Crypto Fear and Greed Index: come leggere il sentiment su Bitcoin
• Il Fear and Greed Index condensa ogni giorno il sentiment del mercato Bitcoin in un numero da 0 (paura estrema) a 100 (avidità estrema), combinando sei componenti pesati: volatilità, volumi, social, dominance, ricerche Google e sondaggi.
• I valori estremi si leggono al contrario: la paura estrema è comparsa storicamente vicino ai minimi di ciclo, l’avidità estrema vicino agli eccessi. Oggi l’indice segna 34, zona paura.
• È un termometro emotivo, non un dato on-chain né un segnale operativo: prima di trarre qualsiasi conclusione va incrociato con indicatori come MVRV e NUPL.
C’è un numero che milioni di investitori crypto controllano ogni mattina, prima ancora del prezzo di Bitcoin. Va da 0 a 100 e non misura niente di tangibile: misura un’emozione.
È il Fear and Greed Index, l’indice della paura e dell’avidità, il tentativo più riuscito di dare una cifra al sentiment che muove il mercato delle criptovalute. Perché i mercati crypto, più ancora di quelli tradizionali, vivono di emozioni: quando i prezzi corrono, la FOMO, cioè la paura di restare fuori, spinge a comprare a qualsiasi cifra; quando crollano, il panico convince a vendere proprio sui minimi, e perdite che con un po’ di lucidità si potevano evitare diventano definitive. Su un mercato aperto 24 ore su 24, senza chiusure che concedano una notte di riflessione, questo ciclo emotivo gira più veloce e morde più forte.
L’idea alla base dell’indice è vecchia quanto la finanza, e l’ha resa celebre Warren Buffett: sii avido quando gli altri hanno paura, abbi paura quando gli altri sono avidi. Detto altrimenti, l’indice paura avidità dà il meglio di sé quando lo leggi al contrario. È una strategia con basi statistiche precise, che questa guida documenta con otto anni e mezzo di dati reali.
Ma come funziona questo indicatore? Chi lo calcola, e come? E soprattutto: ti serve a qualcosa quando devi decidere se comprare o vendere?
In questa guida trovi tutto quello che serve per rispondere. Vedremo la metodologia di calcolo con i sei componenti pesati e i loro limiti, le cinque zone di lettura con la frequenza storica reale di ciascuna, gli episodi estremi dei cicli passati, dal panico del marzo 2020 all’euforia del novembre 2024, e le statistiche che spiegano perché la lettura contrarian funziona, ma solo a certe condizioni.
Chiuderemo con la parte più importante: come combinare il fear and greed index con gli indicatori on-chain, MVRV e NUPL in testa, per trasformare un semplice termometro emotivo in uno strumento di analisi vero. Più sotto trovi anche il grafico live dell’indice, che si aggiorna automaticamente ogni giorno. L’obiettivo è metterti in condizione di leggere il sentiment bitcoin senza subirlo: perché su questi mercati la differenza tra guadagnare e perdere passa spesso dalla capacità di riconoscere le proprie emozioni un attimo prima che diventino ordini a mercato.
Cos’è e come viene calcolato
Il Crypto Fear & Greed Index è pubblicato da Alternative.me dal 1° febbraio 2018 e viene ricalcolato una volta al giorno.
Non è un’invenzione del mondo crypto: l’originale è il Fear & Greed Index di CNN Business, nato per la borsa americana, che media sette indicatori equipesati: momentum dell’S&P 500 rispetto alla media mobile a 125 giorni, nuovi massimi e minimi a 52 settimane, ampiezza del mercato, rapporto put/call, domanda di obbligazioni ad alto rendimento, volatilità misurata dal VIX e domanda di beni rifugio.
L’indice di CNN ha una discreta reputazione nel segnalare gli estremi: scese a 12 nel settembre 2008, dopo il fallimento di Lehman Brothers, e toccò 2 il 12 marzo 2020, nel pieno del crollo pandemico (Fonte: Investopedia).
La versione crypto adatta questa logica a Bitcoin. Il punteggio giornaliero da 0 a 100 nasce dalla combinazione pesata di sei componenti, ognuno dei quali osserva il mercato da un’angolazione diversa: quanto si muove il prezzo, quanto si scambia, quanto se ne parla, dove vanno i capitali, cosa si cerca su Google.
