Def, Che Farne del Tesoretto da 1,5 mld?

Nell’ambito di definizione del Def, il documento programmatico, è magicamente spuntato un tesoretto da 1,5 miliardi di euro. Uno spazio importante, per il premier Matteo Renzi, che può ben presentare i prossimi mesi con una ricetta apparentemente ghiotta: nessuna nuova tassa (ma nemmeno tagli alle tasse, pare) e la presenza di un bonus spendibile per il welfare, o giù di lì. Che farne, dunque?

Le idee sono tante, ma i soldi – per quanto importanti – non infiniti. Per il presidente della commissione lavoro della camera, Cesare Damiano (Pd) le misure interessate da tale impiego saranno certamente quelle del già citato welfare: una parola talmente ampia da ricomprendere una lunga ed eterogenea lista di potenziali sbocchi, non ben identificati. Via libera, pertanto, alle ipotesi più o meno fantasiose: c’è chi sostiene che i destinatari saranno i pensionati, chi invece afferma che saranno coloro che si accingono ad andare in pensione, introducendo un nuovo criterio di flessibilità per chi va in pensione dai 62 anni di età.

Naturalmente, le opposizioni fibrillano. Il capogruppo dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, afferma che Renzi vorrebbe “comprarsi le elezioni regionali come le europee con gli 80 euro”, e la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini, la pensa in maniera non dissimile: “Si vede che il Pd non è così sicuro di esito regionali e ricorrere a misure spot. Peraltro neanche nuova: bonus è un film già visto”. Più propositivo Matteo Salvini, il leader della Lega Nord, secondo cui se Renzi ha trovato un miliardo e mezzo di euro, “li destini immediatamente alle vittime della legge Fornero, sennò andiamo a tirargli le orecchie per ore”.

Ma da dove nasce il “tesoretto”? L’emersione del bonus da 1,5 miliardi di euro è il frutto dell’evidenza dello scarto tra l’andamento del deficit tendenziale (2,5% del Pil) e quello programmatico (che invece rimane fissato al 2,6%), che il governo punta a raggiungere nel 2015. In altre parole, il governo peggiora oggi i conti, ma rimanendo dentro la flessibilità concessa dall’Unione Europea, al fine di recuperare delle risorse da destinare ai propri cittadini. Una mossa astuta – si potrà dire – che ha permesso di sfruttare lo 0,1% di gap tra il tendenziale e il programmatico proprio per recuperare 1,5 miliardi di euro.

Considerato che mancano ancora molte settimane alla decisione su come sfruttare il tesoretto, sembra che l’elenco delle ipotesi sia ben lungi dall’essere concluso…

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