Decreto Mutui: quando la banca può espropriare l’immobile

Il nuovo decreto legislativo (decreto mutui)  in materia di mutui immobiliari prevede un particolare meccanismo utilizzato per l’estinzione del finanziamento e prevede nuove regole in materia di mutui e trasparenza sul mercato.  Il decreto, approvato in maniera definitiva in data 20 aprile 2016, nel dettaglio prevede la restituzione dell’immobile all’istituto di credito e potrà essere applicato retroattivamente. La norma sarà applicata a partire dal 1° Novembre 2016 e le disposizioni dovranno arrivare entro il 30 Settembre 2016.

Decreto Mutui quando banca espropriare immobile
Quando la banca può espropriare l’immobile

Decreto Mutui 2016: come funziona l’esproprio

A partire dall’entrata in vigore del decreto quindi banca e cliente hanno la possibilità di prevedere una particolare clausola con la quale si prevede che al momento dell’inadempimento l’acquisizione dell’immobile o il ricavato della vendita dello stesso possano essere destinati a pagare il debito residuo. In particolare qualora l’eventuale eccedenza derivante dalla vendita dovrà essere restituita al debitore (in questo caso l’istituto di credito ha l’obbligo di cercare di vendere l’immobile al miglior prezzo).

Altre peculiarità del nuovo istituto sono la circostanza che la banca non può subordinare l’erogazione del mutuo alla sottoscrizione della clausola, il consumatore ha la possibilità di avvalersi di assistenza gratuita per stabilire se sia conveniente o meno l’apposizione del nuovo istituto, ed inoltre viene specificato che il mancato inadempimento si verifica qualora non siano pagate 18 rate mensili (vengono esclusi i ritardati pagamenti).

L’esproprio è in vigore anche sulla prima casa?

La clausola di vendita immobile in caso di inadempimento non può essere inserita in caso di surroga del mutuo (solo in sede di conclusione del contratto) e non viene applicata nel caso di rinegoziazione dei contratti di mutuo sottoscritto prima dell’entrata in vigore del decreto. Qualora la banca effettui la vendita all’asta secondo il codice di procedura civile, il debitore avrà comunque una moratoria di sei mesi dal termine della procedura esecutiva.

In merito alla stima dell’unità immobiliare il decreto prevede che sia la  Banca d’Italia a fissare i dettagli attuativi. La valutazione dovrà pertanto essere affidata a periti esperti che dovranno avere standard affidabili, tenendo conto anche dei valori Omi stabiliti dall’Agenzia delle Entrate.

Altra novità del decreto mutui è la possibilità di conversione in valuta nel reddito percepito o nella valuta del paese di residenza. Qualora il debito residuo vari di oltre un quinto rispetto a quanto risulterebbe applicando il tasso di cambio tra valuta del mutuo ed euro la banca ha l’obbligo di segnalarlo al debitore.