Dimissioni per giusta causa: quali casi e domanda disoccupazione

Per poter godere dello stato di disoccupazione, è necessario che il rapporto di lavoro non sia terminato in modo volontario, ma ci sono eccezioni

Molti disoccupati si pongono questo quesito: ho diritto alla Naspi (ovvero l’indennità di disoccupazione) se il rapporto di lavoro è terminato tramite dimissioni per giusta causa? E quali sono i requisiti? Infatti, il dubbio sorge poiché, come noto, per poter usufruire dell’indennità di disoccupazione la cessazione del rapporto subordinato deve essere involontaria. Ossia avvenuto mediante licenziamento del dipendente per opera del datore di lavoro, o per la fine del contratto (purché esso duri un tot di giorni).

Tuttavia, ci sono anche delle eccezioni, proprio come le cosiddette dimissioni per “giusta causa”. Ossia quelle dimissioni inoltrate dal dipendente al sopraggiungere di determinate condizioni che hanno reso complicato, se non impossibile, proseguire col lavoro che stava svolgendo. Di seguito vediamo in quali casi si ha diritto all’indennità di disoccupazione.

dimissioni per giusta causa
Immagine di un caso di mobbing

Dimissioni per giusta causa: i casi previsti

Le dimissioni per giusta causa possono verificarsi nelle seguenti condizioni:

  • mancato pagamento della retribuzione da parte del datore di lavoro;
  • il dipendente ha subito molestie sessuali dal proprio datore o da qualche collega;
  • è sopraggiunto un peggioramento delle mansioni da espletare rispetto a quelle concordate all’inizio del rapporto di lavoro;
  • il dipendente ha subito mobbing (termine col quale si indicano le pressioni psicologiche subite dal lavoratore per opera del suo datore);
  • sono variate sensibilmente le condizioni di lavoro;
  • spostamento della sede fisica del lavoro senza particolari motivazioni tecniche, organizzative e produttive previste dall’art. 2103 del Codice Civile che lo giustificassero;
  • dimissioni presentate durante il periodo di maternità, che va da trecento giorni precedenti la data presunta di nascita fino al compimento del primo anno di vita del bambino.

Dimissioni per giusta causa: quando si ha diritto all’indennità

Il lavoratore dimissionario ha diritto all’indennità di disoccupazione per i motivi sopraelencati e anche quando la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta in modo cordiale e consensuale col datore. Nella cosiddetta “procedura di conciliazione” prevista dal Codice civile. Divenire un disoccupato che gode dell’indennità significa anche partecipare a corsi di formazione professionale che spingano verso il suo reintegro nel mercato del lavoro e a proposte dei Centri dell’Impiego.

Dimissioni per giusta causa: come presentare domanda

Per ottenere l’indennità di disoccupazione anche in caso di licenziamento volontario per giusta causa, occorre recarsi presso il Centro per l’Impiego del proprio Comune. Il dipendente dimissionario deve così sottoscrivere l’impegno ad essere disponibile lavorativamente in modo immediato e a compilare il cosiddetto modulo Did. Fatto ciò, dovrà andare presso uno sportello INPS per richiedere la Naspi, l’indennità di disoccupazione. In realtà, per rendere più veloce la pratica, il modulo Did può essere compilato anche presso l’INPS stessa.