Disneyland Paris si allarga ancor di più: ecco le tre nuove aree a tema

E’ la fabbrica dei sogni per eccellenza, che sforna da quasi un secolo tanti nuovi personaggi pittoreschi, entusiasmanti, che fanno riflettere ed imparare. Parliamo della Disney, che ha attraversato tante epoche e anche periodi difficili, uscendone però sempre bene. Perché quando hai creatività, hai una marcia in più. Le prime pellicole in bianco e nero mute, poi arrivò il sonoro, il colore, la computer grafica. Disney si è sempre saputa adeguare ai tempi e alla società. Basta vedere le sue donne protagoniste: da donne sognatrici che aspettano il Principe azzurro a donne combattive pronte a difendere se stesse e il proprio Mondo.

Disney, come noto, ha anche un grande parco tematico, che riprende tante pellicole, storie e personaggi di successo: Disneyland. Che si presenta in più versioni: quella originaria, a Los Angeles, nata nel 1955. A cui hanno fatto seguito il Walt Disney World Resort in Florida nel 1971 e nel 1983 il Tokyo Disney Resort, in Giappone. Poi nel 1993 fu aperta una sede in Europa, per accontentare il vasto pubblico europeo, in quel di Parigi: Disneyland Paris. Ed il successo di quest’ultima si conferma dal fatto che si allargherà ulteriormente. Con tre nuove aree tematiche: una dedicata a Frozen, una a Star Wars e una agli eroi Marvel. Dunque, un mix tra un pubblico fatto di più piccoli, adolescenti e ragazzi, e adulti nostalgici della lunghissima saga di Guerre stellari. Che ha attraversato 4 generazioni.

Disneyland Paris si trova a Marne-la-vallée, a 32 km Est di Parigi, e prevede, oltre i due parchi a tema Disneyland Park e Walt Disney Studios Park, anche un’area contenente ristoranti, negozi e cinema chiamata Disney Village, un campo da golf e una serie di hotel. Proprietari risultano la società francese Euro Disney S.C.A. e The Walt Disney Company. Le lingue ufficiali del parco sono il francese e l’inglese, sebbene in tutto il complesso se ne parlino in totale una ventina.

Dalla data di apertura al 2012, Disneyland Paris ha conosciuto un aumento esponenziale di visitatori: 8,9 milioni nel 1993, 9 milioni nel 1994, nel 1997 12,6 milioni, nel 2002 13,1 milioni, nel 2007 14,5 milioni, nel 2010 15 milioni, nel 2012 fissa il record di 16 milioni. Mentre l’anno seguente subisce una leggera flessione, con 14,9 milioni di visitatori. Tra il 2014 e il 2015 la cifra di 14 milioni resta quella stabile, per poi subire un altro calo nel 2016: 13,4 milioni di visitatori.

Ma torniamo ai tre nuovi progetti per la realizzazione di 3 nuove aree tematiche a Disneyland Paris.

Disneyland Paris, tre nuove aree tematiche

Le tre nuove aree tematiche saranno aggiunte al parco Walt Disney Studios, dedicato al mondo del cinema e ai personaggi della nuova generazione. Che così ha raddoppiato di fatto la sua attuale estensione. L’annuncio è arrivato nei giorni scorsi proprio dal numero uno della Walt Disney Company, Robert Iger che ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron all’Eliseo. Del resto, Disney Paris impiega 16 mila dipendenti ai quali sommare i circa 56mila posti di lavoro. Si trova a 40 Km dalla capitale, ed è la principale azienda monosede in Francia. Nonché la prima meta turistica europea per numero di visitatori ogni anno, circa 15 milioni, che garantiscono alla Francia il 6,2% del pil turistico nazionale.

 

L’investimento da parte di Walt Disney Company prevede circa due miliardi di euro e risulta essere uno più consistenti da quando è aperto il Parco. Ossia il 1992. Ma se fremete già per andarli a vedere, dobbiamo dirvi che dovrete aspettare ancora un po’ di anni, dato che i lavori inizieranno il 2012. Ma a parte le tre nuove aree tematiche, è prevista la creazione di un nuovo lago artificiale che collegherà, sulla scorta di quanto avviene già per Disney Village, i 3 Hotel vicini.

