Debito Italiano più Solvibile di quello Tedesco? Scopriamolo con alcune Infografiche…

debito-pubblico-solvibile

L’Italia qualche anno fa è entrata nell’infame categoria dei PIIGS, che identifica i paesi le cui non finanze sono a rischio e che soffrono di un rischio di insolvenza alto. Certo, le cose oggi sono migliorate ma chi potrebbe mettere in discussione un giudizio così negativo del Bel Paese, dal momento che solo quattro anni fa eravamo a rischio bancarotta? Qualcosa in grado di scardinare questa percezione c’è, e il riferimento non va solo agli sforzi “fiscali” a cui gli italiani sono stati chiamati di recente.

Due infografiche de Il Sole 24 Ore mostrano chiaramente che, se escludiamo il dato quantitativo (ossia la massa tout court) il nostro debito non è solo è sostenibile, ma lo è molto di più di quello tedesco.

Alcuni potrebbero storcere il naso di fronte alla decisione di trascurare il dato quantitativo, ma si tratta di una decisione fondata. Una piccola grande verità che in televisione spesso non viene detta, e che gli economisti tendono a trascurare, sta nel fatto che a incidere non è la grandezza del debito ma la sua composizione e gli interessi che si pagano su di esso. Gli interessi infatti sono gli unici elementi “debitori” che pesano sui bilanci statali. La prova di ciò si trova in Estremo Oriente. Il Giappone ha un debito di oltre 7.000 miliardi di dollari, pari al 220% del PIL. In termini assoluti, il triplo del nostro; in termini relativi, quasi il doppio. Eppure il debito nipponico è considerato tra i più solventi.

Oltre agli interessi, a influire sulla questione della solvibilità è il discorso sui detentori. Chi detiene il debito? Insomma, chi ha prestato i soldi allo Stato? Rispondere vuol dire scoprire il grado di insolvenza di un paese. E proprio le due infografiche dimostrano che, almeno da questa prospettiva, l’Italia è messa bene.

titoli-debito-pubblico

Da questa tabella si evince la quantità di debito interno, ossia in mano a individui o a istituzioni (pubbliche o private) che con il debito condividono la nazionalità. E’ sinonimo di solvenza, dal momento che non vengono convolti soggetti esteri. In breve, la parte blu (banche centrali nazionali), la parte azzurra (banche nazionali) e arancione scuro (investitori nazionali non bancari) sono ascrivibili alla categoria “creditori interni”. Ebbene, quelli italiani superano, per quota detenuta, tutti i paesi europei, persino la Germania (che in questa speciale classifica mangiano un po’ di polvere).

durata-media-debito-totale

Questa infografica mostra invece la durata media del debito. La durata è un fattore importante dal momento che più lunga è la scadenza di un debito minore è la possibilità di insolvenza: gli interessi vengono spalmati, l’onere di cercare un investitore che – al momento del rimborso – lo rimpiazzi è da porsi lontano nel tempo.

Ebbene, da questa immagine è chiaro che l’Italia è posta allo stesso livello della Germania e versa in una situazione migliore rispetto a quella di un colosso come gli Stati Uniti. La durata media del nostro debito è 6 anni. Solo il Regno Unito è staccato in modo deciso da noi, con 14 anni.