Detrazioni figli a carico: mini guida per sfruttarle al massimo

Le detrazioni per figli a carico sono un’occasione per i contribuenti per scalare dalle tasse parte delle svariate spese per che li riguardano. Per venire incontro alle esigenze delle famiglie italiane alle prese con la crisi e le difficoltà di bilancio, la dichiarazione dei redditi 2016 presenta alcune novità positive, che aumentano l’entità del risparmio complessivo che si può ottenere in termini di minori imposte versate, e allo stesso tempo allargano la platea dei contribuenti interessati. Ad esempio, chi ha figli che frequentano scuole materne, elementari e medie potrà finalmente portare in detrazione le spese per l’iscrizione obbligatoria, le rette mensili e le mense scolastiche.
Ormai da due anni, inoltre, le agevolazioni hanno avuto un sensibile incremento passando da 800 a 950 euro per ciascun figlio, e da 900 a 1220 euro se i figli hanno meno di tre anni. È anche aumentata da 220 a 400 euro la deducibilità aggiuntiva in caso di disabilità del figlio, mentre se i figli a carico sono più di tre scatta una maggiorazione di ulteriori 200 euro di detrazione per ciascuno dei figli: per le famiglie più numerose, sapere gestire bene le detrazioni per figli a carico può fare rientrare, scalandole dalle tasse, fino a 1420 euro per figlio.
Ecco una mini guida per sapere quando considerare a carico il proprio figlio e quali spese è possibile inserire nel modello 730 per scaricarle dalla dichiarazione dei redditi 2016.

Bamboccioni sempre a carico

detrazioni figli a carico Credits Connor Tarter flickrI figli, gioia e dolore di ogni famiglia. Dolori soprattutto per il portafoglio, visto che già dal primo anno di vita un figlio può arrivare a costare, stando alle analisi di Federconsumatori e sempre che non lo si vizi troppo, fino a quasi 15 mila euro. Per fortuna il fisco ci fornisce la possibilità di rientrare almeno da una parte delle spese, come quelle per salute, istruzione e attività sportive, detraendole dalle imposte sul reddito.
Questo vale anche se tuo figlio ha 40 anni e ancora non ne vuole sapere di abbandonare il tetto natale. Anche il più ostinato dei bamboccioni, infatti, dà diritto ad ottenere le detrazioni, visto che l’età dei figli non conta per considerarli a carico. Non viene considerata dal fisco neanche la residenza: se tuo figlio è andato a vivere per conto suo, anche all’estero, ma non lavora o lavora poco e sei tu a pagargli l’affitto e le utenze, puoi considerarlo a pieno titolo a tuo carico.

Detrazioni figli a carico: dipende dal loro reddito

I contribuenti con figli, siano essi naturali riconosciuti, adottati, affidati e affiliati, possono scaricare dalle tasse molte spese che li riguardano, a partire dalle spese mediche. Per usufruire delle detrazioni, tuttavia, i figli devono essere considerati “a carico” dal fisco.
Per considerare a carico tuo figlio non conta dove vive e la sua età, bensì il suo reddito. Esiste infatti un tetto, corrispondente a 2840,51 euro di reddito complessivo al lordo degli oneri deducibili, oltre il quale il fisco decide che il figlio può badare alle sue spese, e non è più a tuo carico. Se, ad esempio, nel 2015 ha lavoricchiato per un paio di mesi percependo 3000 euro, scordati le detrazioni che lo riguardano.
modello 730 dichiarazione redditi detrazioni figliPer il fisco, in questo caso, sono compresi nel reddito complessivo del figlio quello d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione sia del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, il cosiddetto regime “dei minimi”), sia del regime per le nuove attività produttive (art. 13 della legge n. 388/2000 – Finanziaria 2001).
Parimenti, nel limite di reddito di 2.840,51 euro che il familiare deve possedere per essere considerato fiscalmente a carico vanno computati anche il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni, le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali e la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi.

Dichiarazione dei redditi e figli: le spese si detraggono a partire dal nido

Credits: Canale ufficiale Città di Parma flickrIl fisco viene incontro anche alle famiglie fin da quando i figli sono piccoli, consentendo di detrarre le rette degli asili nido, sia pubblici che privati, fino a un massimo di 632 euro. Un contributo di certo parziale, se si considera che la retta mensile di un asilo nido privato a tempo pieno secondo i dati di Federconsumatori può superare i 780 euro, ma che sommato alle altre detrazioni può avere un certo impatto nel diminuire il peso delle tasse e a far quadrare i bilanci familiari.
Dall’imponibile Irpef si possono inoltre scalare tutti i contributi previdenziali e assistenziali che sono stati versati per le baby sitter che badano ai tuoi bimbi, con un tetto massimo di spesa deducibile di 1.549,37 euro, indipendentemente dal tuo reddito. A tal fine dovrai conservare le ricevute dei bollettini Inps

Novità dichiarazione dei redditi 2016: tutti i costi per l’istruzione coperti dalle detrazioni

