Detrazione spese mediche: come funziona, a chi spetta

La Legge di stabilità 2016 ha introdotto diverse novità riguardo la dichiarazione dei redditi precompilata per le spese mediche effettuate dal contribuente, e che vuole detrarre tramite detrazioni fiscali. Tra le più importanti, occorre annoverare le nuove disposizioni riguardanti la trasmissione dei dati delle spese da parte di medici, ospedali, strutture convenzionate al SSN e non, presso i quali si è beneficiato di una prestazione sanitaria o medica.

Il contribuente ha la possibilità di detrarre dalle tasse le spese mediche e sanitarie sostenute nel corso dell’anno precedente, sia per conto del contribuente che fa la dichiarazione dei redditi, sia per conto di un familiare a carico o non a carico, o di un disabile presente nel nucleo familiare. Ma anche in favore di animali domestici o randagi, per i quali si è acquistato un medicinale o si è effettuata una operazione. Ricordiamo altresì che deve trattarsi delle spese sanitarie riconosciute per legge, pari al 19% IRPEF al lordo della franchigia di 129,11 euro.

Il vantaggio del 730 precompilato è che il contribuente può, comodamente dal proprio Pc e sul sito dell’Agenzia delle entrate, controllare la propri dichiarazione. Con le spese mediche inserite automaticamente dallo stesso Fisco nel Modello. Altrimenti, se si utilizza la dichiarazione dei redditi tradizionale in formato cartaceo, andranno inserite dal contribuente nel rigo E1 a E5. Vale la pena ricordare che le spese sanitarie detraibili per i familiari non a carico è pari a 6.197,48; mentre l’importo totale delle spese deve essere indicato nella sua interessa e non al netto della franchigia di euro 129,11. Ci sono però delle eccezioni a tale paletto.

Fatto questo cappello introduttivo, vediamo ora tutti gli aspetti delle spese sanitarie nel 730 Precompilato

Spese mediche nel 730 Precompilato: cosa cambia

Tocca ai medici di famiglia, agli ospedali, alle strutture mediche convenzionate col Sistema Sanitario Nazionale, quelle private e anche non convenzionate, studi privati, dentisti, ecc., trasmettere ogni anno entro il 28 febbraio i dati delle spese sanitarie sostenute dai contribuenti all’Agenzia delle Entrate. Per farlo, dovranno accedere al “Sistema tessera sanitaria” predisposto per tale scopo dall’Agenzia delle entrate. Tali figure sanitarie dovranno trasmettere questi dati:

  • Codice fiscale del contribuente o del familiare a carico cui le spese sanitarie fanno riferimento;
  • Codice fiscale, o numero di partita Iva, e denominazione di chi ha effettuato le prestazioni;
  • Data di ogni singola ricevuta o fattura della spesa medica-sanitaria effettuata;
  • Tipo di spesa sostenuta: la struttura o il medico deve dichiarare la tipologia di prestazione, quindi ticket, farmaci, acquisti o affitti di un dispositivo medico, servizi sanitari erogati dalla farmacia, farmaci destinati agli animali domestici, visite mediche generiche e specialistiche, operazioni chirurgiche, ricoveri, e così via;
  • Importo di ogni singola spesa sanitaria;
  • la data del rimborso.

Da ciò si evince quindi come nel Sistema tessera sanitaria vengano elencati per ogni contribuente i totali di spesa ed ogni loro tipologia. Tranne quelle spese contro le quali l’assistito abbia manifestato l’opposizione. Di cui ci occuperemo più avanti. Sarà poi premura del Fisco italiano provvedere alla determina dell’importo complessivo delle spese mediche detraibili, ed ad indicarle appunto nel 730 precompilato.

Spese mediche riscontrabili nel 730 precompilato

Il contribuente può verificare le spese mediche e sanitarie inserite nel 730 precompilato, può accedervi tramite appunto il 730 precompilato. Qui potrà quindi verificare se le seguenti tipologie di spese siano state inserite:

  • Totale delle spese sanitarie agevolabili in maniera automatica e i relativi rimborsi in base alle tipologie di spesa;
  • Totale delle spese sanitarie agevolabili solo qualora siano presenti casi particolari, quali per esempio acquisti o affitti di protesi non rientranti nei dispositivi medici con marcatura Ce, le cure in terme, le operazioni di chirurgia estetica e i relativi rimborsi.

