziona domanda disoccupazione 2018? Il disoccupato, successivamente alla presentazione per via telematica della domanda di disoccupazione all’INPS e sottoscritto contestualmente la DID – acronimo di dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di un’attività lavorativa valida per richiedere lo stato di disoccupazione – può già recarsi presso il Centro per l’impiego di riferimento mentre i suoi dati vengano trasmessi dall’Inps alla nuova ANPAL. Acronimo di Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro. Questo ente ha il compito di attivare le politiche di lavoro per il collocamento o l’eventuale ricollocamento dei lavoratori. Quello che una volta veniva chiamato l’Ufficio di collocamento.

Il disoccupato viene convocato dal centro per l’impiego entro 2 mesi dalla data di licenziamento, per effettuare il primo colloquio conoscitivo, attraverso il quale determinare la profilazione del candidato sulla base delle sue competenze professionali e soprattutto sulle possibilità di ricollocarlo nel mercato del lavoro. Così sarà iscritto all’ANPAL, che gli farà sottoscrivere il Patto di Servizio Personalizzato, al fine di ottenere e mantenere l’indennità di disoccupazione.

Assegno di ricollocamento cos’è e come funziona

Cos’è l’assegno di ricollocamento? Come funziona assegno di ricollocamento? Esso è stato introdotto nel 2017. Tramite esso viene riconosciuto ai percettori di NASPI, ulteriori aiuti qualora essi risultassero disoccupati da almeno 4 mesi, a partire dalla fine dell’indennità.

In cosa consiste l’assegno di ricollocamento? In voucher disoccupati, il cui importo dipende dal grado di profilazione assegnato dal CPI al lavoratore in sede di stipula di un nuovo Patto di servizio.

Domanda disoccupazione 2018 requisiti

Quali sono i requisiti per accedere alla domanda di disoccupazione 2018? Essi sono 3, i seguenti:

  1. Stato di disoccupazione, ossia la perdita del lavoro per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore
  2. Almeno 13 settimane di contribuzione versata nei 4 anni precedenti al licenziamento
  3. Almeno 30 giorni di effettivo lavoro nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.

Per beneficiare della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego, bisogna avere 2 condizioni:

1. Quella di aver perso involontariamente il lavoro e richiesto lo stato di disoccupazione. Ci sono comunque delle eccezioni che permettono ugualmente di vedersi riconoscere tale diritto, ossia:

• Maternità

• Licenziamento per giusta causa

• Risoluzione consensuale, qualora sia intervenuta nell’ambito di una procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro

• Licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione proposta dal datore di lavoro entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento

• Licenziamento a seguito del rifiuto del lavoratore a trasferirsi presso un’altra sede della stessa azienda distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore e/o raggiungibile in più di 80 minuti con mezzi di trasporto pubblici

2. Dichiarazione al centro per l’impiego della DID, acronimo di dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. La quale può essere ora resa anche in sede di presentazione telematica della domanda Naspi all’INPS, partecipando così alle misure di politica attiva del lavoro. Si pensi ai corsi regionali, eventi per l’orientamento, ecc.

NASPI 2018 quanti contributi servono

Quanti contributi deve versare il disoccupato per poter beneficiare della NASPI 2018? Tra i 3 requisiti necessari, c’è anche il requisito contributivo che prevede che l’indennità spetti al solo lavoratore che abbia versato almeno 13 settimane di contributi durante i 4 anni precedenti l’inizio dell’evento di disoccupazione.

Egli può includere pure i contributi figurativi accreditati nei periodi di:

• maternità obbligatoria

• congedo parentale, sempre se regolarmente indennizzato

• astensione dal lavoro per malattia dei figli

Nel computo dei periodi coperti da contribuzione figurativa non vanno calcolati:

• Cassa integrazione straordinaria e ordinaria a zero ore

• Permessi 104 fruiti dal lavoratore per assistere un familiare

Essi, anzi, aumentano il quadriennio di riferimento.

NASPI 2018 quanti giorni lavorativi occorrono

Quanti giorni lavorativi servono per poter beneficiare della NASPI 2018? Occorre aver lavorato almeno 30 giorni nei 12 mesi precedenti alla disoccupazione, indipendentemente dalla durata oraria delle giornate lavorative. Ci sono però casi nei quali il lasso di tempo dei 30 giorni può essere ampliato:

• malattia e infortunio sul lavoro

• cassa integrazione straordinaria ed ordinaria a zero ore

• assenza per congedi e/o permessi 104

• Congedo obbligatorio di maternità

• Congedo parentale

Domanda disoccupazione 2018 importo

Qual è l’importo della domanda di disoccupazione 2018? Esso è pari a 1.208,15 euro, mentre l’importo massimo mensile di detta indennità non può in ogni caso superare, per il 2018, euro 1.314,30.