Ecco componenti e pesi secondo la metodologia ufficiale.
| Componente | Peso | Cosa misura |
| Volatilità | 25% | Volatilità attuale e drawdown massimi di Bitcoin confrontati con le medie a 30 e 90 giorni: un aumento inusuale della volatilità segnala un mercato impaurito. |
| Volumi e momentum | 25% | Volumi di scambio e momentum confrontati con le medie storiche: volumi di acquisto elevati in un mercato positivo indicano comportamento avido. |
| Social media | 15% | Interazioni sui post legati a Bitcoin su X (Twitter): un tasso di interazione insolitamente alto corrisponde a crescente avidità. |
| Dominance di Bitcoin | 10% | Quota di Bitcoin sulla capitalizzazione crypto totale: una dominance in aumento segnala fuga dalla speculazione sulle altcoin, quindi paura. |
| Trend di Google | 10% | Volumi di ricerca per query legate a Bitcoin e termini correlati suggeriti: picchi di ricerche negative indicano paura. |
| Sondaggi | 15% (attualmente sospesi) | Rilevazioni settimanali con 2.000-3.000 partecipanti sul sentiment degli investitori: la componente è sospesa da tempo. |
Componenti e pesi del Crypto Fear & Greed Index.
(qui il grafico live, aggiornato ogni giorno)
Fear & Greed Index
Sentiment di mercato, 0–100
Devo fare però due precisazioni. La prima: nonostante il nome parli di criptovalute in generale, l’indice è dichiaratamente centrato su Bitcoin; Alternative.me ha annunciato l‘intenzione di estenderlo ad altre monete, ma oggi il calcolo riflette il mercato BTC. La seconda: i pesi sommano 100% solo includendo i sondaggi, che però sono sospesi da anni.
In pratica il punteggio quotidiano poggia sui cinque componenti attivi, e non è chiaro come il 15% mancante venga ridistribuito. Un dettaglio che sembra burocratico ma non lo è, e sul quale torneremo parlando dei limiti: se non sai esattamente come si forma un numero, devi maneggiarlo con cautela.
Come si legge: le cinque zone
Ti spiego come interpretare i vari valori. Partiamo dal valore puntuale che conta meno della zona in cui cade. Che l’indice segni 62 o 58 cambia poco; il passaggio dalla zona neutrale all’avidità estrema, quello sì, è un’informazione molto importante.
La convenzione più diffusa taglia la scala 0-100 in cinque fasce. Nella tabella qui sotto te le riporto insieme a un dato che pochi conoscono: la frequenza storica reale di ciascuna zona, che abbiamo calcolato sui 3.115 giorni di rilevazioni dal 1° febbraio 2018 al 16 agosto 2026.
| Intervallo | Zona | Cosa significa | Frequenza storica |
| 0-24 | Paura estrema | Panico diffuso: storicamente è comparsa vicino ai minimi di ciclo e alle capitolazioni. | 679 giorni (21,8%) |
| 25-44 | Paura | Prudenza e avversione al rischio: la zona più frequente della storia dell’indice. | 913 giorni (29,3%) |
| 45-55 | Neutrale | Equilibrio tra compratori e venditori, sentiment senza direzione precisa. | 493 giorni (15,8%) |
| 56-75 | Avidità | Ottimismo crescente, propensione al rischio in aumento. | 749 giorni (24,0%) |
| 76-100 | Avidità estrema | Euforia: storicamente è comparsa in prossimità dei massimi di ciclo e degli eccessi speculativi. | 281 giorni (9,0%) |
Le cinque zone del Fear & Greed Index e la loro frequenza storica. Fonte: elaborazione WebEconomia su dati Alternative.me
La distribuzione rivela un’asimmetria che sorprende molti: Bitcoin ha passato oltre metà del tempo, il 51,1% dei giorni, in zona paura o paura estrema, e appena il 9% in avidità estrema.
Il pessimismo, insomma, è lo stato d’animo normale di questo mercato; l’euforia è l’eccezione. Ed è proprio la rarità dell’avidità estrema a renderla utile come segnale: quando compare, sta succedendo qualcosa di statisticamente anomalo.