Se fino all’anno scorso le detrazioni per i contribuenti con figli a carico avevano un inspiegabile “salto” dall’asilo nido fino alle scuole secondarie superiori, senza alcuna agevolazione per chi aveva figli frequentanti le scuole dell’obbligo, con la riforma della “buona scuola” varata nel luglio scorso questa anomalia può dirsi in parte sanata, a valere sulla dichiarazione dei redditi 2016.
Credits Maria Grazia Montagnari flickrL’importante novità introdotta per il modello 730 del 2016 è che sarà possibile inserire (nel quadro E, rigo E13) tra le spese in detrazione dalle tasse tutte quelle sostenute dai figli durante la frequenza della scuola d’infanzia e delle scuole elementare primaria e secondaria inferiore, comprese le spese per le mense scolastiche ed escluse quelle per i testi scolastici e la cancelleria. Il tetto massimo annuo per figlio studente è di 400 euro e quindi, in soldoni, lo sconto che si può ottenere dalle tasse è pari a 76 euro.
Restano altresì detraibili dalla dichiarazione dei redditi 2016 tutte le spese per l’istruzione secondaria e universitaria, comprese le iscrizioni per eventuali anni fuori corso, dottorati di ricerca e master condotti da istituti universitari: il 19% di quanto speso nel periodo d’imposta 2015 ti verrà scalato dalle tasse.
Le detrazioni fiscali valgono sia che tuo figlio abbia frequentato istituti pubblici, sia che si sia rivolto a istituti privati, ma nel caso dei corsi universitari privati, che hanno di solito cospicue tasse d’iscrizione, vale la regola che il massimo detraibile è il corrispondente degli importi medi di tasse e contributi delle università statali così come stabiliti ogni fine anno in sede ministeriale
Anche gli affitti per le residenze universitarie fuori sede, se situati ad almeno 100 km di distanza e in una provincia differente dal proprio domicilio fiscale, sono detraibili fino a un limite di 2633 euro. Restano invece non detraibili le spese per i testi universitari.
Se tuo figlio ha già finito l’università puoi ancora usufruire di detrazioni sulla sua istruzione, se decidi di pagare i contributi necessari per riscattare la sua laurea: puoi scalare dalle tasse il 19% di quanto versato all’Inps, senza alcun limite d’importo.

Le detrazioni fiscali nel modello 730 per le spese per attività sportive dei figli

detrazioni figli attività sportive Credits teammarche flickrSe il tuo figlio a carico ha un’età compresa tra i 5 e i 18 anni e svolge un’attività sportiva dilettantistica si può detrarre il 19% delle spese di iscrizioni annuali e abbonamenti a palestre, piscine e altre strutture e impianti sportivi o delle spese vive per la partecipazione ad attività sportive.
Il massimale della detrazione è di 210 euro, e quindi il risparmio fiscale per figlio può arrivare ad una quarantina di euro l’anno: non molto, ma tutto fa brodo per diminuire il peso delle tasse. La detrazione fiscale sarà concessa solo dietro presentazione di ricevute “parlanti”, che specifichino la denominazione della società sportiva organizzatrice, la tipologia di attività sportiva e l’esplicita finalità dilettantistica. Dovranno essere riportati, inoltre, i dati anagrafici di tuo figlio e il tuo codice fiscale.

Sostieni l’istruzione? Il fisco ti fa lo sconto

Se hai a cuore il futuro dei tuoi figli e hai deciso di sostenere anche economicamente gli istituti nei quali si stanno formando, il fisco prevede la possibilità di detrarre tutte le donazioni in favore degli istituti scolastici, sia statali che paritari senza scopo di lucro, finalizzate all’innovazione tecnologica (compreso il semplice acquisto di cartucce per stampanti), all’edilizia scolastica (ad esempio il pagamento piccoli e urgenti lavori di manutenzione o di riparazione) e all’ampliamento dell’offerta formativa (rientra in questo ambito persino l’acquisto di fotocopie per le verifiche o gli approfondimenti dei figli). Sono comprese nelle detrazioni anche le donazioni in favore di università e istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.

A ciascun genitore la metà delle detrazioni

730Le detrazioni per i familiari a carico variano in base al reddito del contribuente, e possono spettare per intero, solo in parte o non spettare in assoluto a seconda dello scaglione di appartenenza sulla base della propria situazione reddituale. Anche per questo motivo le detrazioni per i figli a carico non possono essere ripartite liberamente tra entrambi genitori: tranne che in caso di separazione legale e in altre situazioni specifiche, a ciascun genitore spetta il 50% di detrazione per ogni figlio a carico.

Conserva tutta la documentazione per 5 anni

Con i figli bisogna pensare al domani anche quando si ha a che fare con la dichiarazione dei redditi. Per i cinque anni successivi alla fine del periodo d’imposta, quindi in questo caso fino al 31 dicembre 2020, il fisco può chiedere conto di quanto riportato sul modello 730 del 2016. Prepara dunque un cassetto dove conservare ricevute, fatture, scontrini e tutta la documentazione sulla base della quale hai maturato il diritto alle detrazioni.

Come calcolare le detrazioni per i figli a carico

Tutte le detrazioni figli a carico sono applicabili in linea teorica, poiché quanto effettivamente spettante alle famiglie diminuisce all’aumentare del reddito. In genere, infatti, chi ha un reddito superiore ai 95 mila euro annui non ha diritto ad alcuna agevolazione, importo aumentato di 15 mila euro per ogni figlio successivo al primo. Al di sotto di questa soglia, le detrazioni si calcolano nel seguente modo: si sottrae il proprio reddito complessivo, al netto dell’abitazione principale, alla cifra di riferimento dei 95 mila euro, e poi si divide il risultato ancora per 95 mila. Si ottiene così un coefficiente, che va moltiplicato per la detrazione base in modo da determinare la cifra da detrarre.
La formula per il calcolo delle detrazioni per figli a carico è quindi la seguente:
detrazione base = 95 mila – reddito complessivo / 95 mila

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Il 730 può essere scaricato anche online già precompilato

Di questi calcoli, verosimilmente, si occuperà il Caf o il professionista autorizzato al quale demandiamo la compilazione del modello 730, sempre che non si accetti la dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Ciò che i contribuenti devono conoscere, invece, è la tipologia di spese riguardanti i figli a carico da tenere da conto, conservando per tempo la relativa documentazione, per usufruire al massimo delle detrazioni.
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate tanti strumenti e servizi per avere ulteriori chiarimenti.