Detrazioni fiscali figli a carico, risparmio energetico, lavoro dipendente

La legge di stabilità 2016 ha introdotto numerose novità

Con il termine detrazioni fiscali si indicano quei meccanismi atti a ridurre la pressione fiscale sul reddito delle famiglie. Trattasi di diritti che emergono al presentarsi di determinate condizioni e pertanto diviene essenziale esserne a conoscenza per usufruirne. Se in precedenza vi abbiamo già parlato delle detrazioni per spese mediche, illustrandovi in quali condizioni e per quali servizi se ne può beneficiare, in questa sede vi illustriamo come calcolare detrazioni per figli a carico, risparmio energetico, lavoro dipendente.

detrazioni fiscali figli a carico
Una famiglia numerosa

Detrazioni fiscali per figli a carico

Partiamo dalle detrazioni fiscali previste per i figli a carico. Una misura che cerca di incentivare le coppie a fare figli. D’altronde, l’Italia come il resto d’Europa, patisce da un ventennio delle cosiddette ”nascite zero” (conteggio tra numero di nascite e morti totali in un determinato arco temporale). Il beneficio fiscale per chi ha figli fiscalmente a carico è riconosciuto dal TUIR e consiste in una detrazione d’imposta, ovvero uno sconto sull’IRPEF da versare. Tale beneficio viene attuato dallo stesso datore di lavoro e pertanto si concretizza in una busta paga mensile ”più pesante”, proprio per la riduzione delle imposte sottratte all’importo totale.

Per beneficiare delle detrazioni fiscali per figli a carico occorre percepire un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Nel computo bisogna però tenere presente pure di altre entrate, che però non rientrano in quello totale perché soggetti a tassazione sostitutiva o ne sono esentati. Tale tetto non deve essere superato neanche nel corso dell’anno e in tal caso, la detrazione non viene beneficiata neppure in parte. Questo tipo di detrazioni sono beneficiate da lavoratori dipendenti e pensionati. I dati si intendono invariati in modo automatico, altrimenti deve essere il contribuente a darne comunicazione (ad esempio nel caso che uno dei figli vada a vivere da solo, percepisca un proprio reddito, si sposi, ecc.).

Come si calcola la detrazione per figli a carico

Le detrazioni fiscali dono indirettamente proporzionale al reddito complessivo annuo, fino ad azzerarsi per i redditi più elevati (ossia quelli pari o superiori ai 95mila euro, che diventano 80mila per coniugi o altri familiari a carico). Questa è la detrazione fiscale prevista:

  • 1220 euro per figli che abbiano meno di tre anni;
  • 950 euro per quelli con più di 3 anni;
  • a questi importi vanno aggiunti duecento euro per ciascun figlio, nel caso in cui la prole sia di più di tre unità; che diventano quattrocento in caso di figlio disabile.

Quanto al calcolo, occorre procedere come segue:

  • sottrarre 95mila al proprio reddito complessivo, poi sottrarre la deduzione scaturita dall’abitazione principale e alle sue relative pertinenze, e aggiungere i redditi dei fabbricati assoggettati al computo della cedolare secca;
  • dividere quanto viene sempre per 95mila;
  • ancora, moltiplicare la detrazione teorica per il coefficiente che abbiamo ottenuto effettuando la precedente divisione.
  • La formula sarebbe: detrazione di base x [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000]

Ancora, In caso di più figli, a 95mila occorre aggiungere 15mila euro per ciascun figlio successivo al primo. Che poi diventano 110mila per due figli a carico, 125mila per tre figli, 140mila per quattro figli e così via).

Ecco un esempio pratico:

Una coppia percepisce rispettivamente 30mila e 25mila euro e ha tre figli a carico con età superiore ai tre anni. La detrazione IRPEF cosiddetta teorica che spetterebbe sarebbe di 2.850 euro, che corrisponde a 950 euro per ogni figlio del contribuente. Ciò significa pari a 1.425 euro per ogni genitore (ovvero il cinquanta percento rispettivamente a entrambi). La detrazione cosiddetta reale ammonta invece, in totale, a 2.223 euro complessivi.

detrazioni lavoro dipendente
Un dipendente calcola le sue detrazioni

Detrazioni per lavoro dipendente: quali sono

Veniamo ora alle detrazioni fiscali per lavoro dipendente (ma anche a quanto hanno un contratto a progetto, co.co.co. ed ai percettori di altri redditi assimilati come ad esempio l’indennità di disoccupazione Naspi). Esse si calcolano in rapporto ai giorni di detrazioni spettanti nel mese. Nella fattispecie la Legge di Stabilità 2016 non ha apportato modifiche all’art. 13 del TUIR. Alla luce di ciò, resta quanto in vigore dal primo gennaio 2014. Dunque queste disposizioni:

  • Le detrazioni ammontano a 1.880 euro, qualora il reddito complessivo non superi gli ottomila euro. L’ammontare della detrazione non può essere meno di seicentonovanta euro. Per i lavori a tempo determinato, la detrazione spettante non può essere invece inferiore a 1.380 euro;
  • Detrazione di 978 euro, aumentata del prodotto tra 902 euro e quanto corrisponde al rapporto tra 28mila euro (ridotto del reddito totale), e 20mila euro, qualora l’ammontare del reddito complessivo sia più di ottomila ma non oltre i ventottomila euro;
  • 978 euro, se il totale supera i 28mila e ricade rentro i 55mila euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55mila euro, ridotto del reddito complessivo, e 27mila euro.

