Attentato Ankara
Il killer dell'ambasciatore russo durante l'attentato di Ankara

«Noi moriamo ad Aleppo, tu muori qui». Queste sono le parole inneggianti ad Allah che l’assassino ha pronunciato subito dopo aver sparato una raffica di colpi alle spalle di Andrei Karlow, l’ambasciatore russo in Turchia.

L’autore dell’attentato è Mevlut Mert Altintas, un poliziotto turco di 22 anni. Durante l’inaugurazione di una mostra fotografica ad Ankara, dopo aver mostrato il suo tesserino, è riuscito ad accedere al retropalco e da lì ha sferrato 8 colpi di pistola uccidendo l’ambasciatore russo e ferendo altre 3 persone.
Con l’intervento dei corpi speciali il killer viene braccato e ucciso subito dopo.

Attentato Ankara
Il killer dell’ambasciatore russo durante l’attentato di Ankara
La Turchia entra in profonda crisi dopo l’attacco omicida in diretta dell’ambasciatore russo ad Ankara.
Sin dalle prime ore di questo mattino la lira turca è scesa ai minimi di sessione contro il dollaro.

Una discesa dello 0,6 per cento della lira turca, che si trova a 3.527 lire per dollaro.
Nel momento in cui si scrive il cambio EUR/TRY perde lo 0,45 per cento a quota 3.6551, mentre il cambio USD/TRY procede in negativo dello 0,36% a quota 3.5181.

L’economia turca non sta navigando di certo in buone acque. Si notano segni di indebolimento per la prima volta dal 2009 e la moneta ha perso quasi il 20 per cento contro il dollaro dall’inizio del 2016. Un calo notevole e forte tanto che gli analisti arrivano a parlare di una crisi valutaria in atto.
Le condizioni della politica interna della Turchia sono instabili, con equilibri in bilico dovuti al colpo di stato militare dello scorso Luglio che ha scosso l’intero panorama politico governativo. Secondo gli economisti, i segnali che prospettano la crisi valutaria turca sono proprio dovuti ad una enorme incertezza che porterà, quasi sicuramente, ad una fuga di capitali dalla Turchia.
Incertezza e paura sono gli elementi dominanti con una serie di eventi che non fanno altro che indebolire l’economia turca: un comportamento sopra le righe di Erdoğan, che si rifiuta di porre rimedio al crollo della valuta esortando invece i cittadini turchi ad acquistare lira e oro per sostenere la moneta; la decisione del Parlamento Europeo di sospendere i negoziati per l’adesione all’Unione Europea ed infine l’elezione di Donald Trump, fonte di insicurezza per i mercati emergenti.

La mostra a cui stava presenziando l’ambasciatore russo, Andrei Karlow, si chiamava «La Russia vista con gli occhi dei turchi». Adesso iniziano ad essere in molti a pensare che con un colpo di pistola come a Sarajevo nel 1914, la Turchia si appresta ad uscire dall’Europa per entrare in Medio Oriente. Questo attentato sarà come la famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso? Di sicuro i rapporti tra il presidente turco Tayyip Erdoğan e Vladimir Putin si sono spinti sul filo del rasoio.

La città di Ankara

Era al Cremlino Vladimir Putin quando lo hanno informato dell’attacco, il presidente ha subito interrotto l’incontro con i rappresentanti della comunità imprenditoriale per convocare a rapporto il ministro degli Esteri Serghej Lavrov.
Dopo qualche ora Putin dirà che l’uccisione di Karlow «è stata indubbiamente una provocazione, indirizzata a minare la normalizzazione dei legami tra Mosca ed Ankara e a far fallire i tentativi di raggiungere un’intesa per la pace in Siria. La risposta può essere soltanto una: rafforzare la lotta al terrorismo. I banditi se ne accorgeranno».

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