Domanda disoccupazione 2018 come si calcola

Come si calcola l’importo Naspi 2018? occorre l’estratto conto contributivo INPS reperibile online se si è in possesso del PIN dispositivo Inps. Da tale estratto, vanno sommati tutti gli importi delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali che sono state percepite negli ultimi 4 anni, dividerle poi per il numero di settimane di contribuzione, e moltiplicare il risultato per il coefficiente 4,33.

Se il risultato è pari o inferiore a 1208,15 euro, l’importo della NASPI 2018 sarà pari al 75%. Se invece è maggiore a 1208,15 euro, al suddetto 75% va aggiunto un importo pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. In ogni caso, l’importo massimo NASPI 2018 non può superare i 1.314,30 euro al mese.

Infine, occorre considerare dal 91° giorno in poi, l’importo si riduce del 3% mensile.

Ecco un esempio di calcolo della NASPI 2018:

• Imponibile previdenziale = 40.000 euro;

• Settimane lavorate negli ultimi 4 anni: 104 settimane

• Imponibile previdenziale diviso il numero di settimane lavorate, (ossia 40.000 : 104) moltiplicato per 4.33 = 384.16 x 4.33 = 1.663,41

Come si evince, la somma ottenuta è superiore a 1.208,15 euro, per cui è necessario calcolarne il 75% + il 25% della differenza tra la retribuzione mensile ed il suddetto importo. Quindi avremo:

• il 75% di 1.208,15 è pari a 906,11 euro

• 1.663,41 – 1.208,15 = 455,26 * 25 % = 113,81 euo.

Dunque, il contributo NASPI 2018 spettante al disoccupato sarà di 1.019,92 euro, che scaturiscono dalla somma tra 906,11 + 113,81.

NASPI 2018 quanto dura

Quanto dura la domanda di disoccupazione 2018? Dipende da quanti contributi sono stati versati negli ultimi 4 anni prima del licenziamento involontario. Comunque, il lasso di tempo massimo è di 24 mesi.

La Naspi spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, senza tenere conto dei periodi coperti da contributi figurativi che hanno già dato luogo al pagamento di prestazioni di disoccupazione, anche se pagate in un’unica soluzione anticipata.

Domanda di disoccupazione 2018 termini

Quali sono i termini per presentare la domanda di disoccupazione 2018? il disoccupato deve presentare la domanda sul modulo NASPI com, pena la decadenza del diritto, entro 68 giorni dal licenziamento. La presentazione per via telematica della domanda influenza pertanto l’erogazione degli importi. Potremo avere queste situazioni:

• Se la domanda Naspi 2018 è presentata entro 8 giorni dal licenziamento, il pagamento da parte dell’Inps decorre dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro.

• Se la domanda è presentato dopo 8 giorni: il diritto decorre dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda

Possono poi presentarsi situazioni come malattia, maternità o infortunio. In tali casi, la decorrenza parte dall’ottavo giorno successivo al termine dell’evento. Ovviamente, sempre in base al fatto che la domanda sia stata presentata entro l’ottavo giorno.

ANPAL cos’è

Cos’è ANPAL? E’ l’acronimo di Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro introdotta dal Jobs Act, tramite approvazione da parte del Consiglio dei ministri del 29 aprile 2016, di due decreti attuativi. Inclusi nell’approvazione del nuovo Statuto dell’Ispettorato nazionale e l’altro dello Statuto dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.

Da giugno 2017 i occupa di predisporre nuove politiche di lavoro attivo per la collazione di lavoratori in cerca della prima occupazione e per la ricollocazione dei disoccupati in NASPI, in DIS-COLL per collaboratori e precari o in ASDI. L’ANPAL è strutturata su base regionale e lavora in stretto contatto con INPS, INAIL, Agenzie per il Lavoro e da tutti gli enti di formazione accreditati, tra cui anche università e gli istituti di scuola secondaria di secondo grado.