Detrazioni per lavoro dipendente: come si calcola

Quanto al calcolo per le detrazioni da lavoro dipendente è giusto ricordare che il reddito complessivo scaturisce dal calcolo della somma di tutti i redditi percepiti dal contribuente al lordo dei cosiddetti oneri deducibili, includendo anche l’unità immobiliare che funge da abitazione principale e dunque stabile, nonché sempre le cosiddette relative pertinenze. Si ricorda che la cosiddetta rendita catastale della propria abitazione in cui si vive stabilmente (definita dal fisco quindi principale) e sempre delle sue relative pertinenze, va dichiarato tra i redditi dei fabbricati e pertanto va sommato a tutti quegli altri redditi che sono goduti per poter determinare il reddito complessivo. Pertanto, da quest’ultimo si toglie la rendita catastale dell’abitazione principale e delle sue pertinenze, per escludere l’importo dalla base imponibile per calcolare l’Irpef.

Quanto al numero di giorni utili al calcolo della detrazione, si devono in ogni caso comprendere le festività, i riposi settimanali e gli altri giorni non lavorativi, mentre vanno sottratti i giorni per i quali non spetta alcuna retribuzione. L’anno va considerato sempre di 365 giorni, anche in caso sia bisestile. La detrazione annua spettante in base al reddito presunto viene divisa per 365 e moltiplicata per i giorni di detrazione nel mese. Quindi si vede anche se il mese sia di 28, 29 o trenta giorni. Al contrario, non sono previste riduzioni in caso di particolari modalità di articolazione dell’orario di lavoro (si pensi ai casi di part-time orizzontale, verticale o ciclico), né in caso di scioperi. Ancora, in caso di contratto a termine, se il contratto di lavoro termina nel corso del mese, ai fini della detrazioni si calcoleranno precisamente i giorni in cui ha lavorato nel mese. In caso di lavori part-time, le detrazioni si calcolano sempre su 365 giorni. In presenza di più redditi, al lavoratore la detrazione per lavoro dipendente spetta una sola volta e quindi va ricalcolata la tassazione. Infine, per i cosiddetti lavori a intermittenza (stipulati mediante contratto a chiamata), si parla di indennità di disponibilità ed è anch’essa considerata reddito di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 51, c. 1 del Tuir.

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Anche chi svolge lavori di riconversione energetica ha diritto a detrazioni

Detrazioni fiscali per risparmio energetico: le novità

Se nulla è cambiato con la Legge di Stabilità in merito alle detrazioni per figli a carico, diverse sono invece le detrazioni in favore dell’ambiente. I cosiddetti Ecobonus. Siamo infatti in presenza di una detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficienza energetica negli edifici. Ma anche per altre tipologie di intervento sempre in favore di una svolta green dei propri edifici.

Entrando nel dettaglio, la Legge di stabilità 2016 proroga fino al 31 dicembre 2016 la detrazione fiscale del 65% su Irpef e Ires, estendendo l’incentivo anche alle spese sostenute per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di “dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nelle unità abitative”. Ancora, per gli interventi nei condomini, è possibile cedere l’ecobonus alle aziende che fanno i lavori in cambio di uno sconto. In questo modo anche agli inquilini incapienti possono beneficiare delle detrazioni. Il tutto va ovviamente dichiarato e chiarito all’Agenzia delle Entrate. Infine, altra novità importante è che le detrazioni da ecobonus sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari, sempre per interventi realizzati su quegli immobili di loro proprietà che sono adibiti ad edilizia residenziale di tipo pubblica.

Detrazioni fiscali per risparmio energetico: chi ne usufruisce e per quali immobili

Vediamo ora chi può usufruire degli Ecobonus:

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa;
  • le associazioni tra professionisti;
  • gli enti pubblici e privati purché non svolgano una attività commerciale e purché siano assoggettati al pagamento dell’imposta cosiddetta Ires.
  • Ancora, anche i titolari di un diritto definito reale sull’immobile oggetto dei lavori di riqualificazione ambientale; i condomini, ma solo per la parte relativa agli interventi sulle parti ritenute comuni condominiali; gli inquilini; i familiari del possessore.

Quanto alla tipologia di immobili, vi rientrano le unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale). Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione.

Detrazioni fiscali per risparmio energetico: come si calcolano e si documentano

Viene detratta dall’Irpef o dall’Ires su 10 anni, il 65% della spesa sostenuta. Non è però cumulabile – sempre per gli stessi interventi – con la detrazione del 50% per le ristrutturazioni o con altri incentivi come il conto termico. Sono detraibili tutte le spese concernenti i lavori, anche quelle di progetto e amministrative.

Quanto alla documentazione da esibire per poterne beneficiare, occorre esporre:

  • tutte e Fatture e le ricevute comprovanti le spese sostenute e le ricevute dei bonifici;
  • occorre un tecnico abilitato che attesti che i lavori eseguiti corrispondano a quanto dichiarato. Per finestre inclusi gli infissi, le caldaie e i pannelli solari la prova tecnica può essere sostituita dalla certificazione riportata dal produttore.
  • l’attestato di certificazione o di qualificazione energetica, eccezion fatta per pannelli solari o per le finestre sostituite;
  • la scheda informativa che riporta i lavori eseguiti.