Dati macro 23 giugno 2014: bene la Cina, male l’UE

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L’ondata di informazioni macroeconomiche proveniente da Cina e Unione Europea hanno condizionato le negoziazioni sui mercati finanziari, creando un po’ di incertezza tra gli operatori del vecchio Continente. Il merito è – da una parte – dell’indice manifatturiero del Paese asiatico, che mostra una prima espansione dell’anno superando le attese da parte dei principali osservatori. Di contro, in Europa alcune nazioni (Franca in primis) subiscono una battuta d’arresto inaspettata.

Da quanto sopra ne deriva una buona euforia sui mercati asiatici, con l’indice Pmi manifatturiero cinese che trascina l’ottimismo di breve termine. Stando a una stima preliminare di Hsbc, l’indice è salito a 50,8 punti contro i 49,4 punti di maggio, per i livelli massimi degli ultimi sette mesi e – cosa ancora più importante – per un valore che finalmente è frutto dell’espansione (segnalata dalla possibilità di vantare finalmente un valore superiore ai 50 punti, asticella che separa le fasi di contrazione da quelle di crescita).

Tornando su confini a noi più prossimi, riscontriamo invece un calo per l’indice dei servizi, manifatturiero e composito, della Francia. In Germania l’indice Pmi della manifattura cresce invece a 52,4 punti, ma nel complesso della zona euro il valore cala a 51,9 punti, per i minimi degli ultimi 7 mesi.

A livello internazionale, i mercati sono condizionati dalla situazione dell’Argentina, vicina (secondo alcuni, vicinissima) a un default che avrebbe del clamoroso e del drammatico. Pesa anche l’instabilità in Iran e in Ucraina, con risvolti che non potranno che essere gravi sul mercato energetico (petrolio e gas). La crisi iraqena sta intanto spingendo le quotazioni del petrolio, valutato che i contratti sul Wti, con scadenza ad agosto, si sono apprezzati di 62 centesimi a 107,4 dollari (il Brent tocca invece 115,28 dollari). In calo le quotazioni dell’oro dopo il positivo rally dei giorni scorsi: per il secondo giorno consecutivo il prezzo del lingotto è calato sui mercati asiatici.

In ambito valutario, l’euro continua a resistere intorno a quota 1,36 sul dollaro. Spread stabile a 160 punti, rendimenti dei Btp decennali poco mossi al 2,93%.

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Classe 1982, laureato in economia, specializzato in marketing internazionale, collabora con alcuni dei principali network editoriali italiani. Appassionato di finanza, presta servizi di consulenza editoriale dal 2002.

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