Crollo della sterlina: dito grasso o flash crash?

crollo della sterlina

Crollo della sterlina questa notte alle due, ora europea e caos nei mercati asiatici. Il più grande tonfo del GBP dalle variazioni pre e post Brexit, arrivando a toccare quota 1,1841 dollari, il minimo storico mai raggiunto dalla moneta della regina in 31 anni.

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Quali sono le cause “tecniche” del crollo della sterlina?

Le prime voci che circolano tra i vari traders indipendenti e sui vari articoli di testate giornalistiche di tutto il mondo parlano del cosiddetto “Fat Finger”, letteralmente “dito grasso”, ossia è stato effettuato un grosso ordine “short” di vendita eccessivamente elevato, ma in maniera errata, non prevista, da un algoritmo che ha portato a una perdita di circa il 6% in soli due minuti. Crolli del generi nei mercati finanziari vengono anche definiti “Flash Crash”, dei momenti lampo in cui tutti operatori e analisti effettuano i medesimi ordini in questo caso provocando un iper venduto, che ha spinto il grafico in basso, accelerando il tutto a causa poca liquidità in circolo in Inghilterra. Entrambe le ipotesi, quella del “Fat Finger” e del “Flash Crash” potrebbe essere corrette e correlate, la prima, ossia l’errore negli algoritmi potrebbe aver innescato questa discesa nella valuta GBP/USD che automaticamente ha spinto i trader a vendere il più possibile per coprire al meglio le perdite.

Quali sono le cause più “macro” che hanno provocato il crollo della sterlina?

Le spiegazioni precedenti potrebbero funzionare da un punto di vista di analisi tecnica, ma invece da un’angolazione più macroeconomica, quale potrebbe essere il movente di questo improvviso crollo della sterlina? Gli occhi vengono subito puntati su un articolo del “Financial Times” in cui viene citato il Presidente francese Francois Hollande parlare di un “a hard Brexit”, dove il Regno Unito dovrà andare a pagare tutte le conseguenze per la decisione di lasciare l’Unione Europea con il voto di giugno.

Gareth Berry, foreign-exchange e rate strategist alla Macquarie Bank di Singapore afferma che: “osservazioni del genere da sole non sono sufficienti a provocare una discesa di questa portata, ma una volta che inizia un movimento in queste condizioni di sottile liquidità, si può trasformare in una palla di neve in fretta”, cioè diventerà sempre più difficile fermare questo tuffo.

Come muoversi nei mercati dopo il crollo della sterlina? 

Per i vari trader indipendenti non resta che fare attenzione, perché in momenti simili, è forte la tendenza a voler piazzare un ordine “long”, ma come si dice in gergo, con movimenti così repentini bisogna fare attenzione, perché mettersi a rialzo in queste situazioni è come cercare di afferrare un coltello che cade. Il rischio di farsi male è alto.

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