Curva dei rendimenti: cos’è e come funziona

E' lo strumento grafico per seguire i rendimenti dei titoli con scadenze diverse alle rispettive maturità

Quando si parla di Borsa, spesso sentiamo anche parlare di Curva dei rendimenti. Un grafico economico che diventa molto importante per chi segue il rendimento dei titoli azionari. Ma di cosa si tratta? E come funziona? Cerchiamo di capirlo meglio di seguito.

Cos’è la curva dei rendimenti

Curva dei rendimenti
Un esempio di curva dei rendimenti

Viene definita curva dei rendimenti, conosciuta anche come struttura a termine dei tassi di interesse, quel rapporto che collega i rendimenti dei titoli aventi scadenze diverse alle rispettive maturità di ognuno di esso. In pratica, ogni titolo è caratterizzato da una maturità, definibile anche un termine, che corrisponde a quel periodo di tempo durante il quale il titolo promette di effettuare pagamenti al possessore. Ovvero, di rendere il più possibile. Le diverse maturità tra i titoli dipendono dai prezzi diversi che caratterizzano ogni titolo e i loro rendimenti a scadenza, anch’essi specifici. La curva dei rendimenti è dunque quella traccia grafica che rappresenta il legame tra termine e rendimento in un dato istante.

Come funziona la curva dei rendimenti

L’inclinazione della curva dei rendimenti dipenderà dalle aspettative sull’andamento dei futuri tassi di interesse nel breve periodo. Se la curva presenta un’inclinazione negativa, allora i mercati attenderanno una riduzione dei tassi nel breve periodo. Pertanto, l’aspettativa di un rialzo dei tassi è associato ad un andamento crescente della curva. Dalla struttura a termine è possibile derivare anche la Curva dei tassi forward. La struttura a termine futura, o parti della stessa, possono fungere da sottostante per ulteriori titoli, i quali vengono definiti titoli derivati. Esempi di questi ultimi titoli sono le cosiddette swaption, che altro non sono che opzioni sulla realizzazione futura di alcuni tassi legati alla curva dei rendimenti futura. Questo grafico ha assunto sempre maggiore importanza negli ultimi decenni, con il prevalere dell’economia finanziaria rispetto a quella materiale. Dato che sempre più società, di settori diversi, ha deciso di quotarsi in Borsa.

Un esempio di curva dei rendimenti

esempio curva rendimenti
Un esempio di Curva dei rendimenti

Facciamo un esempio recente di come la curva dei rendimenti possa cambiare in modo marcato. Nel settembre 2012, dopo la riunione del board della Bce del 6 settembre, la curva (linea rossa) ha subito una traslazione verso il basso, con una riduzione dei rendimenti a tutte le scadenze rispetto a giugno (linea verde). La riduzione è stata però molto più marcata per le scadenze brevi (uno, due e tre anni) che per i titoli con scadenze più lunghe. Per i titoli trentennali, ad esempio, il rendimento si è ridotto dal 6,05 al 5,8 per cento (-0,25), mentre i Bot a un anno sono passati da 3,37  a 1,79 per cento (-1,58). La curva è cosi diventata più ripida.

In questo cambiamento dell’inclinazione della curva c’è un aspetto fisiologico ed uno invece che potrebbe rilevarsi alla lunga patologico. In presenza di un forte rischio di default, gli investitori chiedono un premio molto alto sulle scadenze più breve perché sono proprio quelle in cui i titoli rischiano di non venire ripagati alla scadenza. Nel momento più acuto della crisi, prima del cambiamento alla guida del governo, i rendimenti sui Bot a 12 mesi erano più alti che su scadenze più lunghe (linea blu) e l’intera curva dei rendimenti si era appiattita. Quindi il ritorno ad una curva inclinata positivamente segnala un allentamento del rischio di default. Ma dietro al forte calo dei rendimenti a breve c’è anche la scelta della Bce di concentrare gli acquisti solo su titoli con scadenza inferiore a 3 anni. Legittimo aspettarsi che questo spingerà molti governi a ridurre la durata del debito per ridurre la spesa per interessi.