Disneyland Paris progetti futuri

A parte l’apertura di queste 3 nuove aree tematiche, Disneyland Paris ha in serbo una serie di progetti molto interessanti. Il Parco Disneyland Paris ha festeggiato un quarto di secolo di vita con un programma di celebrazioni pensate ad hoc e l’avvio di nuovi spettacoli di intrattenimento («Topolino e il mago», per esempio, ha vinto il premio dell’Associazione internazionale dei parchi di divertimento come miglior produzione teatrale) che hanno fatto seguito ad un piano completo di ristrutturazione durato due anni mediante il quale sono stati rimodernati alcuni Hotel e alcune delle attrazioni storiche. Come le Big Thunder Mountains e Il volo di Peter Pan.

Nel 2020, sarà poi aperto il nuovo Disney’s New York Hotel – The Art of Marvel, che altro non è che una rivisitazione del Disney New York Hotel che metterà in mostra, tra gli altri, i mondi ispirati alle avventure di Iron Man, The Avengers e Spider-Man. Inoltre, la prossima estate si svolgerà a Disneyland Paris l’evento stagionale dei Super Eroi Marvel; su cui la Disney punta molto dopo aver acquisito la 20th Century Fox nel dicembre scorso. Ottenendo così i diritti cinematografici su X-Men, Fantastici Quattro e Deadpool.

Infatti, non è un caso che agli X-Men sarà dedicata come detto una area tematica ex novo specifica. Ciò dimostra quanto Disney non si curi sugli allori, ma punti sempre ad allargare la propria offerta.

Disneyland Paris storia

Gia nel 1970, Walt Disney Company aveva pensato di progettare un parco in Europa, soprattutto dopo il grande successo di quello in Giappone. Nel 1984, i capi della divisione dei parchi a tema Disney, presentarono una lista di circa 1.200 possibili sedi europee dove creare il Parco. Nel marzo del 1985, il numero fu ridotto a sole 4 possibilità: 2 in Francia e 2 in Spagna.

Entrambi i siti spagnoli si trovavano vicino al Mar Mediterraneo e offrivano un clima subtropicale simile ai parchi Disney in California e Florida. Mentre in Francia vi era stato un interessamento ad un sito nei pressi di Tolone, non lontano da Marsiglia. Il paesaggio piacevole di quella regione, così come il suo clima, aveva reso il sito un ottimo concorrente per Euro Disneyland. Tuttavia, il terreno dove poteva sorgere il resort non era molto adatto per la sua costruzione, quindi venne scartato. L’altro sito francese era l’area rurale di Marne-la-Vallée, che sarebbe stato ideale per la sua vicinanza alla capitale Parigi. Visitata già di suo da decine di milioni di visitatori al giorno e sita in una posizione centrale nell’Europa occidentale. Si fece anche un calcolo: nel giro di 4 ore, si trovano vicini per 68 milioni di persone e a non più di due ore di volo per un ulteriore 300 milioni.

Insomma, una zona più che strategica, che non poteva sfuggire alla Francia. L’amministratore delegato della Disney, Michael Eisner, il 18 dicembre 1985 firmò la prima lettera di accordo con il governo francese per il sito di 20 km2 e i primi contratti finanziari furono elaborati nel corso della primavera seguente. Il contratto definitivo fu firmato dai dirigenti della Walt Disney Company e il governo francese, il 24 marzo 1987. I lavori per la realizzazione del sito iniziarono nell’agosto dell’anno seguente. Mentre nel dicembre 1990, venne aperto un centro di informazione chiamato “Espace Euro Disney”, venne aperto per mostrare al pubblico ciò che sarebbe stato realizzato.

Il programma prevedeva l’apertura entro il 1996 di un parco tematico con un budget di costruzione di 2,3 miliardi di dollari.

