Diffida ad adempiere: come funziona la lettera di risoluzione del contratto

La diffida, meglio conosciuta come diffida ad adempiere, non è altro che un’intimidazione che un soggetto può utilizzare nei confronti di un altro soggetto, affinchè lo stesso adempia ad un determinato obbligo previsto contrattualmente.

La diffida ad adempiere è uno strumento utile che assolve a rapido sollecito o risoluzione di un contratto, alternativo rispetto alla procedura giudiziale. A differenza della messa in mora, la diffida ad adempiere può essere inviata da ogni soggetto privato in caso di gravi inadempimenti contrattuali.

Si pensi ad esempio ad un soggetto fornitore che, in base ad un contratto di fornitura consegnata al proprio cliente, debba ricevere l’accredito relativo alla merce consegnata. Nei casi in cui il cliente non adempia contrattualmente, prima di ricorrere alla messa in mora, il fornitore può inoltrare allo stesso cliente la diffida ad adempiere: in questo caso, si sollecita il destinatario ad adempiere il pagamento della fornitura consegnata.

Nei casi concreti e nella prassi commerciale sono davvero tantissime le fattispecie in cui può essere utile ricorrere ad una diffida ad adempiere. In questa guida, data la rilevanza che riveste questo strumento di sollecito, è necessario analizzare la disciplina normativa contenuta all’articolo 1454 del Codice civile, la struttura della lettera da inoltrare, le modalità di invio e le conseguenze derivanti dopo l’inoltro della diffida ad adempiere.

Diffida ad adempiere: Normativa civilistica (articolo 1454 Codice Civile)

Come già anticipato la normativa legislativa della diffida ad adempiere è contenuta all’articolo 1454 Codice Civile dato che si tratta di una modalità attraverso la quale è possibile chiedere l’adempimento di un obbligo contrattuale da parte di un soggetto contraente.

Il testo normativo recita: “Alla parte inadempiente l’altra può intimare per iscritto di adempiere in un congruo termine, con dichiarazione che, decorso inutilmente detto termine, il contratto s’intende senz’altro risoluto.

Il termine non può essere inferiore a quindici giorni, salvo diversa pattuizione delle parti o salvo che, per la natura del contratto o secondo gli usi, risulti congruo un termine minore.

Decorso il termine senza che il contratto sia stato adempiuto, questo risoluto di diritto”.

Quest’ultimo comma dell’articolo 1454 c.c. anticipa già la differenza che intercorre tra diffida ad adempiere e la messa in mora.

Infatti, la diffida ad adempiere è una “forma di autotutela” che viene riconosciuto in capo ai soggetti contraenti per poter richiedere la risoluzione del contratto senza l’intermediazione di un giudice.

Scaduto il termine (15 giorni) dopo la diffida ad adempiere si può richiedere la restituzione ed il rimborso delle eventuali somme o beni corrisposte per contratto (che sarà risoluto) e l’eventuale risarcimento del danno.

Di qui, si comprende come la diffida ad adempiere sia un atto:

  • unilaterale fondato sull’azione di una sola parte,
  • recettizio dato che produce effetti solo se recepito dal destinatario.

Inoltre, la stessa deve essere redatta per iscritto e deve contenere il termine entro il quale il contratto si riterrà risoluto.

Affinchè la diffida ad adempiere giunga a conoscenza del soggetto destinatario, si deve spedire la lettera mediante raccomandata o posta elettronica certificata (PEC) da verificare prima di inoltrarla.

Come strutturare una lettera di diffida

Sebbene sia abbastanza semplice strutturare una diffida ad adempiere, è sempre buona prassi e consigliabile rivolgersi ad un legale che vi aiuti e vi assista.

La lettera ad adempiere deve essere strutturata in tre diverse parti:

  • nella prima parte si riportano le generalità del mittente e del destinatario e l’oggetto della lettera che deve essere ben chiaro,
  • nella parte centrale della lettera si devono riportare i contenuti e le principali motivazioni che hanno indotto il soggetto mittente ad inviare la lettera al soggetto destinatario,
  • nella terza parte si riporta il “vero” contenuto della diffida ad adempiere domandando al soggetto destinatario di adempiere all’obbligazione in un periodo di tempo non inferiore ai 15 giorni.

Decorso il termine, il contratto è risoluto.

Come inviare una diffida ad adempiere?

Come già precedentemente anticipato, una diffida ad adempiere può essere inoltrata mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o mediante Posta Elettronica Certificata (PEC).

Effetti e conseguenze dopo aver inoltrato la diffida ad adempiere

Dopo aver inviato la diffida ad adempiere, sono diverse le conseguenze e gli effetti derivanti:

  • adempimento da parte del soggetto destinatario,

risposta con una lettera da parte del legale del destinatario, nella quale sono esposte le sue ragioni. È possibile che le parti “negozino” in modo tale da raggiungere ad una soluzione più soddisfacente per entrambi

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