Disoccupati: Istat conferma dati preoccupanti

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L’emergenza disoccupazione continua in Italia e, anzi, si fa ancora più intensa. E’ quanto emerge una ricerca dell’Istat pubblicata qualche giorno fa.

I numeri non lasciano adito a molte speranze. A gennaio i disoccupati crescono fino a raggiungere la preoccupante cifra di 3 milioni. L’aumento rispetto a dicembre è di 110mila unità, e sostanzia un +3,8% su base mensile. L’aumento rispetto a gennaio 2012, invece, è di 554mila unità, e sostanzia un +22,7%.

In totale, il tasso di disoccupazione raggiunge l’11,7%, il più alto di sempre mai registrato in Italia. A onor di cronaca va specificato che le prime serie sono partite a inizio 1992. Il tasso di disoccupazione italiano è leggermente inferiore a quello della zona euro (valore medio), che si attesta all’11,9%.

La situazione più critica è quella dei giovani. La disoccupazione giovanile, ossia quella che si riferisce alla tassa 15-24 anni, raggiunge il 38,7%. Se la passano peggio i giovani meridionali, i quali devono fronteggiare una disoccupazione superiore al 50%. Al nord, invece, il valore si attesta al 29,7% e al centro al 39,3%.

In Italia sempre meno persone lavorano, è orma un’evidenza. Ma lavorare non basta. E’ la precarietà, infatti, l’altra emergenza dichiarata dall’Istat. I precari sono in tutto 2,8 milioni, di cui 433mila sono collaboratori mentre 2,37 milioni sono lavoratori con contratto a termine. E’ il dato più alto di sempre in Italia. In aumento anche il part-time (3,9 milioni), e la metà dei lavoratori utilizza questa forma non per scelta sua.

Il tasso di occupazione risente di questi dati e tende al ribasso. A gennaio gli occupati sono 22,68 milioni, quasi 100mila in meno rispetto al mese precedente, e 310mila euro in meno rispetto a gennaio 2012 (-1,3%). Da specificare qui è il legame tra tasso di disoccupazione e tasso di occupazione. Le percentuali non collimano perché nel calcolo del tasso di disoccupazione entra in gioco il fattore della “forza lavoro” (ossia il numero di persone nel mercato del lavoro).

Le reazioni all’ultima ricerca dell’Istat non si sono fatte attendere. Il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi ha dichiarato, a margine di un incontro con Banca Intesa San Paolo: “I dati appena usciti sulla disoccupazione sono agghiaccianti, sia quello sui quasi 3 milioni di disoccupati, ma soprattutto è preoccupante quello del 38,7% di giovani disoccupati. E’ una situazione drammatica a cui dobbiamo reagire”.

Ha espresso la sua opinione anche il Ministro Fornero, che ha fatto anche un mea culpa: “Gli ultimi dati sulla disoccupazione sono davvero drammatici, mostrano come in Italia non stiamo ancora uscendo dalla recessione e come le nostre regole non sono state finora efficaci per contrastare la crisi”.