Ed è in queste zone che magari ti puoi posizionare per eventuali ingressi.

Serie storica giornaliera del Fear & Greed Index dal 2018 al 2026, con media mobile a 30 giorni e fasce di zona.
Il 16 agosto 2026 l’indice segna 34, zona paura, dentro un 2026 particolarmente cupo: la media annuale finora è di circa 23 punti, con minimi a 5 toccati il 12 e il 23 febbraio e un nuovo affondo a 8 all’inizio di giugno.
Il recupero verso quota 34 indica un sentiment in miglioramento, ma ancora ben lontano dalla neutralità: il mercato si sta rialzando, la fiducia no, o almeno non del tutto.
Come hai notato però in pochi giorni il mercato cambia tutto e al 22 Agosto torna in zona di avidità quasi estrema.
Un consiglio pratico sulla lettura quotidiana: più del valore assoluto, osserva la direzione e la velocità.
Un indice che risale da 20 a 34 in due settimane, come accaduto tra fine luglio e metà agosto 2026, dice una cosa diversa da un indice che scivola da 50 a 34: il primo descrive paura in ritirata, il secondo fiducia in dissoluzione. La media mobile a 30 giorni, che trovi nell’infografica qui sopra, serve esattamente a filtrare il rumore quotidiano e a far emergere queste transizioni.
Ecco perché il movimento di Agosto assume decisamente un ruolo importante.
Perché funziona al contrario
L’utilità principale del fear greed bitcoin non sta nel seguire il sentiment: sta nel fare l’opposto quando raggiunge gli estremi.
Facciamo un esempio così capiamo meglio. Quando l’indice segna paura estrema, gran parte di chi era disposto a vendere ha già venduto: la pressione ribassista si esaurisce da sola, e basta un soffio per innescare il rimbalzo.
Quando segna avidità estrema accade il contrario: chi voleva comprare ha già comprato, i compratori marginali scarseggiano e il mercato resta appeso alle prese di profitto. Gli estremi di sentiment tendono così a coincidere con gli estremi di prezzo, ma con il segno rovesciato rispetto a quello che l’istinto suggerirebbe.
La finanza comportamentale ha un nome per questo: herding, comportamento gregario. L’indice lo trasforma in un dato osservabile.
In pratica, tre approcci hanno più senso degli altri.
Il primo è il piano di accumulo modulato: continui a comprare a cadenza fissa, ma aumenti l’importo quando l’indice sta in paura estrema e lo riduci, o sospendi, in avidità estrema.
Il secondo è il ribilanciamento condizionato: gli estremi dell’indice diventano il momento in cui riporti il portafoglio ai pesi obiettivo, vendendo forza e comprando debolezza.
Il terzo, il più semplice, è usare l’indice come stop: nessun acquisto impulsivo nei giorni di avidità estrema, nessuna vendita impulsiva nei giorni di paura estrema.
Nessuno dei tre pretende di indovinare minimi e massimi (non potrai mai individiduarli te lo garantisco); tutti sfruttano la stessa proprietà statistica, cioè che gli estremi emotivi tendono a essere cattivi momenti per entrare nel mercato. Cosa che invece puntualmente, e l’ho visto negli scorsi cicli, accade quasi a tutti.
Gli estremi durano poco
I numeri confermano. Dal 2018 a oggi si contano 109 episodi distinti di paura estrema, con una durata media di circa 6 giorni consecutivi, e 64 episodi di avidità estrema, durata media poco sopra i 4 giorni.
Che significa tutto ciò? Che:nella grande maggioranza dei casi un estremo si riassorbe in meno di una settimana, con il sentiment che rientra verso zone intermedie e il prezzo che spesso si muove in direzione contraria a quella che l’estremo aveva accompagnato.
Poi ci sono le eccezioni, sicuramente e non le devi ignorare se non vuoi farti davvero male usando questo indicatore.
La striscia più lunga di avidità estrema è durata 76 giorni, dall’inizio di novembre 2020, in piena bull run: chi avesse venduto tutto al primo giorno di euforia si sarebbe perso una fetta enorme del rialzo.
