Dimissioni volontarie online: difficoltà all’italiana

Ad un mese dall'introduzione delle dimissioni on line si analizzano i dati derivanti dalla presentazione delle domande

Sono trascorsi trenta giorni dalla introduzione della nuova procedura di presentazione delle dimissioni volontarie, secondo cui l’interruzione del rapporto professionale deve realizzarsi mediante domanda on line sul sito del Ministero del LavoroTirando le somme, i risultati sono però poco rincuoranti.

I problemi delle dimissioni volontarie online

Dimissioni volontarie online. Credits. Lavoro.gov.it
Dimissioni volontarie online. Credits. Lavoro.gov.it

C’è addirittura chi recrimina la carenza di una preventiva fase di sperimentazione della procedura, prima della sua effettiva entrata in vigore.

Sebbene infatti la rivoluzione normativa recentemente introdotta con il Jobs Act renziano sia stata pensata principalmente per arrestare il fenomeno illegale delle dimissioni in bianco, l’iter incontra ancora l’ostilità dei lavoratori, soprattutto i più grandi, che devono interfacciarsi con la tecnologia.

Senza contare che l’accesso al portale del Ministero del Lavoro per la presentazione della domanda è possibile solamente se il lavoratore è in possesso del proprio PIN, fornito da INPS, i cui tempi di risposta nel caso di invio presso il proprio domicilio si aggirano intorno ai venti giorni.

A questo si sommano le difficoltà del lavoratore nella compilazione del modulo, a causa di indicazioni poco chiare e della giovane introduzione della procedura, ancora sconosciuta ai molti.

Le difficoltà più rilevanti che si sono evidenziate fanno particolare riferimento alla corretta indicazione della Pec del datore di lavoro o all’individuazione della data corretta di cessazione del rapporto da inserire.

Gli errori di compilazione nelle domande online di dimissioni volontarie

Quale risultato, il 50% delle domande presentate evidenziano  errori nella compilazione.

Niente paura. La normativa ha previsto la possibilità di appoggiarsi all’aiuto di un “Soggetto abilitato” quali Patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali o commissioni di certificazione.

Questi avranno il compito di assistere il lavoratore in tutto l’iter di cessazione del rapporto, senza le lungaggini del PIN personale e servendosi di Consulenti esperti nel settore.

Restano escluse dalla procedura solo i rapporti di lavoro domestico e le dimissioni disposte nelle sedi conciliative, previste all’art. 2113, comma 4, c.c.

A fronte delle gravi difficoltà riscontrate in questo primo periodo, con una nota inviata alla Direzione Generale dei sistemi informativi, il Ministero del Lavoro risponde sul proprio sito ai maggiori dubbi che sono sorti in merito all’utilizzo della domanda on line.

Tra i più rilevanti, il Ministero chiarisce che in caso di invio di dimissioni telematiche errate, perché non rientranti nel campo di applicazione della normativa, non è necessaria la revoca della domanda.

inoltre la comunicazione obbligatoria di cessazione non è valida se il lavoratore non ha rispettato le modalità di invio telematico previste.

Sulla base dei chiarimenti forniti, si prospetta una maggiore consapevolezza nell’utilizzo del nuovo strumento comunicativo e l’obbligo, per tutti i lavoratori, ad approcciarsi alla nuova normativa. Ed alla tecnologia. Via |Nota direttoriale del 24 Marzo 20146.