Qualora il familiare risultasse a carico di più contribuenti, le spese saranno inserite nel loro 730 precompilato, ma in maniera proporzionale in base alla percentuale di carico. Le spese mediche inserite dai medici nel 730 precompilato sono consultabili entro il 15 aprile, nell’apposita sezione della dichiarazione dei redditi precompilata.

Come opporsi all’inserimento delle spese mediche nella dichiarazione dei redditi

Prima abbiamo solo accennato a questa possibilità. Della quale invece ci occupiamo in questo paragrafo. La Legge di stabilità 2016 succitata dà infatti la possibilità a quei contribuenti che non vogliano far apparire i propri dati di spesa sanitaria nel 730 precompilato, ad esercitare una obiezione sull’utilizzo dei dati.

Come può fare il contribuente a far sì che una o più spese mediche sostenute non compaiano nel 730 precompilato? La legge gli fornisce una di queste opzioni:

  • Scontrino parlante: in genere le Farmacie, dopo l’acquisto presso il loro esercizio di un prodotto scaricabile, chiedono se il contribuente voglia scaricare o meno l’acquisto. In tal caso, il cittadino può anche dire di no. Non fornirà quindi il suo Codice fiscale, o, se il suo nominativo è già presente nel database della Farmacia, non consentirà al farmacista di cercarlo;
  • richiedendo per via verbale al medico che ha effettuato la prestazione o alla struttura sanitaria che sulla ricevuta o sulla fattura venga annotata l’opposizione;
  • entrando con il proprio account di Fisconline nell’area autenticata del sito Sistema tessera sanitaria. Tale opzione è prevista dal 2016 per i dati di spesa medica sanitaria. Con questa modalità, il cittadino ha il diritto di manifestare la sua opposizione per ogni singola voce di spesa dal primo al 28 febbraio dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento. Quindi, per fare un esempio, se la prestazione sanitaria è stata effettuata nel 2016, doveva farlo dal primo al 28 febbraio di questo anno.

Quali sono le spese mediche detraibili nella dichiarazione dei redditi

Abbiamo detto quanto le spese mediche inserite nella dichiarazione dei redditi beneficino di una detrazione pari al 19% Irpef. Sia nel caso in cui vengano effettuate dal contribuente, sia nel caso in cui siano effettuate per conto del coniuge o del familiare a carico. Tali spese mediche devono però essere dimostrabili tramite regolare fattura, ricevuta fiscale, parcella o scontrino parlante. Su questa documentazione, devono essere riportate la spesa sostenuta, il codice fiscale del beneficiario della prestazione, la tipologia di prestazione di cui quest’ultimo ha beneficiato, la qualità e la quantità dei prodotti acquistati.

Quali sono le spese mediche che si possono detrarre? Le seguenti:

  • i Ticket sanitari;
  • gli interventi chirurgici e i trapianti;
  • le visite mediche prestate da dottori generici, specialisti e omeopati;
  • assistenza infermieristica e quella fisioterapica;
  • gli esami di diagnostica e di laboratorio se però prescritti dal medico di base;
  • le cure dentistiche odontoiatriche;
  • le spese per l’acquisto o il noleggio di attrezzature mediche;
  • le spese per le cure presso centri termali sempre però se prescritte dal medico di base (non rientrano però nel computo l’eventuale viaggio e soggiorno necessitante);
  • le spese per l’assistenza, le cure e i farmaci appannaggio di anziani ricoverati negli istituti.

Come funziona per le spese mediche per disabili

Le spese mediche in favore dei disabili sono invece deducibili nella loro interezza. Le spese in favore di un familiare disabile a carico, oltre a quelle sopra descritte, sono anche quelle riguardanti l’assistenza infermieristica e riabilitativa o diretta della persone, acquisto di veicoli, cani guida, dispositivi, sempre in favore del diversamente abile.