Specularmente, la striscia più lunga di paura estrema è durata 74 giorni, dal maggio 2022, mentre l’ecosistema Terra collassava (e io c’ero): chi avesse comprato al primo giorno di paura estrema avrebbe guardato il mercato scendere ancora per mesi.
L’estremo di sentiment segnala tensione, non un’inversione imminente. Nei trend forti il sentiment può restare estremo a lungo, e l’indice funziona molto meglio come filtro di contesto che come indicatore operativo.
Cosa è successo negli estremi dei cicli passati
La storia importante e forse non la ricordi, perciò vediamo cosa è successo in passato con i dati reali.
Il 14 marzo 2020, nel cuore del panico pandemico, l’indice scese a 8: Bitcoin aveva appena dimezzato il proprio valore in 48 ore, finendo sotto i 4.000 dollari. Comprare in quei giorni sembrava una follia; a posteriori, fu l’ingresso vicino al minimo di uno dei cicli più redditizi della storia di Bitcoin.
Tra dicembre 2020 e febbraio 2021 l’indice arrivò più volte sopra quota 95, massimo storico raggiunto in precedenza solo nel giugno 2019: era la fase più euforica della bull run, con Bitcoin lanciato da 20.000 a oltre 55.000 dollari. L’euforia durò settimane (è la striscia record citata poco sopra), ma chi entrò sui massimi di febbraio 2021 attraversò poi un drawdown superiore al 50% nella primavera successiva.
Il 18 giugno 2022, dopo il collasso di Terra-Luna e le crisi a catena di Celsius e Three Arrows Capital, l’indice affondò a 6, con Bitcoin scivolato sotto i 18.000 dollari.
Il minimo definitivo di quel bear market arrivò a novembre, con il fallimento di FTX e l’indice inchiodato in zona paura: col senno di poi, quei mesi di sentiment depresso furono una delle migliori finestre di accumulo di sempre. Il 2024 raccontò la storia opposta: 90 a marzo, quando Bitcoin superò il precedente massimo storico sopra i 73.000 dollari, e 94 il 22 novembre, con il prezzo ormai vicino ai 100.000.
Quanto al ciclo attuale: dopo il deterioramento partito a fine 2025, l’indice ha toccato 5 a febbraio 2026 (tra i tre valori più bassi mai registrati) e da allora oscilla quasi sempre tra paura e paura estrema, fino ad oggi. E ora “sembra” tutto cambiato.
Approfondimento ETF Spot Bitcoin: flussi e statisticheI limiti dell’indice
Il primo limite è concettuale: il Fear and Greed Index non è un dato on-chain. Non guarda cosa accade sulla blockchain (monete che si muovono, profitti realizzati, basi di costo) ma un mix di dati di mercato e di attenzione: volatilità, volumi, social, ricerche.
È un indicatore di secondo livello: fotografa le emozioni attorno al prezzo, non i comportamenti effettivi di chi Bitcoin lo possiede. Per questo va trattato come complemento degli indicatori on-chain, mai come loro sostituto.
C’è poi l’opacità. Sappiamo quali sono i componenti e pesi, ma non i dettagli di calcolo, e replicare il punteggio in modo indipendente è complesso anche se possiamo provarci.
La componente sondaggi pesa ufficialmente il 15% ma è sospesa da anni, e non è documentato come quel peso venga ridistribuito tra gli altri fattori.
Il terzo problema è la centratura su Bitcoin. Dominance e trend di Google riguardano BTC, e il punteggio descrive il sentiment del mercato Bitcoin. Usarlo per decidere su una singola altcoin è improprio: le monete minori seguono spesso il sentiment di BTC, ma con dinamiche proprie che l’indice non cattura. Questo è comunque comprensibile, Bitcoin è l’asset crypto più importante quindi è normale che tutto parte da lì-
C’è anche una trappola statistica di cui tenere conto: i backtest sulle strategie basate sull’indice sono pochi, brevi e costruiti su un campione che copre appena due cicli completi di mercato. Una regola che ha funzionato dal 2018 a oggi potrebbe semplicemente aver goduto di condizioni irripetibili. E quindi è facile commettere un errore nel metodo di calcolo.