In realtà, l’apertura di Disneyland Paris (inizialmente denominata EuroDisney) non fu certo esente da critiche e proteste. Infatti c’era chi, come gli intellettuali francesi di quel periodo, ritenevanano che l’apertura del Parco fosse una forma di imposizione all’imperialismo culturale americano basato sul consumismo. Per altri, Euro Disney rappresentava un simbolo dell’America in Francia. Quest’ultima, insomma, veniva vista come una colonia americana. Siamo nella Francia del governo socialista Mitterand, ancorata ancora a un certo intellettualismo ed una certa ideologia. La stessa, per intenderci, che farà trovare riparo al terrorista italiano Cesare Battisti. Costretto poi a fuggire in Sud America quando all’Eliseo si insediò il Presidente di centrodestra Chirac.

Ma non solo gli intellettuali. Anche i contadini si mossero contro Eurodisney. Il 28 giugno 1992, un gruppo di agricoltori francesi bloccò la realizzazione del parco in segno di protesta delle politiche agricole al momento supportate dagli Stati Uniti. C’è chi con le parole ci andò giù pesante. Un articolo su Le Figaro tuonava: “Vorrei con tutto il cuore che i ribelli avessero dato fuoco a Euro Disneyland”. Ariane Mnouchkine, regista teatrale parigina, ha parlato senza mezzi termini di una “Chernobyl culturale”.

Il filosofo francese Michel Serres invece disse: “Non è l’America che ci sta invadendo. Siamo noi che adoriamo chi adotta le sue mode e, soprattutto, le sue parole.” L’allora presidente della Euro Disney SCA, Robert Fitzpatrick ha risposto: “Non siamo venuti qui a dire OK, stiamo andando a mettere un berretto e una baguette su Topolino. Siamo chi siamo”.

Le polemiche non risparmiarono neanche i manager americani della Disney che imponevano a tutto il personale la lingua inglese nelle riunioni, nel rispetto delle regole di comportamento. Altre imposizioni riguardavano: l’uso del trucco, dei peli sul viso, dei tatuaggi, dei gioielli, ecc. Che i sindacati francesi bollarono come “un attacco alla libertà individuale.” Altri criticarono la Disney per essere insensibile alla cultura francese, in quanto l’individualismo, la privacy, e le restrizioni alla libertà individuali o collettive sono illegali secondo il diritto francese. Salvo caso in cui siano strettamente necessarie per motivi lavorativi.

La Disney ha replicato a queste accuse ritenendo che una sentenza che impedisse una simile norma occupazionale avrebbe potuto minacciare l’immagine e il successo a lungo termine del parco. Già ben rodato altrove.

Disneyland Paris realizzazione

Secondo il progetto definitivo, Disneyland Paris avrebbe dovuto raggiungere i 1.800 ettari entro l’anno 2000. Una piccola parte sarebbe stata adibita allo stesso parco, sulla restante parte si dovevano realizzare uffici, teatri, centri culturali, commerciali e ricreativi. L’importo dell’investimento iniziale fu di 15 miliardi di franchi, pari a 2,3 miliardi di euro, più 5 miliardi di franchi per la costruzione delle infrastrutture.

 

Per controllare meglio le attività alberghiere, fu deciso che 5.200 camere di hotel di proprietà della Disney sarebbero state costruite all’interno del complesso stesso. Nel marzo 1988, la Disney e un consiglio di architetti, scelsero come temi degli hotel che ogni albergo rappresentasse una regione degli Stati Uniti. Quando il Parco fu aperto nell’aprile ‘92, 7 alberghi avevano complessivamente 5.800 stanze. Collegati alla stazione RER / TGV mediante un servizio gratuito di navette della società PEP’S.

In questi anni è stata anche realizzata un’area di divertimento, shopping e ristoranti, progettata da Frank Gehry, costituita da torri di argento ossidato e bronzo color acciaio, sotto un baldacchino di luci. Che oggi ha preso il nome di Disney Village). Le visite stimate erano di 55mila persone al giorno e circa 14.000 persone all’ora dentro al resort. Accolti da 29 ristoranti realizzati all’interno del parco, ai quali sommare altri undici ristoranti realizzati presso gli alberghi resort Euro Disney e 5 al Festival Disney.

