Deutsche Bank, favorita in stress test secondo Financial Times

Il caso Deutsche Bank continua a far scuotere l’Unione europea e il sistema bancario del vecchio continente. Ad aggravare la posizione della banca tedesca – centrale per l’Ue visto che è una delle principali banche del Paese che ne è la locomotiva – ci si mette pure un’accusa di un quotidiano molto autorevole: il Financial Times. Secondo il quale Deutsche Bank avrebbe ricevuto favoritismi da parte della Banca centrale europea, nell’ambito degli stress test bancari che sono stati condotti alla fine dello scorso mese di luglio. Cerchiamo di capirne di più.

Deutsche Bank, dati gonfiati da Bce durante stress test

La Deutsche Bank, per difendersi dai cali dei titoli di borsa, ha utilizzato proprio il suo successo negli stress test per difendere la propria credibilità. Invece, secondo il Financial Times, i suoi dati sono stati gonfiati mediante una concessione speciale da parte della Vigilanza bancaria unica europea. In che modo? Essi includono i circa 4 miliardi di dollari provenienti dalla vendita della quota nella cinese Hua Xia. Cosa invece irregolare, dato che l’operazione non era ancora andata a buon fine alla data utile (31 dicembre 2015) e dunque quei quattro miliardi non potevano essere considerati negli ultimi stress test della banca tedesca.

Deutsche BankMa non finisce qui. Quella quota, tra le altre cose, ad oggi non è neanche stata ceduta. Cosa che doveva accadere a fine anno scorso. Deutsche Bank rassicura che ciò avverrà entro la fine di quest’anno, ma fatto sta che la banca tedesca è l’unica ad aver avuto questo favoritismo rispetto ad altri cinquanta istituti di credito che presentavano casi analoghi. Si pensi alla spagnola Caixabank, che ha ceduto le proprie attività estere alla capogruppo Criteria Holding per 2,65 miliardi di euro lo scorso marzo, non potendole però includere nel computo ai fini dello stress test.

Deutsche Bank favorito in stress test, come risponde la Bce

Com’era andato lo stress test per Deutsche Bank? Il suo Cet1 si è attestato, secondo i risultati degli stress test, al 7,8%. Considerando anche la succitata cessione della quota a Hua Xia, avrebbe raggiunto il 7,4%. Numeri comunque rassicuranti in entrambi i casi, ma è chiaro che avvicinarsi all’otto per cento ha rassicurato ancora di più gli investitori già piuttosto nervosi. Intanto la Bce non ha commentato l’indiscrezione – che tuona come un’accusa – del Financial Times – limitandosi ad affermare che essa tratta “tutte le banche allo stesso modo in linea con quanto previsto dai regolamenti”. Sarà, ma sembra profilarsi un nuovo scandalo Dieselgate che ha investito un altro simbolo della forza tedesca: Volkswagen.