Infine, non esiste un solo indice. Oltre ad Alternative.me, indici analoghi sono pubblicati da CoinMarketCap e Coinglass, con metodologie e valori spesso divergenti: parlare del fear and greed senza specificare quale si sta citando è già un errore.
Inoltre, l’indicatore rende su orizzonti brevi e medi, mentre è inaffidabile per le previsioni di lungo periodo sui cicli. Resta il limite più importante di tutti.
Paura estrema non significa che il minimo è vicino; significa soltanto che c’è pessimismo nel mercato.
Fear & Greed, MVRV e NUPL: come usarli insieme
Il modo corretto di usare il sentiment bitcoin è come filtro di conferma dentro un processo che parte dai dati on-chain.
L’indice risponde alla domanda “cosa provano gli investitori?”; MVRV e NUPL rispondono a “quanto sono in profitto o in perdita?”.
Messe insieme, le due informazioni sono più utili, perché gli estremi emotivi pesano davvero solo quando coincidono con gli estremi di valutazione.
La confluenza ribassista storica è precisa: paura estrema sul Fear & Greed e, contemporaneamente, MVRV sotto 1, cioè mercato mediamente in perdita.
È la combinazione comparsa a marzo 2020 e a fine 2022, entrambe le volte a ridosso dei minimi di ciclo. Lo specchio rialzista associa avidità estrema, MVRV sopra 3 e NUPL in zona euforia: è la configurazione dei massimi del 2017 e dell’aprile 2021. Quando invece sentiment e valutazioni divergono (paura estrema con MVRV ancora alto, per dire) il segnale si indebolisce e conviene aspettare che le due letture si allineino.
Trovi l’analisi dettagliata dei due indicatori on-chain nelle guide dedicate della serie, e tutti i valori aggiornati ogni giorno nell’Osservatorio On-Chain Bitcoin di WebEconomia.
Domande frequenti
Considerazioni finali
Il Fear and Greed Index è tra gli indicatori più usatidel mercato crypto.
Rappresenta con un un numero immediato una realtà complessa, è gratuito, ha oltre otto anni di storia verificabile e si aggiorna ogni giorno.
In questa guida abbiamo visto come nasce quel numero (sei componenti pesati: volatilità e volumi al 25% ciascuno, social al 15%, dominance e ricerche Google al 10%, sondaggi sospesi) e come si legge attraverso le cinque zone. Soprattutto, abbiamo visto come si usa: al contrario, e quasi solo sugli estremi.
Qualche numero. Dal 2018 a oggi l’avidità estrema è comparsa solo nel 9% dei giorni, la paura estrema nel 21,8%. Gli episodi estremi durano in media meno di una settimana. I grandi minimi (marzo 2020, fine 2022, febbraio 2026) sono arrivati tutti con l’indice in paura estrema, e i grandi massimi (inizio 2021, marzo e novembre 2024) con letture sopra 90.
Non lo usare però come verità assoluta. Il sentiment può restare irrazionale per mesi, e chi tratta l’indice come un indicatore operativo prima o poi può sbagliare il punto di ingresso nel mercato.
Qualche consiglio. Primo: usa l’indice come termometro emotivo, non come bussola direzionale: ti dice la temperatura del mercato, non la strada da prendere.
Secondo: incrocialo sempre con i dati on-chain. La paura estrema pesa molto di più quando l’MVRV sta sotto 1 e il NUPL è in capitolazione; l’avidità estrema è molto più pericolosa quando i profitti non realizzati sono ai massimi.
E tutto può cambiare velocemente. Abbiamo visto come siamo passati in pochi giorni al prezzo di Bitcoin ad Agosto sopra i 75.000$ in 2 giorni, basta veramente poco.
Osservatorio On-Chain Bitcoin
MVRV, NUPL, basi di costo, hashrate e sentiment: tutti gli indicatori aggiornati automaticamente ogni giorno.
Fonte dei dati: Fear & Greed Index di Alternative.me (valori e metodologia ufficiale) · statistiche storiche: elaborazione WebEconomia su dati Alternative.me. I dati hanno finalità informative e non costituiscono consulenza finanziaria.