CTz: cosa sono, rendimento, calendario, conviene investire?

CTz cosa sono? CTz quanto rendono? Come funzionano i CTz? Qual è il calendario dei CTz? Come investire in CTz? I CTz stanno per Certificati del tesoro zero coupon. Trattasi di particolari titoli di Stato privi di cedola, con scadenza pari a 24 mesi e possono essere un buon metodo di investimento. Di seguito riportiamo tutte le informazioni ad essi inerenti utili.

CTz cosa sono

I CTz o Certificati del Tesoro zero coupon sono titoli obbligazionari mancanti di cedola, ma vantano un tasso fisso e una durata pari o inferiore a 2 anni. In virtù di ciò, il rendimento dei CTz non scaturisce dallo stacco delle cedole, ma soltanto dal differenziale che intercorre tra il valore di rimborso (pari al valore nominale) ed il prezzo di emissione (sotto la pari). Quindi funzionano in maniera simile ai Bot.

I CTz vengono collocati sul mercato primario tramite un’asta marginale sul prezzo, e dopo quotazione sui mercati regolamentati come il MOT e MTS. I lotti minimi mediante i quali è possibile partecipare all’asta sul mercato telematico delle obbligazioni e dei Titoli di Stato (MOT) sono pari a 1.000 euro (o multipli). Mentre sul mercato telematico all’ingrosso dei titoli di Stato (definito con acronimo MTS) gli scambi non devono essere inferiori ad una cifra di 2,5 milioni di euro.

CTz cosa significa

Cosa significa CTz? Come detto, si tratta di un acronimo, stante per Certificati del Tesoro zero coupon. Il nome deriva dalla loro natura. Il loro essere titoli obbligazionari mancanti di cedola, poiché vantano un tasso fisso e una durata pari o inferiore a 2 anni.

Come investire in Ctz

Come investire in CTz? E’ possibile farlo solo tramite uno degli operatori che è abilitato a operare sul mercato primario. O acquistando post-asta sul mercato secondario gli stessi titoli, sempre tramite un intermediario autorizzato. Si ricorda riguardo queste figure, che gli intermediari istituzionali sono autorizzati ai sensi del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (i quali sono costituiti da banche ed altri operatori specializzati). Responsabile dell’asta di collocamento dei titoli sul mercato primario è la Banca d’Italia, tramite emissione di titoli che avviene per mezzo di un’asta marginale con il prezzo di aggiudicazione che viene conferito in maniera discrezionale. Così come il quantitativo che viene emesso sul mercato. Per stabilire questi punti viene approvato apposito decreto da parte del Governo in carica.

CTz tasse e commissioni

Qual è la situazione dei CTz col Fisco? Essi sono soggetti ad una ritenuta fiscale del 12,50% sullo scarto di emissione, la quale viene applicata in fase di rimborso. Anche su questo aspetto, torna utile ricordare come i Certificati del Tesoro senza cedola siano molto simili ai Buoni Ordinari del Tesoro. Ma differenziandosi da essi per il fatto che la durata è superiore.

Riguardo le commissioni, esse sono previste per l’acquisto da parte degli intermediari autorizzati dei CTZ. Ed ammontano allo 0,20% del capitale sottoscritto e sono retrocesse dal Tesoro agli intermediari finanziari al momento della sottoscrizione. Da parte loro, gli intermediari devono applicare alla clientela il prezzo d’asta, senza aggravio di commissioni.

CTz calendario

Qual è la calendarizzazione dei CTz? L’asta dei CTz avviene mensilmente in concomitanza con l’asta dei BTP. A tal fine, suggeriamo di collegarvi al al sito web ufficiale del Dipartimento del Tesoro e, poi accedere alla voce “calendari emissioni”, nella quale è possibile trovare i calendari dell’anno corrente e quelli degli anni precedenti. Qui potrete vedere sul calendario delle emissioni 2017 gli appuntamenti in calendario delle aste dei Certificati scelti (in genere si tengono verso il giorno 27 del mese, con regolamento qualche giorno successivo).

Venuti a conoscenza del valore di sottoscrizione, diventa semplice conteggiare il rendimento. Esso scaturirà dalla differenza di tale prezzo con il valore nominale.

CTz come funzionano

Abbiamo già detto che i risparmiatori che vogliono acquistare i Certificati del Tesoro Zero Coupon devono rivolgersi agli operatori istituzionali come banche o presso gli uffici postali, o sul mercato secondario dopo che è avvenuta l’emissione. L’esecuzione delle operazioni del collocamento dei CTz è affidata come detto alla Banca d’Italia. L’emissione dei CTz avviene tramite un’asta marginale la quale viene determinata in via discrezionale riguardo il prezzo di aggiudicazione e il quantitativo che viene emesso sul mercato.

