Dollaro: Congelato il rialzo dei tassi USA

La decisione del Federal Open Market Committee (FOMC) di tenere i tassi invariati è stata presa all’unanimità, ma per il futuro la questione si fa più complessa. La nota conclusiva conferma, infatti, la previsione di un aumento dei tassi entro il 2015 ma non ci sono segnali certi a proposito di una risoluzione già a settembre. In questo modo, i mercati vivranno altri due mesi di attesa. Vediamo i punti principali della riunione svoltasi ieri.

Tutti auspicavano che la Federal Reserve facesse l’atteso ritocco dello 0,25% (il primo aumento di un quarto di punto dal dicembre 2007) e annunciasse delle variazioni nel trend della politica monetaria, ma questo non è accaduto. Durante il FOMC di mercoledì 29 luglio, Janet Yellen, governatore della Federal Reserve (FED), ha rimarcato come la posizione dell’economia degli Stati Uniti d’America sia solida e stia migliorando grazie al mercato del lavoro in risalita e grazie alle previsioni di aumento del PIL nel secondo trimestre 2015. Nonostante questi dati positivi, però, la FED ha scelto di rimanere in attesa prima di muovere al rialzo i tassi di interesse. La differenza, infatti, l’ha fatta una parola, “moderately”: a dispetto dei segnali positivi, la crescita dell’economia statunitense procede moderatamente in quanto la congiuntura rimane fragile ed esposta alle minacce provenienti dall’economia mondiale, dalla Cina in primis. Inoltre, la banca centrale americana attende nuovi apprezzabili miglioramenti derivanti dal mercato del lavoro, dalla tendenza positiva dell’occupazione in particolare. Per la FED, una grossa preoccupazione viene dal controllo dell’inflazione salariale che si sta innalzando negli States (aumento della paga oraria minima; diffusione di bonus e benefits che portano gli stipendi reali ad essere molto più elevati degli stipendi ufficiali).

I mercati hanno reagito alle indicazioni della FED con prudenza. Il dollaro oscilla intorno a 1,1027 e frenano i tassi sul debito USA: questo conferma che gli operatori finanziari si attendevano segnali più decisi ed inequivocabili. Dal momento in cui è stata diffusa la sua posizione, il dollaro USA è stato venduto contro tutte le altre principali valute, ma le perdite sono state di breve durata in quanto viene considerato ancora possibile un aumento dei tassi di interesse a settembre.