Disoccupazione giovanile 2015: 210 mila contratti ad Aprile 2015

La strada verso al ripresa del lavoro è ancora lunga, ma i primi segnali incoraggianti arrivano dai dati pubblicati dallo stesso Ministero del Lavoro. La situazione sembra essere in costante miglioramento: sarà veramente così? Vediamo insieme il perché.

Il ministro Giuliano Poletti, a questo proposito, ha dichiarato che nel mese di aprile sono stati effettuati 210 mila contratti di lavoro. Questo dato è il risultato ottenuto dalla differenza tra le nuove attivazioni (pari a 756.926) e le cessazioni avvenute nello stesso mese (pari a 546.382).

Quello appena pubblicato è stato ritenuto il dato migliore dal 2014, quando i nuovi contratti si erano fermati solo a 718 mila con 514 mila cessazioni. Se guardiamo, poi, i dati relativi ad aprile 2015, vediamo altri segnali incoraggianti: i contratti a tempo indeterminato sono saliti a 171.515, mentre lo scorso anno si erano fermati a quota 112 mila.

Il ministero, in attesa dei dati ufficiali Istat, ha voluto specificare che questo primo segnale positivo ha portato all’effettiva trasformazione di ben 36 mila contratti. Nel 2014 si era arrivati a poco meno di 20 mila.

A commentare queste prime cifre ci ha pensato il professor Vincenzo Galasso, docente dell’Università Bocconi di Milano, il quale ha specificato come questo sia un percorso di valore. Sebbene questi dati rappresentino il frutto di una variazione nella composizione delle assunzioni, è altrettanto vero che questo “step” è stato dichiarato un “primo passo” verso la risalita.

Eppure, l’Istat a fine aprile aveva gelato nettamente gli animi, riportando una serie di dati poco confortanti: il famoso Jobs Act, di fatto, non aveva aiutato a smuovere le acque. Anzi.

Le prime cifre parlavano di un calo degli occupati. Non solo: la disoccupazione giovanile a marzo era arrivata a toccare il 43%. Questo era uno dei dati più allarmanti da agosto dello scorso anno.

Insomma, il Jobs Act per l’Istat non ha cambiato, o migliorato, le cose. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, invece, parla di segnali incoraggianti. A trovare un punto fermo tra le due opinioni ci ha pensato il professor Galasso: per analizzare dettagliatamente la situazione, sarebbe opportuno avere tra le mani i dati Istat aggiornati al mese di aprile 2015.

L’entusiasmo, quindi, corre lungo una serie di numeri che potrebbero risollevare (almeno in parte) il morale di tanti. La disoccupazione giovanile è una condizione che sta allarmando, giorno dopo giorno, sempre di più: i dati Istat, dopo questa prima ventata di ottimismo, potrebbero smontare tutte le attese. In fondo, i numeri non hanno un cuore…e nemmeno un partito!