ANPAL compiti

Quali sono i compiti svolti da ANPAL? I seguenti:

  • Coordinare la gestione dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego
  • Definire gli standard di servizio relative alle misure introdotte dall’articolo 18 del suddetto decreto
  • Definire le modalità operative e la misura del nuova assegno di ricollocazione e di altre misure per coinvolgere i privati accreditati
  • Coordinare ll’attività della rete Eures
  • Definire nuove modalità di profilazione dei lavoratori per rendere il loro profilo professionale più appetibile per il mercato, rendendolo maggiormente in linea con gli standard internazionali
  • Promuovere e coordinare, in collaborazione con l’Agenzia per la coesione territoriale, programmi del Fondo Sociale Europeo e i fondi nazionali
  • Sviluppare e gestire il sistema informativo delle politiche del lavoro, pure mediante nuovi strumenti tecnologici che favoriscano una maggiore attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, e comunicazione anche con gli altri soggetti pubblici e privati
  • Gestire l’albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni in materia di politiche attive del lavoro
  • Gestire i programmi operativi nazionali e i progetti cofinanziati dai Fondi comunitari
  • Definire e gestire i programmi per riallineare i livelli delle prestazioni in materia di politiche attive del lavoro
  • Definire nuovi incentivi per la mobilità territoriale
  • Vigilare sui fondi interprofessionali per la formazione continua e dei fondi bilaterali
  • Assistere le imprese nella gestione delle crisi di aziende che hanno unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione o in più regioni
  • Gestire programmi di reimpiego e ricollocazione di lavoratori alle dipendenze di aziende in crisi, attingendo dal Fondo Europeo o sperimentando politiche attive del lavoro
  • Gestire il Repertorio nazionale degli incentivi all’occupazione

ANPAL cosa cambia

Cosa cambia con introduzione dell’ANPAL? A cambiare non è solo la gestione della disoccupazione e dei relativi assegni, ma soprattutto il rapporto tra le tre figure che rientrano nella NASPI: il disoccupato, l’ente che gli eroga l’assegno e appunto il centro per l’impiego. In questo modo, con una maggiore coordinazione tra le parti, il servizio viene reso più efficiente. Mentre il Ministero del Lavoro riesce a sapere in tempo reale dall’INPS, anche se il disoccupato partecipa ai corsi di formazione o accetta i lavori proposti.

In questi ultimi casi, infatti, l’ANPAL, è tenuto a comunicare subito all’INPS di sospendere il sussidio o a togliere una parte di indennità al disoccupato reticente.

Con l’ANPAL poi è stato introdotto un Albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni in materia di politiche attive del lavoro. Il quale deve fare da raccordo fra offerta e domanda di lavoro fra soggetti pubblici e privati, impostare un Sistema informativo delle politiche del lavoro che migliori la gestione del mercato del lavoro e un monitoraggio delle prestazioni erogate.

Così, il sistema informativo gestirà le comunicazioni di assunzioni, trasformazioni dei rapporti di lavoro e le cessazione dei contratti lavoro operate dai datori di lavoro in via telematica. Tutte queste info finiranno nel Fascicolo elettronico del lavoratore, consultabile sia dagli enti che dai lavoratori stessi.

ANPAL 2018 come iscriversi

Come iscriversi ad ANPAL 2018? L’iscrizione all’ANPAL va effettuata dall’interessato presso il Centro per l’Impiego, mentre in futuro l’iscrizione avverrà tramite il Portale Unico di Registrazione non ancora attivo.

Il Centro per l’impiego entro 2 mesi dalla data di licenziamento o dalle dimissioni per giusta causa del lavoratore, è tenuto a convocare il soggetto ed effettuare il colloquio conoscitivo, iscriverlo appunto all’ANPAL e l sottoscrivere il relativo patto di servizio. Da parte sua, il disoccupato, entro

15 giorni dalla data di ricezione dell’invito da parte del Centro per l’impiego, deve presentarsi al colloquio. Altrimenti perde 1/4 dell’assegno di disoccupazione che gli spetta.

Durante il colloquio al Centro per l’Impiego, il disoccupato, oltre ad essere iscritto all’ANPAL, sarà valutato dal punto di vista dell’occupabilità ed inserito in una specifica classe di profilazione. Sarà poi predisposto un patto di servizio personalizzato, vale a dire un programma per ricollocarlo nel mondo del lavoro, obbligatoriamente firmato e seguito dall’interessato. Il quale deve contenere pure la sua disponibilità a partecipare ad iniziative per formarlo, riqualificarlo, di politica attiva e ad accettare congrue offerte di lavoro.

La stessa ANPAL monitora affinché gli obiettivi da parte del soggetto siano stati portati a termine attraverso un tutor, e la mancata partecipazione a corsi formativi o offerte di lavoro congrue, senza giustificato motivo, condiziona l’erogazione delle indennità NASPI, DIS-COLL e ASDI. Quali sono le sanzioni per i disoccupati non collaborativi? Vanno dalla decurtazione alla sospensione o decadenza dalle suddette prestazioni e dal nuovo assegno di ricollocazione per disoccupati.