Spese mediche detraibili: come funziona la franchigia e il 19%

Abbiamo accennato in precedenza al fatto che la detrazione delle spese mediche sanitarie da parte dei contribuenti corrisponde al 19% Irpef. Quest’ultima va calcolata indicando nella dichiarazione dei redditi l’importo totale della spesa sostenuta nel corso dell’anno dal contribuente in suo favore o per quello del coniuge o familiare a carico o per assistenza al disabile.

Dalla cifra totale, il sostituto di imposta, il caf presso cui ci si rivolge o il commercialista, applica il 19% della detrazione scontando la franchigia di 129,11 euro. Il tetto limite per le detrazioni riguardanti le spese sanitarie per i familiari non a carico è pari a 6.197,48 euro.

Tuttavia, se tale tetto viene varcato, non superando comunque i 15.493,71 euro, il contribuente può pagare l’importo in 4 rate ogni anno di pari importo nelle successive quattro dichiarazioni dei redditi dei quattro anni successivi.

Le spese sanitarie detraibili sulla dichiarazione dei redditi 2017 al 19% sono le seguenti:

  • Spese sanitarie rientranti nella categoria E1;
  • Spese sanitarie per familiari non a carico rientranti nella categoriaE2;
  • Spese sanitarie per persone con disabilità rientranti nella categoria E3;
  • Spese in veicoli per persone con disabilità;
  • Spese per l’acquisto di cani guida;
  • Totale spese sanitarie per le quali è stata richiesta la rateizzazione nella precedente dichiarazione E6;
  • Assicurazioni sulla vita, le assicurazioni gli infortuni, le assicurazioni sull’invalidità e sulla non autosufficienza;
  • Spese veterinarie;
  • Spese sostenute per servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordi.

Come funziona la detrazione delle spese sanitarie

La detrazione per le spese veterinarie nella dichiarazione dei redditi, comprensive anche delle spese per la medicina destinata agli animali domestici o randagi per affezioni o per lo svolgimento di attività sportive, rientra sempre nel 19% di Irpef. Le detrazioni spettano indifferentemente dal fatto che si sia proprietari dell’animale o dal numero di animali che si possiede. E la soglia massima per le spese veterinarie che è possibile detrarre è pari a 387,34 euro, circoscritte alla parte che eccede la franchigia di 129,11 euro. Non si ha diritto, di contro, alla detrazione di imposta per le spese veterinarie sostenute in favore di animali utilizzati per l’attività agricola.

A partire dalla dichiarazione dei redditi 2017, le spese sanitarie sono inserite direttamente nel modello precompilato, da sommare con le altre nuove spese mediche nel 730 precompilato 2017.

Come inserire le spese mediche nel 730

Per quanti non utilizzano il 730 Precompilato, la detrazione delle spese mediche va inserita nella Sezione 1 del modello di dichiarazione. In questa modalità:

  • Codice 1 le spese sanitarie nel rigo E1;
  • Codice 2 le Spese sanitarie per familiari non a carico nel rigo E2;
  • Codice 3 le Spese sanitarie per i familiari diversamente abili nel rigo E3; Codice 4 le spese per veicoli destinate ai famigliari diversamente abili nel rigo E4;
  • Codice 5 le Spese per l’acquisto di cani guida da indicare nel rigo E5.

Va poi detto che nella dichiarazione dei redditi non sono detraibili le spese mediche sanitarie sostenute nell’anno precedente già però rimborsate nello stesso anno. Si penso per esempio alle spese risarcite per danni alla persona e le spese sanitarie sostenute dal datore di lavoro o ente pensionistico o dal contribuente verso enti o casse con fine esclusivamente assistenziale. Le quali vengono sancite da contratti, accordi o regolamenti aziendali. Il cui importo totale è di 3.615,20 euro. Motivo? Non contribuiscono alla formazione del reddito imponibile da lavoro dipendente.

