Decreto PA: la Commissione termina l’esame degli emendamenti

Nuovo passo in avanti per il decreto PA: la Commissione Affari Costituzionali della Camera ha infatti terminato l’esame degli emendamenti al decreto legge di riforma della Pubblica amministrazione, fornendo il via libera al prosieguo dell’iter del “ricco” provvedimento.

Nonostante l’ampiezza e la profondità dell’iniziativa di governo, cerchiamo di estrapolare alcuni dei punti fondamentali. Il primo è probabilmente legato alla delicata questione dei pensionamenti e dei prepensionamenti: in particolare, viene eliminato il trattenimento in servizio, che permette di rimanere a lavoro per altri due anni oltre al termine originario. Al fine di incrementare ulteriormente la portata della disposizione, viene altresì ammesso che l’amministrazione possa porre il personale in pensionamentodufficio“, senza distinzione di ruolo e grado (il provvedimento riguarda quindi anche i dirigenti). La previsione – accompagnata dall’indicazione che la scelta deve comunque essere motivata da esigenze organizzative, e sempre senza arrecare alcun pregiudizio ai servizi offerti ad altri enti o alla cittadinanza – è accompagnata dalla fissazione di limiti minimi di età sotto i quali non si può scendere: 62 anni per il complesso dei lavoratori pubblici, 65 anni per i medici e per i professori, 70 anni per i magistrati.

Tra le altre novità, il dimezzamento dei diritti camerali, che sarà spalmato in tre anni: dal – 35% del 2015 al – 40% del 2016, si arriverà all’obiettivo conclusivo del – 50% solamente nel 2017. In questo modo vengono concessi più mesi alle Camere di Commercio, affinchè possano riorganizzarsi e far così fronte ai mancati introiti che deriveranno da tale provvedimento (400 milioni di euro, a regime).

Altro punto di grande attenzione riguarda la scuola. Con il provvedimento è infatti stata risolta – forse definitivamente – la questione relativa alla quota 96, che permette di sbloccare circa 4 mila pensionamenti nella scuola: si tratta, nella fattispecie, di quegli insegnanti che sono rimasti a lavoro al termine dell’iter della riforma Fornero, che non ha tenuto conto della data di pensionamento del settore, legata all’anno scolastico e non a quello solare.

Importante è infine il provvedimento relativo all’Anticorruzione, rivisto proprio su proposta del governo. In seguito alle ultime innovazioni si conferisce al presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, il potere di proporre al prefetto una gestione straordinaria del contratto di appalto o della concessione.