Debiti della PA: ecco i “veri” numeri stimati dalla Cgia

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, presentando le misure del Consiglio dei Ministri sui debiti della pubblica amministrazione, ha affermato che gli stessi verranno pagati, per 68 miliardi di euro, nel corso dei prossimi mesi. Una volontà che è legata anche alla possibilità di assicurare le opportune coperture alle altre iniziative del proprio esecutivo: pagando le fatture delle imprese si genera infatti nuova liquidita per pagamenti ai fornitori e investimenti, oltre alla generazione dell’atteso flusso IVA. Ora, considerando che le stime di Renzi sui debiti della PA ammontano a circa 68 miliardi di euro, il gettito Iva aggiuntivo nelle casse dello Stato si aggirerebbe intorno ai 5 miliardi.

Tutto qui? Non proprio. Secondo la Cgia di Mestre, infatti, i debiti della Pa ammonterebbero in realtà a 100 miliardi di euro, e quindi il gettito Iva potrebbe essere portato in aumento fino a 8,5 miliardi di euro. A spiegarlo è il segretario dell’associazione degli artigiani, Giuseppe Bortolussi, che ricorda come “in un momento in cui l’esecutivo è alla ricerca delle coperture necessarie per sostenere le misure per il rilancio del Paese, lo sblocco totale dei debiti della Pa darebbe una preziosa boccata di ossigeno sia alle migliaia di aziende che da anni aspettano di recuperare i propri crediti sia alle casse dello Stato che beneficerebbero del gettito Iva legato a questi pagamenti”.

Il rischio è inoltre che, prosegue la Cgia, le stime dell’esecutivo siano molto sottostimate rispetto alla realtà. La Banca d’Italia aveva ad esempio stimato i debiti complessivi della Pubblica Amministrazione in 91 miliardi di euro. Peccato che, si può ben osservare, lo studio dell’istituto banchiere si riferisce al 31 dicembre 2011, più di due anni fa, e che non comprende le aziende che hanno meno di 20 addetti, che invece rappresentano il 98% del totale delle imprese italiane.

Facendo due calcoli, la Cgia stima che le previsioni di Bankitalia siano sotto-dimensionate di circa 30 miliardi di euro rispetto al “reale“, e che – sottratti i 23 miliardi di euro di debiti che lo scorso anno sarebbero già stati pagati dallo Stato – ne deriva una carenza di ancora 100 miliardi di euro.

Nell’ipotesi in cui il governo pagasse tutto l’impoto dovuto, per il 2014 sarebbe necessario uno stanziamento di 76 miliardi di euro. Con l’applicazione delle aliquote Iva applicate, secondo l’associazione degli artigiani il gettito Iva potrebbe in realtà oscillare tra un minimo di 7,7 miliardi di euro e un massimo di 9,7 miliardi di euro.