Disoccupazione giovanile, ai minimi dal 2012 ma crescono gli inattivi

Dai dati sull’occupazione italiana pubblicati dall’Istat nella giornata di ieri, è emerso che nel mese di ottobre la percentuale dei disoccupati è scesa all’11,6% rispetto all’11,7% del mese di settembre, tuttavia la flessione è dovuta alla crescita degli inattivi, ovvero i cittadini che hanno smesso di cercare il lavoro. Sono aumentati di 82mila unità (+0,6%) gli inattivi, bilanciando la diminuzione degli occupati -0,1% rispetto a settembre. La riduzione dei disoccupati abbraccia la manodopera femminile, mentre è in leggera crescita quella maschile.

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Mercato del lavoro più debole

L’Istituto di Statistica ha messo in luce un mercato del lavoro più debole rispetto al mese di settembre, anche se su base annua il numero degli occupati rimane in positivo (+0,8% rispetto al 2015). Nel confronto tra i trimestri gli italiani al lavoro hanno subito una lieve calo passando da 34 mila unità a 30 mila, soprattutto tra i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Con la fine degli incentivi statali, il mercato del lavoro non ha più creato nuovi impieghi ed il tasso di disoccupazione torna a salire al 57,2%.

Ricrescono gli inattivi

A settembre gli inattivi erano scesi allo 0,8% ma ad ottobre sono tornati a salire dello 0,6%, per un totale di 82mila unità uscite dal mercato del lavoro, sono quindi 13,6 milioni di italiani sia uomini che donne under 49 che non sono più in cerca di un impiego, segnale nettamente negativo soprattutto se paragonato con il resto dell’Europa in cui il mondo del lavoro rimane positivo (9,8% il dato più basso dal 2009).

Aumenta l’occupazione giovanile

Il quadro lavorativo non proprio dalle tonalità rosee, ha però un dato positivo: la disoccupazione giovanile è ai minimi dal 2012. È diminuita la disoccupazione del 2,5% nella fascia tra i 15 e i 24 anni, ma anche gli occupati con -0,7%. La fascia tra i 25 e i 34 anni nel confronto anno su anno ha un tasso di occupazione diminuito dello 0,6%.