Def governo Renzi: il documento spiegato in 3 minuti

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha presentato il Documento di economia e finanza (Def). Cerchiamo allora di riepilogare in maniera sintetica quali siano i contenuti del provvedimento.

80 euro in più in busta paga: l’iniziativa probabilmente più attesa (soprattutto, dai 10 milioni di persone direttamente interessati) è quella che permetterà – dalla busta paga di maggio – di poter godere di 80 euro in più al mese. Un benefit che è relativo a tutti i dipendenti che hanno un reddito lordo annuo inferiore ai 25 mila euro. Una sorta di “quattordicesima” (così l’ha definita Renzi) che costerà 6,7 miliardi di euro l’anno per il 2014, e 10 miliardi di euro a regime.

Taglio dell’Irap: per controbilanciare i benefici ai lavoratori dipendenti, il governo Renzi ha altresì predisposto la riduzione dell’Irap. Stando alle ultime indicazioni, il governo punterebbe a un taglio immediato dell’imposta di almeno il 10%.

Coperture garantite da Iva, banche e tagli: per quanto concerne l’elemento atteso delle coperture degli sforzi di cui sopra, il governo ha affermato che il taglio dell’Irpef verrà sostanzialmente sostenuto da riduzioni della spesa pubblica per 4,5 miliardi di euro, e dall’incremento del gettito Iva per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, e dalla tassazione sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia per altri 2,2 miliardi di euro. La riduzione del 10% dell’Irap sarà invece assicurata dall’aumento delle rendite finanziarie al 26%.

Tassazione rendite finanziarie: come appena ricordato, una delle principali voci di copertura sarà proprio relativa all’aumento della tassazione delle rendite finanziarie. Il governo Renzi opterà pertanto per un incremento dal 20% al 26% di tutte le rendite finanziarie, esclusi i Bot.

Taglio agli stipendi pubblici: tra i tagli più evidenti delle iniziative del governo Renzi spicca la riduzione del tetto agli stipendi dei manager della pubblica amministrazione, con allineamento al tetto massimo di retribuzione del Capo dello Stato (circa 238 mila euro). Tale riduzione, nelle prospettive elaborate dal Def, dovrebbe permettere un risparmio di circa 350 – 400 milioni di euro.

Privatizzazioni: infine, tra i macro argomenti introdotti dal governo, quello delle privatizzazioni. Il Tesoro stima di poter incassare tra i 10 e i 12 miliardi di euro l’anno tra il 2014 e il 2016, ottenendo risorse che andranno a ridurre il debito. Tra le privatizzazioni sul breve termine, quella delle Poste, che dovrebbe sbarcare sui listini dei mercati regolamentati entro la fine dell’anno, e di Enav.