Decreto Crescita, le novità per edilizia ed energia

Il decreto crescita porta delle importanti novità per l’edilizia e l’energia; prevista anche l’estensione del sisma bonus (a tutte le classi di rischio sismico). Con esse sono state introdotte anche delle novità in merito alle detrazioni fiscali.

Di seguito analizzeremo le novità introdotte dal decreto in materia di edilizia e di energia

Decreto Crescita: quali novità per edilizia ed energia?

Il decreto Crescita pubblicato in gazzetta ufficiale il 30 aprile scorso, è diventato realtà il 1 maggio. Dovrà poi essere convertito in legge entro il 30 giugno affinché diventi operativo. Poche le novità rispetto a quanto era previsto in passato.

Il decreto al momento prevede 39 norme attuative, tra cui alcuni decreti ministeriali e atti che restano a carico delle amministrazioni coinvolte inerenti alla gestione delle nuove misure.

Come anticipato, il decreto non sembra prevedere importanti cambiamenti rispetto alla situazione attuale, se non per alcune norme urbanistiche di cui era stata annunciata in precedenza la modifica.

Una delle più importanti modifiche da prendere in considerazione riguarda il decreto ministeriale 1444 del 1968 in materia di distanze dai confini, densità edilizie e altezze degli edifici.

La nuova disciplina è stata in dettata dalle disposizioni dell’articolo 5 (Norme in materia di rigenerazione urbana) del decreto legge 32 del 2019, il cosiddetto Sblocca Cantieri, il quale è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale il 18 aprile scorso.

Decreto Crescita: Novità sisma bonus e riqualificazione

Per quanto riguarda il sisma bonus, il decreto ha previsto un potenziamento; in pratica coloro che acquistano un immobile presente all’interno di un edificio che dovrà essere prima demolito e poi ricostruito e che rientra all’interno delle zone sottoposte a rischio sismico di entità 2 e 3 (oltre a quelle a rischio sismico 1), potrà ottenere una detrazione fiscale del 75%. Questo vale nel caso in cui si evince chiaramente dalla realizzazione e degli interventi un miglioramento dello stesso e di conseguenza una riduzione del rischio sismico.

La detrazione aumenta e arriva all’85% nel caso in cui si realizza un passaggio a due classi di rischio inferiore.

L’incentivo riguarda tutto il territorio nazionale.

Il decreto prevede infine degli incentivi per la riqualificazione energetica anche delle proprie abitazioni private (ecobonus).

La norma prevede per tutti i soggetti che effettuano interventi di messa in sicurezza dell’edificio e di riqualificazione energetica, possano ricevere un contributo (anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento), sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante.

L’incentivo non riguarda  direttamente il soggetto proprietario dell’immobile, ma la ditta appaltatrice. Tutti i contributi saranno infatti recuperati da questa come credito d’imposta per un importo pari all’incentivo anticipato. Questo potrà essere utilizzato in compensazione per cinque quote annuali di pari importo.

Decreto Crescita: sostegno ai Comuni per interventi di efficienza energetica

Il D.C. prevede anche 500 milioni di euro per tutti i Comuni  per via del Fondo sviluppo e coesione inerente a interventi di efficientamento energetico. Esso comprende:

  • illuminazione pubblica;
  • risparmio energetico negli edifici di proprietà pubblica o destinati all’uso pubblico;
  • installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • sviluppo territoriale sostenibile;
  • adeguamento e messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale;
  • abbattimento delle barriere architettoniche;
  • progetti in materia di mobilità sostenibile.

Le risorse saranno proporzionali alla popolazione dei Comuni e vanno da un minimo di 50.000 euro per i Comuni fino a 5.000 abitanti, ad un massimo di 250.000 euro per quelli oltre i 250.000 abitanti.

In particolare il contributo è attribuito sulla base dei seguenti parametri:

  • 000,00: Comuni con popolazione inferiore o uguale a 5.000 abitanti;
  • 000,00: Comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti;
  • 000,00: Comuni con popolazione compresa tra 10.001 e 20.000 abitanti;
  • 000,00: Comuni con popolazione compresa tra 20.001 e 50.000 abitanti;
  • 000,00: Comuni con popolazione compresa tra 50.001 e 100.000 abitanti;
  • 000,00: Comuni con popolazione superiore compresa tra 100.001 e 250.000;
  • 000,00: Comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti è assegnato un contributo pari ad euro.

Infine il decreto prevede anche un miglioramento dell’efficienza della pubblica amministrazione e in particolare dei provveditorati interregionali alle opere pubbliche. Da questo ne deriva l’assunzione di 80 professionisti di elevata professionalità tecnica, all’interno dei settori di ingegneria:

  • stradale;
  • strutturale;
  • edile;
  • idraulica;
  • architettura;

Sono previste anche le assunzioni di 20 esperti in materie giuridiche nel campo delle gare e dei contratti pubblici.

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