Crypto News : Bitcoin rimbalza a 72.000$, Morgan Stanley lancia MSBT, Polymarket si aggiorna
La settimana numero quindici del 2026 ha regalato al mercato crypto un rimbalzo atteso, forse persino necessario dopo mesi di pressioni.
Bitcoin è tornato sopra i 72.000 dollari, Morgan Stanley ha fatto il suo ingresso ufficiale nel mercato degli ETF spot e i flussi istituzionali hanno invertito la rotta. Tutto in sette giorni. Non è ancora il via libera per i tori, ma qualcosa si è mosso, e vale la pena capire cosa.
Prima ti continuare ti ricordo gli altri approfondimenti sulla newsletter di Webeconomia su Substack che trovi qui.
BTC a 72.000$: il cessate il fuoco USA-Iran innesca uno short squeeze da 600 milioni
Il catalizzatore è arrivato l’8 aprile: Stati Uniti e Iran hanno annunciato un cessate il fuoco della durata di due settimane. La reazione di Bitcoin è stata quasi istantanea ,un balzo da area 68.000 a 72.700 dollari nel giro di poche ore. Il mercato dei derivati ha fatto il resto.
Ovviamente non siamo fuori dalla zona di pericolo.
Le liquidazioni sui futures hanno sfiorato i 600 milioni di dollari, concentrate in larghissima parte sulle posizioni short accumulate nelle settimane precedenti.

Uno short squeeze in piena regola, amplificato dall’eccesso di posizionamento ribassista. Due giorni dopo, il 10 aprile, si sono aggiunti altri 187 milioni di dollari di liquidazioni, con quasi 100 mila trader costretti a chiudere le posizioni in perdita.
Guardando al grafico giornaliero BTC/USDT, il prezzo ha tenuto il supporto critico in area 67.000-68.000 dollari e si è riportato a 73.460 dollari alla chiusura settimanale dell’11 aprile.

Al momento della scrittura, il prezzo di BTC si muove intorno ai 71.000 dollari, sopra la media mobile a 50 periodi. Il MACD giornaliero mostra un crossover rialzista in sviluppo.
Resistenza chiave nella fascia 74.000-75.000 dollari: una rottura con volumi potrebbe aprire la strada agli 80.000, mentre una perdita dei 70.000 riaprirebbe lo scenario ribassista verso area 67.000.
Vale ricordarlo: Bitcoin era a 91.000 dollari appena qualche mese fa. Il rimbalzo di questa settimana è positivo, ma non cancella i mesi di pressione accumulata.
La tregua geopolitica, tra l’altro, non sembra destinata a durare, infatti nei giorni successivi si sono registrati nuovi attacchi israeliani in Libano.
Morgan Stanley lancia MSBT: il primo ETF Bitcoin firmato da una grande banca americana
Morgan Stanley ha quotato la settimana scorsa su NYSE Arca MSBT, il primo ETF spot su Bitcoin emesso da una grande banca statunitense.
Il fondo traccia il CoinDesk Bitcoin Benchmark 4 PM NY Settlement Rate, con custodia affidata a Coinbase e BNY Mellon, e un TER annuo dello 0,14%, il più basso disponibile sul mercato, inferiore allo 0,25% di IBIT (BlackRock) e allo 0,21% di FBTC (Fidelity).

Al primo giorno di scambi MSBT ha scambiato circa 34 milioni di dollari in volumi.
Eric Balchunas di Bloomberg lo ha classificato nel top 1% dei lanci ETF dell’ultimo anno, un dato notevole in un mercato dove gli ETF spot Bitcoin aggregano già quasi 100 miliardi di dollari di AUM complessivo.
Il vero vantaggio competitivo di MSBT non è però il costo, bensì la distribuzione. Morgan Stanley ha una rete di circa 16.000 consulenti finanziari sul territorio statunitense che, dal 2024, indirizzano i clienti verso un’allocazione del 2-4% del portafoglio in asset crypto. Fino ad oggi quei flussi andavano su prodotti di altri competitor come IBIT o FBTC. Adesso possono rimanere in casa.
Le ambizioni della banca non si fermano qui. A Gennaio la banca USA ha depositato i moduli S-1 presso la SEC per ETF su Ethereum e Solana; a Febbraio ha richiesto all’OCC un National Trust Bank Charter per Morgan Stanley Digital Trust National Association, che le consentirebbe di offrire servizi di custodia crypto direttamente ai clienti.
Sarebbe la prima grande banca americana a muoversi in questa direzione.
ETF spot Bitcoin: 786 milioni di afflussi netti, BlackRock guida, MSBT debutta
Dopo settimane consecutive di deflussi, la settimana dal 7 all’11 aprile ha segnato un’inversione di rotta (finalmente).
I fondi ETF spot su Bitcoin quotati negli USA hanno registrato 786 milioni di dollari di afflussi netti, il dato settimanale migliore dal 27 febbraio 2026.

BlackRock ha dominato con 612 milioni su IBIT, pari a circa il 78% del totale. L’AUM di IBIT tocca ora i 55 miliardi di dollari, consolidando il primato come principale veicolo istituzionale su Bitcoin a livello globale.
Sul fronte degli ETP europei, segnale interessante: XRP ha guidato gli afflussi con 120 milioni in una settimana, superando sia Bitcoin che Solana.

