Differenze tra Forex e Mercato Obbligazionario

Il forex è senz’altro uno dei mercati più apprezzati. Soprattutto, è il mercato che più di ogni altro è protagonista di questa stagione finanziaria. Certo, buona parte del suo successo è stato determinato dall’improvvisa massa pubblicitaria che, a un certo punto, ha intasato bacheche e pagine web. Il forex si è conquistato presto la fama di “mercato facile”. Falso, ma ciò ha contribuito a fare avvicinare molti neofiti.

C’è comunque chi non ha ceduto alle sirene dell’advertising e ha continuato a fare quello che aveva fatto fino a quel momento: investire su altro. In molti, per esempio, hanno insistito nel preferire il mercato obbligazionario.

In un certo senso, è proprio l’obbligazionario a rappresentare la vera nemesi del forex, il suo nemico più acerrimo. Il motivo è, sia chiaro, puramente tecnica. La verità che i due “sistemi” sono totalmente complementari. Dove uno eccelle, l’altro si dimostra debole. Viceversa, dove uno scarseggia, l’altro eccelle.

A questo punto è lecito chiedersi chi dei due sia il migliore, dunque il più profittevole. Rispondere a bruciapelo vuol dire rispondere con la pancia, quindi in maniera (quasi sicuramente) sbagliata. E’ necessario, in via del tutto propedeutica, procedere con un confronto tra i due mercati.

Innanzitutto, va specificato cosa si intende per mercato obbligazionario. Molto sinteticamente, è l’insieme di scambi che interessa titoli di debito emessi da organismi pubblici e privati. Aziende, banche, enti pubblici, persino amministrazioni e Tesoro nazionali. In questa sede, questi ultimi non saranno trattati, dato che vengono in genere trascurati per la diversità rispetto agli altri tipo di obbligazioni.

I criteri di descrizione sono tre: liquidità, volatilità, reattività.

Liquidità. Il primo posto è aggiudicato dal forex. Il mercato valutario produce un ricircolo di denaro veramente impressionante. Si consideri che solo la coppia euro-dollaro muove ogni giorno 3.000 miliardi di dollari, più di tutto il debito sovrano dell’Italia. L’obbligazionario è invece “più povero” e muove in totale solo 459 miliardi.

Volatilità. Un mercato più è volatile più consente ai trader di guadagnare. Ma anche di perdere. L’approccio ideale è quello del “surfista freddo”. Bisogna spostarsi da una fase di volatilità e l’altra rimanendo sempre sulla cresta dell’onda. Non è facile, dal momento che spesso alla volatilità si accompagna l’imprevedibilità. Ad ogni modo, se si confrontano forex e obbligazionario, a uscire vincitore è ancora una volta il forex – almeno in termini di pip.

Reattività. E’ un concetto importante. Un mercato reattivo subisce la pesante influenza dei fattori esterni. Non è chiaro se occorra affidarsi a un mercato reattivo o meno, anche perché è il rischio di volubilità, e quindi di imprevedibilità è molto alto. Ad ogni modo, il mercato meno reattivo è quello obbligazionario. L’unico elemento che lo influenza pesantemente non riguarda l’economia ma lo stato di salute dell’ente che l’ha emesso. C’è solo un parametro “macro” che ha potere sulle obbligazioni: il tasso di interesse di mercato. Questo è inversamente proporzionale al prezzo. E’ sufficiente sapere questo.

In definitiva, sia il forex che le obbligazioni rappresentano delle buone alternative. Il giudizio finale dipende da cosa si cerca. Se l’obiettivo è investire il proprio denaro in modo più o meno sicuro ed evitare patemi, allora la migliore scelta è rappresentata dall’azionario. Se invece si intende cedere alle sirene della speculazione, si pensa al trading come se fosse una sfida, allora è il forex l’alternativa maggiormente desiderabile.