Per quanto concerne i Menù dei ristoranti, il cibo predominante è quello stile americano e come accade in tutti gli altri Parchi, non sono serviti alcolici.

Per quanto concerne l’occupazione, rispetto a quanto accade per i parchi Disney americani, dove si assume per contratti stagionali o part-time, EuroDisney era intenzionata ad assumere dipendenti fissi. I casting sono stati istituiti a Parigi, Londra e Amsterdam. Sebbene, il Governo francese voleva che venissero assunti soprattutto francesi. La competenza principale richiesta era il saper parlare 2 lingue europee almeno. Ovviamente in primis inglese e francese. Successivamente, la Euro Disney ha istituito una apposita Disney University al fine di formare il personale selezionato.

I primi anni di Disneyland Paris

Euro Disney ha aperto i battenti nel marzo 1992 in anteprima, per i soli dipendenti e i loro familiari, al fine di testare le strutture e le operazioni. L’apertura ufficiale fu invece il 12 aprile 1992, con tanto di cerimonia in Eurovisione, da noi presentata dalla premiata coppia Milly Carlucci-Fabrizio Frizzi per Raiuno (la rete sulla quale per anni hanno presentato Scommettiamo che? E sulla quale ancora oggi primeggiano). La diretta venne seguita da oltre 200 milioni di telespettatori con l’impiego di 50 telecamere (di cui una montata su un elicottero e una su un dirigibile), 7 pullman di regia, 2000 riflettori, una troupe di 300 persone, una banda di 650 elementi e con l’esibizione e la partecipazione di svariate star del mondo del cinema e della musica: Tina Turner, Angela Lansbury, Josè Carreras, Cher, Eddie Murphy, George Lucas, Michael J. Fox, il nostro Edoardo Bennato, ecc.

I primi anni non furono brillantissimi, in quanto ci fu una sovrastima (troppi Hotel e ristoranti rispetto ai visitatori reali) dei visitatori e la recessione dell’economia europea. Addirittura si parlò già l’anno seguente l’apertura di rischio fallimento.

Un anno dopo l’apertura, viene aperta la nuova montagna russa Indiana Jones and the Temple of Peril. Tuttavia, a poche settimane dall’apertura vennero rilevati problemi ai freni di emergenza. Così restò chiusa per un po’.

 

Disney, le banche e i finanziatori si incontrarono nel marzo 1994 con lo scopo di ristrutturare il debito. Il colosso americano minacciò pure la chiusura del parco se non si fosse trovato un accordo.

Nel maggio 1992, la rivista The Hollywood Reporter ha affermato che circa il 25% della forza lavoro impiegata presso il resort, ossia circa 3mila dipendenti, aveva dato le dimissioni complici le pessime condizioni di lavoro. La rivista ha anche riferito che il numero di visitatori era inferiore rispetto alle stime, adducendo alla recessione, alla disoccupazione in Francia e parte del mondo occidentale in quel periodo solo parte delle responsabilità. Del resto, il Parco fu realizzato alla fine degli anni ‘80-inizio ‘90, in una fase pre-recessiva.

Tuttavia, la Euro Disney SCA ha smentito quei numeri, parlando di solo mille dimissioni. Confermando però la sospensione del progetto Disney-MGM Studios Europe e la riduzione dei prezzi degli alberghi per venire incontro alle difficoltà finanziarie.

Nel maggio 1992 si contano tra i 25mila e i 30mila visitatori. Praticamente la metà, se non anche meno, di quelli inizialmente previsti. Ciò comporta un consistente calo del valore delle azioni della Euro Disney Company. Nel luglio 1992, l’azienda stima una perdita netta di circa 300 milioni di franchi francesi. Nell’inverno del 1992 la presenza di visitatori era così scarsa che si decise la chiusura del Newport Bay Club Hotel nel corso della stagione.

