Cross USD-JPY scivola sui minimi a due mesi dopo dati macro USA poco esaltanti

Brusca accelerazione ribassista per il cross USD-JPY che lascia sul terreno più di una figura, dopo la diffusione dell’inaspettato calo degli ordini di beni durevoli USA, che nel mese di Ottobre, hanno evidenziato una discesa dell’1,2%. La coppia è ritornata a prezzare su valori minimi che non si vedevano dal 20 Settembre.

Quella diffusa dal Bureau of the Census, uno dei settori del Dipartimento del Commercio statunitense, è stata comunque la stima preliminare, che tuttavia ha disatteso nettamente le attese degli analisti, in quanto il dato sugli ordinativi di beni durevoli pronosticato dava una crescita dello 0,3%. Una performance che interrompe la striscia positiva, dopo il +2,2% della stima finale del mese di Settembre, corretta al rialzo dall’iniziale +2%. Il dato “Core“, depurato del settore trasporti, invece, è aumentato dello 0,4%, poco al di sotto delle previsioni (+0,5%), mentre la precedente stima è stata rivista al rialzo da +0,7% a +1,1%.

La debolezza del dollaro nei confronti della valuta nipponica ha trovato ulteriore terreno fertile per acuire la discesa, con la lettura in calo evidenziata dalla lettura finale della fiducia dei consumatori USA elaborata tramite l’indice dell’Università del Michigan, che nel mese di Novembre è scesa a 98,5 punti, dai 100,7 punti della lettura mensile precedente. Una stima migliore del dato preliminare, pari a 97,8 punti, non è bastata per risollevare le sorti della divisa USA. Il dato relativo alla fiducia dei consumatori viene seguito con attenzione dal mercato poiché è strettamente correlato all’inflazione. Queste ultime indicazioni arrivate dai consumatori fanno sì che la proiezione dell’inflazione per il mese in corso scenda al 2,5% dal 2,6% della stima preliminare.

Non ha provocato alcuna reazione, neanche il calo di 13 mila unità evidenziato dal saldo settimanale delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli USA, in discesa dalle 252 mila unità, riviste al rialzo rispetto alle 249 mila unità della lettura flash. In salita oltre le attese, invece, il numero totale dei richiedenti sostegno di disoccupazione, all’11 Novembre, cresciuti a 1,904 milioni di unità da 1,868 milioni di unità (consensus 1,880 milioni).

Andamento cambio dollaro-yen sul breve-medio periodo

Quadro grafico di breve-medio periodo debole per il cross USD-JPY, dopo la discesa delle quotazioni al di sotto di tutte le medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 periodi. Situazione tecnica orientata al ribasso dopo il taglio dell’EMA a 25 gg (la linea di colore rosso sul grafico giornaliero in alto) da parte dell’EMA a 10 gg (la linea di colore azzurro sul grafico).

La coppia portandosi, come anticipato sotto l’EMA a 50 gg (la linea di colore verde sul grafico) transitante in area 112,60, in caso di mancato recupero in chiusura settimanale, potrebbe essere oggetto di un’ulteriore virata verso il basso, con target in area 110, con possibili estensioni in area 109,50.

Al rialzo, invece, la pressione in vendita potrebbe allentarsi in caso di recupero oltre quota 111,80 in chiusura daily, ma per scongiurare nuove discese resta fondamentale il ritorno oltre la media mobile a 50 giorni. Sopra EMA 50, spazio di risalita per un nuovo test dei massimi di periodo in area 114-114,50.

Modello di trading sul cross USD-JPY valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista si attiva con close orario oltre quota 111,45 e suggerisce di prendere i primi profitti in area 111,71 e 111,87; stop loss in caso di discesa sotto quota 111,02 in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni al rialzo in caso di chiusura oraria maggiore di quota 111,87 per cercare di approfittare di possibili allunghi in un primo momento a quota 112,13 ed in seconda battuta a quota 112,40; stop loss in caso di ritorno sotto quota 111,28 in chiusura oraria.

Insistere con nuove posizioni Long nel caso in cui gli acquisti si spingano oltre quota 112,40 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in area 112,82 e 113,24, estesa a quota 113,94; stop loss in caso di ritorno sotto quota 111,71 in close orario. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 108,81 per approfittare di eventuali rimbalzi con target in area 109,64 e 110,16; stop loss in caso di ulteriori cali sotto quota 108 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, prevede spunti operativi Short in caso di discesa sotto quota 111,02 in chiusura di candela oraria e fissa i primi due obiettivi in area 110,85 e 110,59; stop loss in caso di ritorno sopra quota 111,45 in close orario. Mantenere o sovrappesare le operazioni corte in caso di flessione sotto quota 110,59 in close orario per cercare di ricoprirsi prima a quota 110,16 e successivamente a quota 109,90; stop loss in caso di recupero di quota 111,28 in close orario.

Lecito aprire nuove posizioni ribassiste in caso di rottura del supporto orario a quota 109,90 per cercare di sfruttare ulteriori cali in area 109,64 e 109,22, estesa a quota 108,81; stop loss in caso di ritorno sopra quota 131,87 in close orario. Short speculativi in caso di allungo in area 113,94 per sfruttare eventuali storni in area 113,24 e 112,82; stoppare le operazioni in caso di ulteriore estensione al rialzo oltre quota 114,65 in close orario o daily.

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