Biglietto verde rivede i minimi dallo scorso dicembre sullo yen dopo nuovo attacco di Trump alla FED

La coppia USD-JPY continua a raschiare i minimi dell’anno, dopo essere scesa sotto area 106 per la prima volta da Dicembre 2018, toccando nell’intraday quota 105,50. Mentre scriviamo il rapporto di cambio tra il biglietto verde e la valuta nipponica registra una flessione dello 0,10%, scambiando a quota 106,16.

La divisa statunitense dal suo canto è stata affossata dall’ennesimo attacco del presidente Donald Trump alla Federal Reserve. Il capo della Casa Bianca ha dichiarato che l’economia degli Stati Uniti dovrebbe temere maggiormente l’operato della Fed che la politica economica della Cina. Trump ha puntato nuovamente il dito contro l’istituto centrale guidato da Jerome Powell chiedendo ulteriori tagli dei tassi e ad un ritmo più veloce.

Segnali incoraggianti sono arrivati dal mercato immobiliare a stelle e strisce con il forte incremento settimanale delle nuove richieste di mutui ipotecari, che secondo le stime diffuse dalla Mortgage Bankers Association (MBA), al 2 Agosto, sono aumentate del 5,3%, invertendo decisamente rotta rispetto alla contrazione dell’1,4% della precedente stima.

Inferiori alle attese degli analisti le nuove richieste di sussidio di disoccupazione, che nell’ottava terminata il 3 Agosto si sono assestate a 209 mila unità, evidenziando un calo rispetto alle 217 mila unità della settimana precedente. I pronostici degli analisti, invece, davano un risultato pari a 215 mila unità. Il totale dei richiedenti indennizzo, al 27 Luglio, ha invece mostrato un calo a 1,684 milioni di unità, in flessione da 1,699 milioni di unità del precedente saldo settimanale. Si è inoltre trattata di una lettura migliore delle attese degli analisti, che invece avevano pronosticato un minor calo a 1,690 milioni di unità.

Il Dipartimento per il Commercio USA ha rivelato che a Giugno, la lettura finale delle scorte all’ingrosso, su base mensile, ha fatto registrare una variazione nulla, mentre la lettura preliminare aveva indicato un incremento dello 0,2%, corrispondente al dato finale di Maggio ed alle attese degli analisti.

Una situazione di cui approfittare sfruttando le piattaforme REGOLAMENTATE. Ad esempio, per citare due nomi di rilievo, 24option (vai qui per il sito ufficiale) ed eToro (vai qui per il sito ufficiale) permettono di negoziare su vari asset con strumenti molto semplici da utilizzare, alla portata di tutti.

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Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo


La cattiva performance della coppia USD-JPY è ben visibile sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, che ci mostra come le quotazioni siano crollate sui minimi plurimensili sotto area 106. L’accelerazione ribassista ha preso principalmente corpo quando le quotazioni sono scese al di sotto delle tre medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni. L’eventuale discesa sotto area 106, se confermata in chiusura settimanale potrebbe causare un ulteriore scossone verso il basso, provocando una caduta in area 104. Al rialzo la prima resistenza di brevissimo passa sulla media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico), che transita in area 107.

Tuttavia, lo scenario ribassista precedentemente indicato potrebbe essere allontanato soltanto in caso di recupero, in chiusura di ottava, al di sopra della media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che passa in area 108,10. Tra le due medie mobili a 10 e 50 giorni si colloca anche l’ostacolo intermedio rappresentato dall’EMA 25 (la linea di colore rosso sul grafico), che passa in area 107,55. Oltre area 108, invece, possibili accelerazioni al rialzo con target in area 110.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 106,30 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 106,67 e 106,92; stop loss in caso di ritorno sotto quota 105,61 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 106,92 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 107,33 e successivamente a quota 107,54; stop loss in caso di ritorno sotto quota 106,02 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 107,54 per approfittare di possibili allunghi in area 108,10 e 108,79 estesi a quota 109,46; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 106,92 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 103,27 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 104,07 ed in un secondo momento a quota 104,72, esteso a quota 105,36; stop loss in caso di discesa sotto quota 102,60 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 105,61 e prevede i primi due target price in area 105,36 e 104,95; stop loss in caso di close orario sopra quota 106,30. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 104,95 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 104,72 e successivamente a quota 104,32; stop loss in caso di recupero sopra quota 105,61 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 104,32, per cercare di ricoprirsi in area 104,07 e 103,66, estesa a quota 103,27; stop loss in caso di ritorno sopra quota 105,36 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 109,46 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 108,79 e successivamente a quota 108,10, estesi a quota 107,54; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 110,15 in chiusura di candela oraria o daily.

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