Verso la fine del 1992 gli analisti finanziari Disney si resero conto che la loro stima iniziale di spera di 33 dollari al giorno per visitatore era inferiore del 12%. Per risollevare le finanze, si decide perfino uno strappo alla regola: servire bevande alcoliche durante i pasti.

Il 14 marzo 1994 si arrivò ad un importante accordo per avere nuovo ossigeno finanziario: l’acquisto da parte dei creditori di 500 milioni di dollari di azioni di Euro Disney, mentre la stessa Disney avrebbe investito altri 750 milioni di dollari. Inoltre, nel giugno dello stesso anno, si arrivò a convincere il principe saudita Al-Waleed Bin Talal Bin Abdulaziz Al Saud ad acquistare un corposo numero di azioni della Walt Disney Company.

La ripresa dal 1995

Finalmente, l’anno della svolta diviene il 1995. Innanzitutto, avviene l’inaugurazione del parco a tema Space Mountain: de la Terre à la Lune, pianificato sin dall’inizio sotto il nome di Discovery Mountain, rinviato più volte complice la crisi finanziaria. L’attrazione fu riprogettata, con l’inserimento di un sistema di “lancio cannone”, inversioni, e una colonna sonora on-ride. Il costo totale per la sua realizzazione sarà di 100 milioni di dollari, e venne inaugurata in una cerimonia che vide la partecipazione di Elton John, Claudia Schiffer e Buzz Aldrin.

Il 25 luglio 1995 Euro Disney SCA ha registrato il suo primo profitto trimestrale di 35,3 milioni di dollari. Qualche mese dopo fu reso noto che in un anno la presenza del parco a tema era salito da 8,8 a 10,7 milioni, con un incremento del 21%. Mentre negli hotel era passata dal 60% al 68,5%. L’esercizio sarà chiuso con un utile netto di 22,8 milioni di dollari.

Disneyland Paris nel nuovo Millennio

 

La seconda metà anni ‘90 prosegue con un crescendo di guadagni e di visitatori. Il nome passa da Euro Disney a Disneyland Paris. Nel 2002, “Disneyland Paris” diventa “Disneyland Resort Paris” mentre il primo parco a tema viene rinominato “Disneyland Park”. Tuttavia, i 3 anni successivi furono caratterizzati da una netta perdita economica.

Sempre quell’anno, il resort si arricchisce di un secondo parco a tema: il “Parco Walt Disney Studios”. Situato a sud del primo, questo parco alla sua apertura contava 10 attrazioni. In questo parco, il visitatore può vedere il retroscena della realizzazione di un film, un cartone animato, o di una qualunque trasmissione televisiva.

Il 21 gennaio del 2005, la “Euro Disney SCA” promuove un nuovo piano di marketing al fine di attrarre per la prima volta al Resort nuovi visitatori europei. Entro la fine dell’anno, la “Walt Disney Company” aveva accettato di ripianare tutti i debiti che “Euro Disney SCA” le doveva. Nel 2005,”Disneyland Paris” diventa la prima destinazione turistica europea, superando, anche il Louvre e la Torre Eiffel, sempre francesi. La Francia in quegli anni dominava la scena europea, mentre l’Italia aveva una posizione di subalternità. Per fortuna, nel giro di dieci anni, una migliore promozione delle nostre innumerevoli bellezze e il terrorismo, hanno ribaltato la situazione. O comunque, ci hanno messo in pari coi transalpini.

Nel 2007, in occasione del suo 15º anniversario, la società annuncia un aumento dei ricavi del 12%. Sempre quell’anno, “Pierre & Vacances” e “Euro Disney SCA” annunciano la creazione di una joint ventureal fine di creare il cosiddetto “Villaggio Natura”. Si tratta di un progetto, annunciato nel 2003, del valore di un miliardo di euro che comprende la costruzione di 7mila appartamenti dislocati in 4 villaggi tematici. L’anno seguente, sarà conteggiata l’entrata nel “Resort” del 200 milionesimo visitatore, e per il terzo anno consecutivo una crescita dei ricavi, nonché un record di 15,3 milioni di visitatori.