La maggior parte dei flussi è arrivata dalla Svizzera, a testimonianza di un interesse istituzionale europeo che va ben oltre il solo Bitcoin.
Iran e lo Stretto di Hormuz: il pedaggio si paga in Bitcoin e USDT
Da metà marzo 2026, i Guardiani della Rivoluzione Islamica accettano criptovalute per il transito nello Stretto di Hormuz.
Il corridoio marittimo attraverso cui passa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali ha adottato uno “Strait of Hormuz Management Plan” formalizzato dal parlamento iraniano, con un pedaggio che può arrivare a 1 dollaro a barile.
Metodi di pagamento accettati: Bitcoin e USDT. Secondo le fonti del settore marittimo, è USDT la valuta più utilizzata.
Le implicazioni non sono di poco conto. Sul piano economico, ai volumi attuali il sistema potrebbe fruttare fino a 20 milioni di dollari al giorno solo dal petrolio.
Sul piano delle sanzioni, il meccanismo aggira de facto il sistema bancario statunitense, rendendo l’interdizione in tempo reale tecnicamente complessa.
Il Dipartimento di Giustizia starebbe inoltre indagando sul possibile utilizzo di alcuni exchange crypto da parte dell’IRGC per aggirare le restrizioni vigenti.
Tether potrebbe congelare gli indirizzi coinvolti una volta identificati, ma la natura pseudonima delle transazioni complica il processo di identificazione.
Polymarket si rinnova: stablecoin proprietaria, nuovo motore di trading e governance con POLY
Altra notizia interessante arriva da Polymarket ha annunciato il suo intervento tecnico più significativo dalla fondazione: un “full exchange upgrade” articolato su tre componenti, con rollout previsto nell’arco di 2-3 settimane.
Insomma grandi novità per la più popolare piattaforma di Prediction Market attuale.
La prima novità è Polymarket USD, una stablecoin proprietaria backed 1:1 da USDC, che andrà a sostituire il bridged USDC.e attualmente in uso.
L’obiettivo è ridurre il rischio legato ai bridge che operano su chain diverse, una vulnerabilità che ha causato perdite miliardarie nel settore DeFi negli ultimi anni.
Se hai già USDC o USDC.e sulla piattaforma, la conversione avverrà automaticamente con un’unica approvazione.
Il secondo elemento è il CTF Exchange V2, nuovo motore di trading con order matching più rapido, struttura degli ordini semplificata e supporto per le firme EIP-1271. Quest’ultimo dettaglio abilita l’uso di smart contract, e abbassa di fatto la barriera d’ingresso per gli utenti meno esperti.
Il terzo tassello riguarda il token POLY, non ancora lanciato ma destinato a svolgere un ruolo nella governance della piattaforma. Tokenomics e meccanismo di distribuzione non sono ancora stati resi noti, ma il segnale è chiaro: Polymarket punta a decentralizzare progressivamente il controllo operativo della piattaforma.
Mercato altcoin: XRP e privacy coin guadagnano, Bittensor e Algorand in calo
Il quadro del mercato allargato resta sotto pressione. La capitalizzazione crypto totale è risalita sopra i 2,50 trilioni di dollari nel corso della settimana, per poi stabilizzarsi intorno ai 2,41 trilioni con la dominance di Bitcoin stabile al 57,7-58%.
Ethereum continua a fare fatica: il rapporto ETH/BTC è scivolato a 0,0307, minimo delle ultime 52 settimane, con il prezzo fermo in area 2.100-2.200 dollari.

Tra le migliori della settimana spiccano XRP (+3/4%), Zcash (+43%) e DASH (+33%), con le privacy coin che tornano a farsi notare. Bene anche Worldcoin, DEXE, Monad, Arbitrum e Hyperliquid, tutte tra il 15% e il 20%.
Sul fronte opposto, Bittensor continua a scendere, Algorand perde quasi il 20% e Polygon, Vechain, Ondo Finance e Stellar registrano ribassi tra il 7% e il 15%.
I dati restano quelli di un mercato in fase di risk-off, con i flussi concentrati su Bitcoin e i capitali che faticano a trovare spazio nell’universo altcoin.
La settimana in prospettiva
La settimana chiude con un bilancio tutto sommato positivo.
Il rimbalzo di Bitcoin ha interrotto una delle fasi di paura più prolungate degli ultimi anni, il ritorno degli afflussi sugli ETF è un segnale istituzionale incoraggiante e il lancio di MSBT da parte di Morgan Stanley segna un punto di svolta nella legittimazione degli asset digitali da parte della finanza tradizionale.
Eppure la strada per tornare in bull market è ancora lunga, e le tensioni geopolitiche, così come le mosse di Trump che continuano ad alimentare volatilità, restano variabili imprevedibili.
Come sempre: resta informato, valuta ogni decisione con attenzione e non lasciare che né l’euforia dei rimbalzi né la paura delle correzioni guidino le tue scelte al posto tuo.
L’analisi completa è disponibile sulla nostra Newsletter Substack.
Per altri approfondimenti puoi seguirci sul nostro canale Youtube dove analizziamo i migliori progetti crypto e sul nostro canale Telegram per avere notizie e aggiornamenti su tutto il mercato crypto e sui vari progetti.