Debiti Pubblica Amministrazione: Tempi, Modalità e Priorità

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Il decreto pagamenti della Pubblica Amministrazione è diventato realtà, e questo è un fatto positivo. Finalmente le aziende che vantano crediti nei confronti degli enti pubblici potranno ricevere il denaro che spetta loro di diritto. Eppure, qualche dubbio è sorto qua e là circa l’efficacia del provvedimento. Il Movimento 5 Stelle, per esempio, ha sottolineato la lentezza delle procedure attraverso le quali i debiti verranno saldati. In effetti, tutto appare abbastanza macchinoso. E’ necessario allora fare luce su alcuni aspetti: tempi, modalità, priorità.

Priorità

Ad avere la priorità sono i pagamenti che non sono stati soggetti a cessione pro soluto. Il pro soluto si ha quando chi cede il credito (es. un azienda) non deve rendere conto dell’eventuale insolvenza del debitore (la pubblica amministrazione) al cospetto di chi “accoglie” il credito (es. la banca). Il decreto incalza il Governo nella promozione di convenzioni tra associazioni di categoria del sistema creditizio e le maggiori associazioni imprenditoriali. Lo scopo è la creazione di una piattaforma di monitoraggio che vigili sulla destinazione e sulla buona riuscita dei pagamenti. Ad ogni modo, ogni ente pubblico creditore pubblicherà sul proprio sito Internet il calendario dei pagamenti, classificandoli per tipologia di credito e dimensione dell’importo.

Tempi e modalità

Il decreto disciplina con molta precisione i tempi e le varie fasi del pagamento. In generale, vengono assegnate molte responsabilità agli enti debitori, relegando a loro la gestione della maggior parte delle procedure. In particolare, le amministrazioni che hanno contratto il debito sono tenute a comunicare l’importo dei debiti e la data di erogazione degli stessi entro il 30 giugno 2013. Entro il 5 luglio dello stesso anno, poi, le amministrazioni devono aver pubblicato la lista dei soggetti a cui è stata già fatta comunicazione, in modo che gli eventuali esclusi possano procedere con i dovuti ricorsi. Le liste e le varie info vengono pubblicati nei siti Internet dei vari debitori.

Il decreto, infine, prevede delle sanzioni per chi non rispetta le direttive di cui sopra. Vi è, nello specifico, responsabilità civile e personale (vengono punite le persone nello specifico). Ogni giorno di ritardo comporta una sanzione di 100 euro.

Le aziende e i soggetti creditrici possono invocare l’intervento supplettivo dello Stato qualora gli enti pubblici non adempissero ai loro obblighi.

Il problema Patto di Stabilità

Di per sé, il pagamento “in massa” dei debiti delle Pa non sarebbe una cosa legale. Tra le aziende e la riscossione del credito vi è il macigno del Patto di Stabilità, la normativa che vieta alle Regioni, alle Province e ai Comuni di spendere più di una determinata cifra ogni tot di tempo. Il decreto prevede, per ovvie ragioni, lo sforamento del Patto di Stabilità allo scopo di erogare i pagamenti, a patto però che gli enti inoltrino regolare richiesta. Chi non inoltra la richiesta entro il 15 settembre 2013 è soggetto a sanzione. Sono soggetti a sanzione anche chi ha richiesto e ottenuto la possibilità di sforare, ma non destina il 90% della somma generata dallo sforamento per i pagamenti. Questo entro la chiusura dell’esercizio finanziario del 2013.