Tra il 2009 e il 2011 tanti sono i posti di lavoro creati, soprattutto durante il periodo estivo e natalizio. Durante i quali avviene il maggiore boom durante un anno solare. Vengono poi creati per l’estate degli spazi per le famiglie.

Il 17 agosto 2010, viene inaugurata una nuova sezione denominata “Toy Story Playland”, ispirata al film Toy Story. Il 13 settembre 2010, la “Euro Disney SCA” ed il governo francese hanno firmato una modifica al contratto originale, che estende al 2030, anziché il 2017 come previsto inizialmente, i vantaggi economici, e ampliato il terreno del complesso dai 1945 ettari iniziale a 2230 ettari.

In occasione dei vent’anni di vita del resort, la Delegazione interministeriale francese ha stimato che esso ha generato profitti per 37 miliardi di euro nel turismo. Con 55mila nuovi posti di lavoro, tanto che, sempre secondo questa stima, un lavoro generato a Disneyland Paris porta alla Francia altri 3 posti di lavoro.

Il 10 luglio 2014 viene realizzata un’attrazione dedicata al personaggio di “Remy”, il topo protagonista del film Ratatouille, fiaba a cartoni animati ambientata proprio nella capitale francese. Il suo costo è stato di 150 milioni di Euro e, alla sua realizzazione ci hanno lavorato 4mila persone, 150 ingegneri delle immagini e 44 società francesi. Consiste in una dark ride su vagoncini automatizzati lungo un percorso con schermi 3D.

Questa attrazione, peraltro, è di esclusiva di Disneyland Paris, che mostra così anche una certa peculiarità nella catena Disney e un miglioramento grafico.

2017, Disneyland Paris compie un quarto di secolo

Il 2017 è quello dei 25 anni di vita di Disneyland Paris. Per l’occasione, ospita la nuova versione dell’attrazione Star Tours, chiamata Star Tours: The Adventure Continues e una nuova versione delle Space Mountain ridisegnate a tema Star Wars e rinominate per l’occasione “Hyperspace Mountain”. Sono stati poi annunciati miglioramenti e rimodernamenti alle attrazioni già in essere, con l’aggiunta di animatronic raffiguranti Jack Sparrow all’attrazione Pirates of the Caribbean. Nonché nuovi spettacoli e parate a tema Star Wars e Topolino, Mickey et le Magicien.

Lo scorso anno diventa anche importante in quanto la Walt Disney Company ha acquisito il 95% di Euro Disney S.C.A., rilevando pure il 9% della società dalla Kingdom Holding del Principe Saudita. Lasciando il restante 5% aperto in Borsa per un costo di 2 euro.

Nel 2018, invece, come detto nell’incipit, sono state annunciate le realizzazioni di 3 nuove aree tematiche dedicate a Frozen, Star Wars e X-Men. La prima è uno degli ultimi grandi successi Disney, che ha mosso un massiccio merchandising. Il secondo è una saga fantascientifica lunga quarant’anni, ideata da George Lucas, che non ha bisogno di presentazioni e ancora oggi sfoggia nuovi episodi. L’ultima si riferisce ai personaggi della Marvel di cui la Disney ora come detto detiene i diritti cinematografici tramite l’acquisizione della 20th Century Fox.

Disneyland Paris curiosità

Vediamo ora qualche curiosità riguardante Disneyland Paris. Nel 1997, qui si svolse la ventesima tappa della cronometro individuale del Tour de France. Vinta dallo spagnolo Abraham Olano della Banesto.

Il parco nel 2012 è stato utilizzato come sfondo per il video musicale del singolo di Noemi: Se non è amore.

Disneyland Paris è stato chiuso al pubblico solo in 2 occasioni: nel dicembre 1999 a causa di un violentissimo tornado, che devastò il parco e alcuni hotel. E ben 4 giorni consecutivi, dal 14 al 17 novembre 2015, per commemorare le vittime degli attentati del 13 novembre precedente.

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