Il decreto d’emissione dei Certificati del Tesoro zero coupon contiene tutti questi aspetti ed è opera del Governo in carica. Agli specialisti preposti alla emissione è riservata una percentuale pari ad un terzo del quantum assegnato nell’asta ordinaria per la prima tranche e del 15% per quelle seguenti. L’importo di ciascuna richiesta deve essere di importo minimo ai 500mila Euro. L’asta avviene mensilmente e per conoscere la calendarizzazione occorre riferirsi al sito del Ministero dell’Economia di cui sopra.

La scadenza è di 24 mesi, la remunerazione deriva dallo scarto d’emissione, vale a dire la differenza tra il valore nominale ed il prezzo pagato. A partire dal 22 dicembre 2011 è stato introdotto il meccanismo per il quale viene stabilito un quantitativo minimo e un quantitativo massimo offerto per l’asta e l’introduzione della determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa all’interno dell’intervallo annunciato.

L’asta avviene una volta al mese in coincidenza con l’asta dei BTP. Il regolamento avviene a 3 giorni lavorativi, sia sul mercato primario che sul secondario. I giorni effettivi sono 365 per il calcolo del rendimento. La modalità di rimborso è alla pari, in unica soluzione a scadenza.

Come funziona asta CTz

I CTZ sono titoli di stato a sconto che rimborsano alla pari, il cui rendimento è dato dalla differenza tra il prezzo di rimborso e quello di sottoscrizione. L’emissione, come detto più volte, è affidato alla banca d’Italia che li colloca tramite un’asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa. È previsto altresì un meccanismo di esclusione delle domande speculative. Abbiamo anche più volte detto di come sia il meccanismo d’asta che i termini del loro collocamento supplementare sono stabiliti tramite apposito decreto. Ogni intermediario autorizzato può richiedere fino a 5 CTZ, ed ognuno di questi titoli non può essere inferiore ai 500mila Euro. Inoltre, deve essere indicato il nominale da sottoscrivere ed il relativo prezzo, con una differenza di almeno un millesimo di Euro fra le cinque offerte.

Il Ministero del tesoro riconosce alla Banca d’Italia per il servizio relativo all’asta, 20 punti base commisurati all’intero ammontare nominale sottoscritto. La provvigione sarà attribuita, completamente o in parte, agli operatori partecipanti all’asta alla luce del fatto che essi non possono applicare alcun onere di intermediazione alla clientela per le sottoscrizioni

Quanto dura al massimo un CTZ? Abbiamo detto che la durata massima è di 24 mesi. Infine, le aste si svolgono una volta al mese, in genere il 27 o giù di lì. Comunque sempre in concomitanza con l’asta dei BTP.

Conviene investire in CTz?

Quali sono le opinioni sui CTz? Conviene investire in CTz? Come per ogni asset di investimento, dipende sempre dalle proprie ambizioni e dalla propria strategia di gestire il proprio portafoglio. Ogni asset ha propri tempi e rendimenti e quindi può andare bene per un trader ma non per un altro. Generalizzare è quindi banale e fuorviante.

Volendo comunque dare una risposta, diciamo che i CTz potrebbero essere una buona alternativa, giacché si tratta pur sempre di un investimento interessante per tutti i risparmiatori, per i rischi molto bassi e la scadenza pari o inferiore ai due anni. Il rendimento è fisso, e dato dalla differenza tra il valore di rimborso ed il prezzo di emissione. Ancora, per quanto riguarda la caratteristica dello “zero coupon”, vale a dire senza la cedola, questi titoli saranno in grado di assicurare all’investitore un rendimento il cui calcolo è tutto sommato semplice e sicuro.

Riguardo la massimizzazione del loro rendimento, la convenienza nell’investire in CTz sale quando ci si trova nei periodi in cui si prevede un andamento decrescente dell’inflazione, considerando il fatto che proteggerà il rendimento da rischiosi tassi decrescenti.

Ovviamente, come ogni titolo di stato, la controparte rispetto alla sicurezza è nel rendimento sicuramente meno alto rispetto ad altri titoli. Al fine di trarre il maggiore profitto dai titoli CTz è meglio investire quando i tassi di mercato sono decrescenti. O quando si prevede un andamento decrescente dell’inflazione. Altrimenti, in caso di situazione opposta a questa, i CTz non riuscirebbero a fronteggiare il rischio monetario.