Abbiamo poi già detto che, qualora i costi medici inseriti nei righi E1, E2 ed E3, superassero in totale il limite dei 15.493,71 euro, la detrazione andrà divisa in 4 quote annuali dello stesso importo. Nella fattispecie, il contribuente deve barrare l’apposita casella, mentre il calcolo delle quote e la detrazione spettante sarà effettuato dal sostituto di imposta, dal Caf o dal professionista abilitato.

Come inserire le spese sanitarie nella dichiarazione dei redditi

Veniamo ora invece all’inserimento delle spese sanitarie da inserire nella dichiarazione dei redditi.

Rigo E1 – Spese sanitarie

Nella colonna 2 va inserito l’importo totale della spesa effettuata in favore del contribuente, del suo coniuge o del familiare a carico. Su questo importo si calcola la detrazione del 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Poi, nello stesso rigo, vanno aggiunte le spese sanitarie effettuate per acquistare farmaci, ovviamente sempre documentate con regolare fattura o tramite lo scontrino parlante. Su tali documenti fiscali devono essere riportati:

  • la tipologia del farmaco;
  • la quantità dei farmaci acquistati;
  • il codice alfanumerico che viene espresso sulla scatola;
  • il codice fiscale del destinatario del medicinale.

Nella colonna 1 della medesima riga, occorre poi indicare le spese riguardanti le patologie esenti dalla spesa sanitaria pubblica. Sebbene il Servizio sanitario Nazionale riconosce l’esenzione del ticket.

Rigo E2: spese sanitarie per familiari non a carico

In questo rigo il contribuente deve indicare, invece, quelle spese sanitarie espletate appannaggio di quei familiari non a carico affetti da patologie esenti. In questo caso, il tetto limite di spesa per queste fattispecie da indicare nel Rigo 2 corrisponde a 6.197,48 euro. La detrazione del 19% sul totale delle spese mediche indicate nei righi E1 ed E2, viene calcolata direttamente dal Caf, dal commercialista o dal sostituto d’imposta. Solo però per quell’importo che supera la franchigia di 129,11 euro. Sotto la quale non si ha diritto a detrazioni.

Rigo E3 – Spese sanitarie per persone con disabilità

In questo caso, il contribuente deve indicare l’importo totale della spesa sanitaria effettuata per le persone diversamente abili e più precisamente per i costi sostenuti al fine di acquistare i mezzi per accompagnare, sostenere nella deambulazione, nella locomozione e nel sollevamento del diversamente abile. Nonché di tutti quei dispositivi realizzati per favorire la loro autosufficienza ed integrazione nella società. In questo caso, non è prevista la succitata franchigia e la detrazione del 19% spetta per l’intero importo.

Rigo E4 – Spese veicoli per persone con disabilità

In questa riga il dichiarante ha il diritto di indicare le spese mediche sostenute per l’acquisto di veicoli in favore dei diversamente abili. Compresi quelli adattati alla capacità motoria del familiare diversamente disabile e i veicoli per trasportare non vedenti, persone con handicap fisico e mentale, e i non udenti. Rispetto alla precedente, per questa tipologia di spesa medica la detrazione è prevista fino ad un massimo di 18.075,99 euro. Solo però nel caso in cui il veicolo è utilizzato esclusivamente o prevalentemente dalla persona affetta da disabilità. La detrazione fiscale, inoltre, va divisa in quattro quote annuali del medesimo importo. L’intero importo della spesa sarà indicato nel rigo E4, mentre nella relativa casella sarà indicato il numero 1 al fine di esprimere la volontà di iniziare con la prima rata.

Rigo E5 – Spese per l’acquisto di cani guida

In questa riga, il dichiarante deve indicare la spesa sanitaria effettuata per l’acquisto del cane guida in favore di familiari non vedenti. La detrazione spettante è per una sola volta e anche qui va suddivisa in 4 quote annuali dello stesso importo. Almeno che non si smarrisca il cane guida.

Rigo E6 – Spese sanitarie rateizzate in precedenza

Questa parte della Dichiarazione dei redditi è solo riferita a quei contribuenti che negli anni addietro, vale a dire dal 2012 al 2014, hanno rateizzato la detrazione di spesa.

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