Dollaro apre la settimana in calo

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Il dollaro statunitense ha aperto la settimana in calo, penalizzato in buona parte dall’arretramento dell’indice PMI di Chicago. Un calo che non ha sorpreso gli analisti, visto e considerato che il ribasso era già in corso nella scorsa settimana, complice i dati non certo favorevoli sul piano macroeconomico (tra cui, la revisione al ribasso del Pil del primo trimestre) e l’impressione non positiva generata dall’ultimo FOMC dello scorso 18 giugno. All’epoca, infatti, nonostante la Fed abbia confermato un giudizio positivo sull’economia USA, la stessa è riuscita a evitare che si formassero troppe attese nei confronti del rialzo dei tassi di interesse di riferimento, non più così vicino come alcuni auspicavano.

L’elaborazione che precede fa sì che nel breve termine i fattori incidano negativamente sul dollaro, considerando che i differenziali di tasso / rendimento rimangono sfavorevoli, sia contro le major, sia contro le valute emergenti. Non è tuttavia detto che nel corso dei prossimi giorni l’indebolimento del dollaro possa proseguire, considerando che la pubblicazione dei dati macro in corso di calendarizzazione dovrebbe favorire il giusto supporto alle quotazioni della valuta verde (la nostra attenzione mira prevalentemente all’employment report di giovedì).

Di contro l’euro, come effetto dell’indebolimento del dollaro, si rafforza puntando a quota 1,3700 EUR / USD. La risalita è tuttavia fondamentalmente basata sulle sventure d’oltre Oceano, visto e considerato che il lieve calo dei PMI flash dell’eurozona non può certamente aver giovato alla forza della valuta unica europea. Anche in questo caso la nostra attenzione è prevalentemente incentrata su cosa accadrà giovedì con la riunione BCE: una riunione dove non saranno prese particolari decisioni, ma che potrà fornire alcune indicazioni tecniche in relazione alle misure di stimolo.

Per quanto infine concerne la sterlina, la valuta britannica tocca un nuovo massimo approfittando delle debolezze del dollaro. Attenzione in questo caso all’uscita dei dati domestici, che – qualora dovessero sorprendere in positivo – potrebbero spingere in nuovo rialzo il cambio.

Foto originali by Gabe Rosiak