Dispersione scolastica (14,7%): costa mezzo miliardo l’anno

L’anno scolastico volge al termine, ma per molti studenti si è già concluso da tempo. Anche quest’anno gli abbandoni scolastici da parte di studenti delle scuole secondarie superiori sono stati migliaia. All’appello mancano circa 160 mila studenti, che si erano iscritti al primo anno e non sono mai arrivati al quinto, con una dispersione scolastica pari quasi al 15% del totale.
In quindici anni, quasi tre milioni di giovani hanno abbandonato la scuola prima del tempo. Un’inefficienza che, tra costi diretti e indiretti, vale miliardi. Ecco le cifre, e i costi, della dispersione scolastica.

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In quindici anni, gli studenti che hanno prematuramente abbandonato la scuola secondaria di secondo grado sono circa tre milioni. Su tre giovani che hanno avviano un ciclo formativo quinquennale, uno non arriva a completarlo fino al diploma. La dispersione scolastica rappresenta un importante indicatore del disagio sociale dei giovani nel nostro Paese, ma anche uno dei punti deboli della nostra malandata economia, determinando una perdita secca nei bilanci pubblici attuali e un impoverimento del capitale umano del futuro.

Istituti professionali e privati a rischio dispersione scolastica

Secondo l’Anagrafe Nazionale degli Studenti disposta dal Ministero dell’Istruzione, la maggiore concentrazione di alunni che si disperdono durante il percorso della scuola secondaria di secondo grado si registra negli istituti professionali, negli istituti tecnici e nell’area dell’istruzione artistica. A maggiore rischio di abbandono scolastico gli studenti degli istituti privati, rispetto ai loro corrispettivi nelle scuole statali.

Il rischio di dispersione scolastica più forte tra i maschi e al Sud

dispersione scolastica abbandoni scuola 4Dal punto di vista della distribuzione geografica, i dati ministeriali sulla dispersione scolastica non riservano grosse sorprese: il rischio di abbandono da parte degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado è molto più forte in Italia meridionale, a partire da Sardegna, Sicilia e Campania, mentre l’Umbria è la regione più virtuosa. In queste regioni si allarga anche la forbice di genere della dispersione, con una più alta percentuali di studenti maschi (17,5%) che abbandonano rispetto alle loro colleghe di sesso femminile (11,8%).

Si esce dalla scuola, si entra tra i NEET

Negli ultimi anni si è registrata una lenta ma costante diminuzione della percentuale di abbandoni scolastici. La situazione resta però preoccupante, soprattutto in relazione alla crisi economica e alla carenza di posti di lavoro. I ragazzi che abbandonano gli studi vanno spesso ad ingrossare le file dei NEET – ossia coloro che non studiano, non lavorano e non fanno formazione o apprendistato – con un danno economico anche per la collettività. Secondo i dati Istat, i NEET in Italia sono 2,2 milioni, ossia circa il 24% dei giovani tra 15 e 29 anni.

Mezzo miliardo sprecato in lezioni al vento

dispersione scolastica abbandoni scuolaUn dossier di Tuttoscuola su dati del Miur calcola in oltre mezzo miliardo di euro il costo netto degli abbandoni scolastici in Italia. Si tratta della quota di investimento per l’istruzione dei giovani che risulta sprecata a causa del mancato completamento del percorso di studi. Una cifra che comprende, ad esempio, gli stipendi degli insegnanti.

Dispersione scolastica: costi sociali per oltre 30 miliardi

Agli sprechi diretti derivati dalla dispersione scolastica occorre aggiungere il costo sociale del fenomeno, che Confindustria stima in circa 32 miliardi. Secondo il dossier sul capitale sociale e umano del Paese presentato dal Centro Studi degli industriali, l’innalzamento del grado di istruzione nel nostro Paese al livello dei paesi più avanzati provocherebbe una crescita del Pil fino al 15% in un decennio.

Abbandoni scolastici: in Europa pochi peggio dell’Italia

L’Unione Europea ha da tempo individuato come prioritari gli interventi nel settore educativo per contrastare gli abbandoni scolastici, stabilendo strategie d’azione e ambiziosi obiettivi da realizzare entro il 2020. Per il momento, l’Italia langue in fondo alla graduatoria della dispersione scolastica nei ventisette Stati membri dell’UE, superata in peggio solo da Spagna (20% di abbandoni scolastici), Malta (19,8%) e Romania (19,1%) e lontana dalla media europea: nei Paesi più virtuosi, compresi Slovenia, Polonia e Lituania, gli abbandoni scolastici si aggirano introno al 5 % del totale degli iscritti.

In arrivo programmi speciali per studenti a rischio e insegnanti

riforma scuola italiaPer rispettare gli obiettivi UE di contrasto alla dispersione scolastica e avvicinarsi ai livelli degli altri Paesi, l’Italia ha messo in campo una serie di azioni, con relative risorse economiche, mirate sia a fornire programmi di didattica integrativa nelle aree a maggiore rischio di abbandono scolastico, sia ad aggiornare le competenze, in particolare quelle digitali, degli insegnanti. Si auspica che modelli didattici maggiormente laboratoriali possano motivare gli studenti a non mollare.

I tasselli mancanti della dispersione scolastica

Per valutare appieno le conseguenze del fenomeno della dispersione scolastica in Italia occorrerebbe conoscerne le dimensioni effettive, il che è attualmente impossibile. Nonostante sia prevista per legge l’integrazione fra i dati ministeriali sulle scuole statali e quelli delle Regioni sui percorsi di formazione professionale, essa non avviene, così come tra le tante “anagrafi studenti” non ce n’è una che fornisca la cifra dei giovani in età scolare e la rapporti con quella degli studenti effettivamente iscritti.

Link: Il sito ufficiale dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti del MIUR