Ricordiamo infine che dal 1° gennaio 2018 l’ASDI è abolita in funzione del nuovo reddito di inclusione sociale 2018.

NASPI scuola cos’è e come funziona come funziona

Dedichiamo un paragrafo a parte per la Naspi scuola. Come funziona NASPI scuola? Cos’è NASPI scuola? Per Naspi scuola si intende l’indennità di disoccupazione che spetta ai docenti e supplenti precari della scuola il cui contratto termina il 30 giugno. Dal giorno successivo al termine del contratto, essi possono presentare la domanda all’Inps.

Come funziona la Naspi scuola? Chi ha i requisiti deve presentare la domanda entro 68 giorni dal termine del contratto e rendere la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro all’INPS per via telematica, entro un determinato limite di tempo e poi presentarsi al Centro per l’Impiego di persona al fine di sottoscrivere il cosiddetto Patto di servizio personalizzato.

NASPI scuola 2018 requisiti

Quali sono i requisiti della NASPI scuola 2018? La NASPI scuola 2018 spetta come detto a docenti e supplenti precari della scuola, inviando telematicamente la domanda di disoccupazione all’Inps a partire dal 1° luglio. I requisiti per beneficiare della NASPI scuola 2018 sono:

  • Essere privi di occupazione perché licenziati contro la propria volontà, tale condizione per i docenti precari si ha con il termine del contratto di lavoro per la scuola, o perché dimessi per giusta causa o licenziati in periodi tutelati dalla maternità, o perché c’è stata una risoluzione consensuale conciliativa presso la DTL, perché è stata accetta un’offerta d licenziamento, o se c’è stato per il rifiuto da parte del lavoratore al trasferimento presso un’altra sede dell’azienda distante più di 50 km dalla propria residenza o perché raggiungibile in oltre 80 minuti con mezzi pubblici.
  • Aver reso la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro all’Inps, al Centro per l’Impiego o tramite Portale Unico Registrazione disoccupati;
  • Essere attivo nella ricerca di lavoro, secondo le regole del patto di servizio personalizzato, sottoscritto presso il Centro per l’Impiego.
  • Aver versato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti l’evento di disoccupazione involontaria
  • Avere effettuato almeno 30 giornate di lavoro effettivo, negli ultimi 12 mesi prima del licenziamento

NASPI scuola 2018 come presentare domanda

Come presentare domanda alla NASPI scuola 2018? Essa va presentata all’INPS esclusivamente per via telematica, tramite questi canali:

  • Internet: accedendo ai servizi telematici dell’Istituto tramite il proprio PIN Inps dispositivo
  • Numero verde INPS – INAIL: n. 803164 gratuito da rete fissa oppure n. 06164164 da rete mobile
  • Enti di Patronato

Qualunque sia il mezzo utilizzato per fare domanda, il docente o il supplente precario che ha i requisiti deve far compilare, o compilare lui stesso, il modulo di domanda naspi per via telematica seguendo questi passaggi: Home > Servizi Online > Elenco di tutti i Servizi > Servizi per il cittadino> Invio domande prestazioni a sostegno del reddito (Sportello virtuale per i servizi di informazione e richiesta di prestazione) > NASpI.

Al modulo vanno presentati questi documenti:

  • Documento d’identità in corso di validità
  • Codice fiscale
  • Copia del cedolino con IBAN
  • Modulo SR163 compilato e timbrato. Si tratta del documento che la banca o la posta deve firmare per farsi accreditare il bonifico di pagamento da parte dell’Inps
  • Data inizio e fine del contratto di lavoro a termine
  • Denominazione e luogo dell’ultimo datore di lavoro
  • Numero di telefono
  • Indirizzo email
  • Autocertificazione residenza

NASPI scuola 2018 quando presentarla

Quando va presentata la domanda per la NASPI scuola 2018? La domanda va presentata, pena la decadenza, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. E, come detto, a partire dal primo luglio successivo la fine del contratto il 30 giugno.

NASPI scuola 2018 quando arriva pagamento

Quando arriva pagamento per NASPI scuola 2018? Dipende da quando il precario della scuola presenta la domanda. Lo scorso anno c’è stato qualche ritardo dovuto alla novità, ma quest’anno non dovrebbero esserci problemi. Ecco gli scaglioni di pagamento:

  • domanda presentata entro 8 giorni dal licenziamento: l’indennità è pagata a partire dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro
  • dopo 8 giorni dal licenziamento: la disoccupazione parte dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda
  • dopo 8 giorni a causa di malattia, maternità o infortunio: il pagamento parte dall’ottavo giorno successivo al termine dell’evento

 

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