CTZ differenza altri titoli di Stato

Qual è la differenza tra i CTz è gli altri titoli di Stato? Detto dei Certificati del Tesoro zero coupon, vediamo la differenza con gli altri titoli di Stato:

  1. Buoni del Tesoro Poliennali (BTP): sono titoli caratterizzati da cedole fisse semestrali e offrono la possibilità di scegliere tra le seguenti durate: 3, 5, 10, 15 e 30 anni
  2. Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’Inflazione Europea (BTP€i): durano 5 o 10 anni e garantiscono una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi in Europa, dato che sia il capitale rimborsato a scadenza che le cedole semestrali ,vengono rivalutati in base all’andamento dell’inflazione a livello europeo tramite misurazione dell’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo nell’area dell’euro (IAPC) con esclusione del tabacco
  3. Certificati di Credito del Tesoro (CCT): durano 7 anni e cedole variabili semestrali, legate al rendimento dei BOT a 6 mesi incrementati di una maggiorazione
  4. Certificati di Credito del Tesoro indicizzati all’Euribor: trattasi di titoli a tasso variabile che, in virtù del loro parametro di indicizzazione, offrono un’ulteriore occasione protettiva per gli investitori istituzionali e retail

CTz vantaggi

Quali sono i vantaggi di investire in CTz? Essi sono legati al fatto di non essere soggetti al meccanismo di investimento periodico. In virtù di questa caratteristica, i titoli CTz non devono far fronte al rischio di reinvestimento. Inoltre, l’acquisto dei titoli CTz avviene ad un prezzo inferiore rispetto al valore recuperato con il rimborso e, quindi, se non si disinveste prima della scadenza, il rendimento è comunque certo.

CTz svantaggi

Quali sono gli svantaggi di investire in CTz? Se è vero che come detto il rendimento è comunque garantito, uno dei principali svantaggi di investire in questo tipo di titoli dello Stato, è che tale guadagno sarà al di sotto del livello inflazionistico. Pertanto le principali perdite sono collegate all’oscillazione dei tassi anche sul breve periodo. Ultimo svantaggio riguarda il fatto che i titoli CTz sono esposti al rischio di prezzo e al rischio monetario.

Perchè Stato emette titoli?

Giunti fin qui, forse vi starete chiedendo: perché lo Stato emette titoli? In quanto per finanziare le proprie attività non bastano le tasse. Lo Stato emette quindi titoli per coprire i debiti che scaturiscono dalla sua pesante macchina burocratica, ma anche per produrre i servizi che gli competono: scuole, salute, difesa, ordine pubblico, ecc. I titoli emessi dallo Stato per finanziarsi sono obbligazioni. Questi ultimi sono titoli finanziari che rappresentano un prestito e che danno diritto a chi le sottoscrive al rimborso di quanto prestato più interessi maturati. Hanno una durata predeterminata: alla scadenza del titolo il capitale ricevuto in prestito da chi lo ha emesso deve essere restituito (proprio come tutte le obbligazioni, si pensi a quelle bancarie). Gli interessi possono essere corrisposti in due modi: tramite pagamento di cedole periodiche – le quali possono essere fisse o variabili – o tramite lo scarto di emissione; vale a dire dalla differenza tra il prezzo di emissione e quello di rimborso che si realizza quando il titolo scade. Gli emittenti possono infatti collocare titoli del valore nominale di 100 a un prezzo inferiore

Nel caso dei CTz, lo scarto di emissione è l’unico modo in cui vengono pagati gli interessi. Proprio perché sono zero coupon, vale a dire non prevedono cedole. In altri casi, gli interessi possono derivare dalla somma di cedole e scarto di emissione.

Titoli di Stato sono sicuri?

Altra domanda che sorge spontanea è: i Titoli di Stato sono sicuri? Possiamo rispondere tranquillamente di sì. In pratica, l’unico motivo per cui lo Stato venga meno ai suoi obblighi, vale a dire al pagamento di quanto previsto più gli interessi sopraggiunta la scadenza, è il suo default. Ovvero, il suo fallimento. Ma ciò è molto difficile, specie per i Paesi dell’Ue in cui rientra l’Italia, che godono dell’ombrello dell’Unione europea. Sebbene il salvataggio comporti ovviamente un indebitamento. Si veda la Grecia. Con tutte le conseguenze che ne derivano per pensioni, stipendi, servizi pubblici. L’unica parte a rischio sono le cedole quando l’interesse è variabile. Se poi, per qualsiasi motivo il titolo venisse venduto sul mercato secondario prima della sua scadenza naturale, allora pure il capitale investito verrebbe messo a rischio, nel senso che non è dato sapere in anticipo a quale prezzo sarà possibile cedere il titolo.

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