Debito: Nuovo Allarme in Europa, Mario Draghi scende in campo

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Mario Draghi ha gettato la maschera del burocrate defilato. Ormai tutti sanno che è stato lui ad aver salvato l’Italia – e di conseguenza l’Europa – da una crisi del debito che prometteva il default per tre o quattro paesi. Eppure la retorica politica aveva consegnato a Mario Monti il merito di aver abbattuto lo spread, poi rivelatosi “indice indipendente” rispetto a quanto detto o fatto dall’ex commissario europeo.

Come ha fatto Draghi a salvare la baracca? Ha innanzitutto rassicurato i mercati con una dichiarazione ufficiale e ormai leggendaria (“Utilizzeremo tutti gli strumenti possibili per salvare l’euro, anche quelli non convenzionali”). Ha poi prestato un trilione di euro alle banche affinché queste acquistassero i titoli di Stato dei vari paesi, e soprattutto quelli italiani, a interessi normali – mettendoli quindi a riparo dalla speculazione. Infine, ha regolarmente organizzato gli acquisti, da parte della Banca Centrale Europea , del debito italiano, spagnolo e così via. Ciò si è rivelato sufficiente ad abbassare lo spread fino ai duecento punti circa, una bazzecola rispetto ai picchi di novembre 2011.

La bufera finanziaria, però, sta per ricominciare. Il motivo è la recessione, che peggiora la capacità dei vari paesi di ripagare il debito. Recessione significa un prodotto minore, un prodotto minore vuol dire entrate – per il fisco – minori e, di conseguenza, ulteriori buchi di bilancio. La tempesta non sta ancora imperversando, ma già si vedono all’orizzonte i primi nuvoloni. La nuvola più nera e più gravida di pioggia si chiama Moody’s. L’agenzia di rating ha declassato il debito del Regno Unito, considerato tra i più solidi, privandolo della tripla A. Si aspetta un effetto a valanga, come spesso accade in questi casi.

Draghi si è sentito di intervenire. Certo non pesantemente, ma quanto basta per far capire che la Banca Centrale Europea ci sarà anche questa volta. Il presidente della Bce ha ordinato l’acquisto di bond emessi dai paesi in sofferenza. E giusto per evidenziare l’impegno de vertici europei e diffondere una percezione positiva nei mercati, sono state pubblicate le cifre degli acquisti 2011-2012 del debito dei vari paesi europei. In particolare, sono stati acquistati titoli italiani per 102 miliardi di euro, cifra enorme e che supera tutte le altre. Sono stati acquistati titoli spagnoli per 44 miliardi, titoli greci e portoghesi per 70 miliardi in totale, titoli irlandesi per 14 miliardi.

Tutto ciò mentre si tratta, a correnti alterne, per l’istituzione degli eurobond. La Germania, però, ha di recente riconfermato il suo netto rifiuto.