Il debito pubblico è colpa del liberismo economico?

Il debito pubblico è uno dei problemi più grandi tra quelli che coinvolgono le economie avanzate. In Occidente, si viaggia su cifre altissime. In Italia abbiamo superato da tempo il rapporto del 130% con il Pil, mentre questa percentuale supera addirittura i 200 punti se parliamo di colossi come il Giappone.

Qual è la causa del debito? La vulgata assegna la colpa a una gestione delle finanza troppo allegra e poco attenta alle politiche di bilancio. Politiche di bilancio che, tra le altre cose, sono sostenute dalla filosofia liberista. Uno studio del Fondo Monetario Internazionale, però, rischia seriamente di compromettere questo pensiero. Si evince, infatti, che il debito potrebbe addirittura essere stato prodotto dal liberismo, o da azioni politiche che si rifanno a questa filosofia.

I due parametri, supremazia del liberismo e crescita del debito, sono legati da un rapporto di proporzionalità diretta, ma non è ancora stata dimostrata l’esistenza di un rapporto di causalità. Ciononostante, è lecito pensare che uno abbia funto da causa e l’altro abbia funto da effetto. In estrema sintesi, le politiche liberiste hanno causato l’aumento esponenziale del debito. L’indagine è stata condotta su una decina di paesi (per lo più occidentali) e ha analizzato il periodo che va dal dopoguerra ad oggi.

In particolare, si nota che nei trent’anni successivi alla fine della Seconda guerra mondiale, il debito è sceso – magari lentamente ma costantemente – un po’ ovunque. Negli ultimi trent’anni, invece, il debito è salito. Sarà un caso, ma nel periodo 1945-1975 le economie mondiali furono spinte dalle teorie keynesiane. Di contro, il periodo che va dagli anni Settanta a oggi hanno visto una progressiva e quasi inesorabile ascesa del liberismo e del neo-liberismo (a tal punto che l’Unione Europea è stata costruite in base a quei presupposti).

E’ possibile rintracciare un nesso di causalità tra i due “eventi” (debito e liberismo)? Un elemento da prendere in considerazione è il rapporto tra crescita del debito e rapporto banca centrale-Stato. Secondo Keynes, la banca centrale ha il compito di sostenere la spesa pubblica in investimenti, ovviamente in prospettiva di crescita della domanda. Secondo le teorie liberiste, la banca centrale deve spogliarsi il più possibile di queste velleità interventiste, e dovrebbe limitarsi ad evitare distorsioni sul fronte dei prezzi. Il caso italiano è un esempio lampante di come questo elemento possa spiegare la causalità tra liberismo e debito. Il debito in Italia è aumentato a partire dagli anni Ottanta. Fino a quel momento, se qualche aumento c’è stato, era stato contenuto. Quale evento ha funto da spartiacque? La risposta è semplice: il “divorzio” tra Bankitalia e Tesoro. Da quel momento in poi, il massimo istituto finanziario italiano non poté acquistare titoli di debito. Lo Stato fu costretto finanziarsi a caro prezzo (molto spesso a carissimo prezzo) nel mercato secondario e da lì, con l’aumento esponenziale della spesa per interessi, il debito lievitò a vista d’occhio.

Questa case history dimostra, tra le altre cose, una piccola grande verità: lo Stato Sociale con il debito non c’entra niente. E pensare che è tra i maggiori accusati…

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Giuseppe Briganti, 1987. Nato a Reggio Calabria, blogger, laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, sempre con il massimo dei voti. Appassionato di politica, economia, narrativa, ho cominciato a scrivere quando ho realizzato che pensare non mi bastava. Concepisco la scrittura come dialogo, battaglia tra idee e visioni del mondo. Consapevole che una verità unica ed eterna non esiste, mi piace persuadere il prossimo e, quando un’idea altrui mi conquista, farmi persuadere. Nella mia vita professionale ho scritto di qualsiasi argomento, ma trovo particolare piacere a scrivere di economia. Sono un attivista politico e ho collaborato durante la campagna elettorale con il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrosinistra.

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