Cross Dollaro-Yen in calo dopo sfilza di deboli dati macro giapponesi

Il cambio USD-JPY si rimangia quasi del tutto il forte rialzo della seduta del 26 Dicembre scorso, quando le quotazioni erano risalite fino ad un top intraday a quota 111,42. Al momento della scrittura, infatti, la coppia cede lo 0,60% e passa di mano in area 110,30.

A pesare principalmente sul rapporto di cambio tra il biglietto verde e la divisa nipponica una serie di indicazioni macro sottotono arrivate dal Giappone. l Ministero di Affari Interni e Comunicazione nipponico ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo nella regione di Tokio, nel mese di Dicembre, ha evidenziato un rallentamento, facendo segnare +0,3%, rispetto al +0,8% di Novembre. Gli analisti sia spettavano un valore pari a +0,5%. L’inflazione “Core“, invece, si è assestata a +0,9% su base annua, come da attese, ma in lieve ripiegamento rispetto al +1% della precedente stima. Di poco superiore alle attese, invece, il tasso di disoccupazione, aumentato al 2,5% dal 2,4% di Novembre, mentre i pronostici degli analisti erano per una rilevazione invariata.

Segno “meno“ per la produzione industriale giapponese di Novembre, che secondo il consueto report diffuso dal Ministero dell’ Economia, del Commercio e dell’ Industria ha subito un calo dell’1,1%, invertendo rotto rispetto al +2,9% di Ottobre. Le attese degli analisti, tuttavia, davano un calo più marcato, pari a -1,5%. In rallentamento anche lettura su base annua ha invece mostrato una crescita dell’1,4% ( +4,2% ad ottobre), battendo i pronostici degli analisti, che non si spingevano oltre il +0,6%.

In flessione anche le vendite al dettaglio giapponesi, scese dell’1%, a dispetto di un calo dello 0,4% indicato dagli analisti e del +1,3% della lettura di Ottobre. Su base annua, la suddetta lettura ha invece evidenziato un aumento dell’1,4%, mostrando una frenata rispetto al +3,6% di Ottobre ed al +2,1% del consensus.

Negli USA, invece, l’indice dei direttori degli acquisti del distretto industriale di Chicago, a Dicembre, è sceso a 65,4 punti dai 66,4 punti della precedente stima mensile, assestandosi, tuttavia, sopra i 60,2 punti attesi dagli analisti. L’indicatore che misura lo stato di salute economica del settore manifatturiero nella regione di Chicago, confermandosi abbondantemente oltre la soglia dei 50 punti continua ad evidenziare un forte segnale di espansione.

Andamento cross USD-JPY sul breve-medio periodo


Il tentativo di recupero della coppia Dollaro-Yen, dopo lo scivolone in area 110, si è arrestato in prossimità della media mobile a 10 giorni (la linea di colore azzurro sul grafico con time-frame giornaliero in alto). Sul brevissimo, pertanto, la prima resistenza si colloca sull’EMA 10, che transita in area 111,30. L’eventuale break-out dell’ostacolo appena segnalato potrebbe favorire un allungo verso la resistenza successiva, che si colloca in area 112,15, zona su cui transita la media mobile a 25 giorni (la linea di colore rosso sul grafico).

Inversione rialzista di breve-medio periodo, invece, soltanto in caso di break-out della media mobile a 50 giorni (la linea di colore verde sul grafico), che passa in area 112,60. Al ribasso, invece, l’eventuale discesa sotto area 110, in chiusura daily o peggio ancora settimanale, potrebbe innescare un ulteriore affondo con target in area 108,50-108.

Modello di trading cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di close orario maggiore di quota 110,66 e fissa i primi due obiettivi in area 110,92 e 111,32; stop loss in caso di ritorno sotto quota 110,24 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 111,32 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 111,58 e successivamente a quota 112; stop loss in caso di ritorno sotto quota 110,66 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 112 per approfittare di possibili allunghi in area 112,27 e 112,70, estesa a quota 113,40; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 1,3266 in chiusura oraria. Suggerita l’apertura di posizioni Long sulla debolezza in caso di affondo in area 107,80 per sfruttare eventuali rimbalzi prima a quota 108,22 ed in seconda battuta a quota 108,90, estesi a quota 109,55 stop loss in caso di discesa sotto quota 107,10 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 110,24 e prevede i primi due target price in area 110,98 e 109,55; stop loss in caso di close orario sopra quota 110,66. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 109,55 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 109,30 e successivamente a quota 108,90; stop loss in caso di recupero sopra quota 110,24 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 108,90 per cercare di ricoprirsi in area 108,63 e 108,22, estesa a quota 107,80; stop loss in caso di ritorno sopra quota 109,55 in close orario. Consigliata l’apertura di operazioni Short speculative in caso di balzo in area 113,40 per approfittare di eventuali storni in primo luogo a quota 112,70 e successivamente a quota 112,27, estesi a quota 112; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 114,10 in chiusura di candela oraria o daily.

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