Il Debito Pubblico Italiano non esiste, parola di Silvio Berlusconi

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Ha fatto scalpore, nelle prime fasi della campagna elettorale, la dichiarazione di Silvio Berlusconi secondo cui “lo spread è un imbroglio”. La negazione dell’esistenza della Spada di Damocle che da un anno e mezzo influenza la vita economica del nostro paese ha causato al Cavaliere accuse di irresponsabilità e di malafede.

Sottotraccia, però, Silvio Berlusconi sta facendo diffondere un’altra “evidenza” fuori dal mainstream economico e politico: il debito pubblico non esiste. Secondo il presidente del Pdl, il calcolo del debito pubblico è sbagliato perché non tiene conto dell’attivo, corrispondente ai risparmi delle famiglie, consistente in 8mila miliardi di euro. La conclusione è che l’Italia può spendere più di quel che i partner stranieri pensino, e che sul fronte del bilancio il Bel Paese gode di ottima salute.

Il ragionamento di Berlusconi ha però delle falle consistenti. Gli 8mila miliardi che gli italiani possiedono non possono compensare il debito pubblico. Questi “è dello Stato”, mentre i risparmi dei cittadini, per l’appunto, appartengono ai cittadini e non allo Stato. Lo sarebbero solo se il Governo decidesse di tassare ogni cittadino italiano di qualche decina di migliaia di euro, ma tale sanguinoso prelievo non è – evidentemente – nell’ordine delle cose. In secondo luogo, attualmente non esiste uno strumento per conoscere con esattezza quanto una nazione abbia “sotto il materasso”.

Lo scopo di Silvio Berlusconi, con queste dichiarazioni, è duplice. Innanzitutto, rappresenta un tentativo di tranquillizzare l’Europa e porre le basi per la rinegoziazione del Fiscal Compact, accordo secondo il quale ogni membro UE si impegna a dimezzare il duo debito in venti anni. Inoltre, rappresenta un tentativo di rassicurare gli italiani e di dimostrare che, nonostante il pessimismo montiano, le tasse – e quindi le entrate – si possono diminuire senza rischiare il collasso finanziario.

In verità, c’è un modo per far entrare in gioco i presunti 8mila miliardi di euro degli italiani. E’ semplice, e si sta già cominciando a fare: spingere gli italiani a compare i titoli di Stato. L’iniziativa corrispondente, BTP Italia, sta andando a gonfie vele. Si tratta semplicemente di implementarla e di foraggiarla con l’emissione di nuovi titoli.

Nel caso, per ora solo teorico, in cui gli italiani detenessero una quota veramente consistente di debito pubblico, scomparirebbe ogni – per ora solo presunta – ingerenza di Francia e Germania, le cui banche detengono attualmente il nostro debito. Saremmo finalmente padroni del nostro destino. Potremmo persino decidere di andare in default senza causare il caos internazionale.

3 commenti

  1. il debito pubblico sig.gian franco e’ stato fatto gia’ dai tempi di craxi nex e’ mai intervenuto , poi colpa anche degli italiani che non hanno mai tirato fuori le palle nex si e’ mai ribellato

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